Ger 44:18. Perché era sbagliato che gli israeliti dicessero di soffrire perché avevano smesso di “offrire sacrifici alla Regina del Cielo”? (it “Ostinazione” par. 4).
Geremia 44:18 — Da quando abbiamo smesso di offrire sacrifici alla Regina del Cielo e di versarle libagioni ci è mancato tutto, e siamo morti di spada e di carestia”.
Risposta 1: Era sbagliato perché attribuivano le loro sofferenze al fatto di aver abbandonato l’idolatria. Ma Geova aveva già spiegato che la calamità era venuta su di loro perché gli avevano disubbidito e avevano offerto sacrifici ad altri dèi.
Geremia 44:21 — “Geova non ha dimenticato: ha ricordato i sacrifici che facevate voi, i vostri antenati, i vostri re, i vostri principi e il popolo del paese nelle città di Giuda e per le strade di Gerusalemme.
Risposta 2: Geova non aveva dimenticato quei sacrifici idolatrici. Li ricordava molto bene. Perciò non potevano presentare la loro adorazione della Regina del Cielo come qualcosa di innocente o benefico.
Geremia 44:22 — Alla fine Geova non ha più potuto sopportare le pratiche malvagie e le cose detestabili che compivate, e così il vostro paese è diventato un luogo devastato e disabitato, qualcosa di cui inorridire e qualcosa di maledetto, come si vede oggi.
Risposta 3: La devastazione di Giuda non dimostrava che l’idolatria avesse portato loro benessere. Dimostrava che Geova non poteva più tollerare le loro pratiche malvage e le cose detestabili che facevano.
Geremia 44:23 — È stato perché avete offerto questi sacrifici e perché avete peccato contro Geova non ubbidendo alla voce di Geova e non seguendo la sua legge, i suoi decreti e le sue esortazioni che questa calamità si è abbattuta su di voi, come vedete oggi”.
Risposta 4: La vera causa della calamità fu che peccarono contro Geova: disubbidirono alla sua voce e non seguirono le sue leggi, i suoi decreti e le sue esortazioni. Il loro ragionamento ignorava deliberatamente questa realtà.
Geremia 44:16 — “Non ascolteremo quello che ci hai riferito nel nome di Geova.
Risposta 5: La loro affermazione rivelava ostinazione. Si rifiutavano di ascoltare le parole pronunciate nel nome di Geova e, invece di accettare la correzione, davano la colpa alla perdita di una pratica idolatrica.
Quali gemme spirituali avete trovato nella lettura biblica di questa settimana?
Gemme spirituali per GEREMIA 42
Geremia 42:2 — dal profeta Geremia e gli dissero: “Per favore, ascolta la nostra richiesta e prega Geova tuo Dio a nostro favore e a favore di tutti quelli che sono rimasti, perché di tanti che eravamo siamo rimasti solo in pochi, come puoi vedere.
Commento 1: Il rimanente di Giuda riconobbe di aver bisogno della guida di Geova. Quando dobbiamo prendere decisioni che ci preoccupano, facciamo bene a riconoscere umilmente che non possiamo confidare solo nel nostro giudizio.
Geremia 42:3 — Geova tuo Dio ci dichiari la via nella quale dobbiamo camminare e cosa dobbiamo fare”.
Commento 2: Non chiesero solo di sapere quale strada seguire; chiesero anche cosa dovevano fare. Cercare la guida di Geova implica essere disposti a trasformare i suoi consigli in azioni concrete.
Geremia 42:4 — Il profeta Geremia rispose loro: “Va bene. Pregherò Geova vostro Dio in base alla vostra richiesta, e vi riferirò tutto quello che Geova vi risponderà; non vi nasconderò neanche una parola”.
Commento 3: Geremia promise di comunicare tutte le parole di Geova senza nascondere nulla. È un ottimo esempio di fedeltà: chi insegna deve trasmettere il messaggio di Dio con accuratezza, anche quando è difficile da ascoltare.
Geremia 42:6 — Qualunque cosa egli ci dirà, ubbidiremo alla voce di Geova nostro Dio dal quale ti mandiamo; così tutto andrà bene, perché avremo ubbidito alla voce di Geova nostro Dio”.
Commento 4: Dissero che avrebbero ubbidito, che la risposta fosse stata buona o cattiva ai loro occhi. Questa dichiarazione ci ricorda che la vera ubbidienza non dipende dal fatto che i consigli divini coincidano con le nostre preferenze.
Geremia 42:7 — Dopo 10 giorni Geremia ricevette un messaggio di Geova.
Commento 5: Geova rispose dopo 10 giorni. A volte la risposta o la soluzione non arriva così presto come speriamo. Nel frattempo dobbiamo aspettare con pazienza e continuare a confidare in Geova.
Geremia 42:10 — ‘Se davvero resterete in questo paese, allora vi edificherò e non vi demolirò, vi pianterò e non vi sradicherò, perché mi rammaricherò della calamità che ho fatto abbattere su di voi.
Commento 6: Geova offrì loro stabilità se fossero rimasti dove indicava: li avrebbe edificati e piantati. La sua guida cerca sempre il nostro bene, anche quando la strada che ci indica sembra meno sicura.
Geremia 42:11 — Non abbiate paura del re di Babilonia, che vi incute timore’. “‘Non abbiate paura di lui’, dichiara Geova, ‘perché io sono con voi, per salvarvi e per liberarvi dalla sua mano.
Commento 7: La paura del re di Babilonia era comprensibile, ma Geova assicurò loro che era con loro per salvarli e liberarli. La presenza e il sostegno di Geova superano qualsiasi minaccia umana.
Geremia 42:14 — dicendo: “Andremo piuttosto nel paese d’Egitto, dove non vedremo la guerra, non sentiremo il suono del corno e non avremo fame, ed è lì che vivremo”,
Commento 8: L’Egitto sembrava offrire una vita senza guerre, fame né incertezze. Ma basare una decisione su ciò che sembra più comodo può portarci a ignorare la guida di Geova.
Geremia 42:16 — la stessa spada di cui avete paura vi raggiungerà nel paese d’Egitto, e la stessa carestia che temete vi seguirà fino in Egitto, e là morirete.
Commento 9: Proprio le cose che temevano —la spada e la carestia— li avrebbero raggiunti in Egitto. Fuggire da un problema senza ubbidire a Geova non elimina le conseguenze né ci dà vera sicurezza.
Geremia 42:21 — Io oggi ve l’ho riferito; voi però non ubbidirete alla voce di Geova vostro Dio e non farete niente di quello che mi ha mandato a dirvi.
Commento 10: Anche se avevano chiesto di conoscere la volontà di Geova, non avrebbero ubbidito a ciò che aveva detto. Questo racconto ci spinge a esaminarci: chiediamo consiglio con il sincero desiderio di seguirlo, o speriamo solo che confermi ciò che abbiamo già deciso?
Gemme spirituali per GEREMIA 43
Geremia 43:1 — Quando Geremia ebbe finito di dire al popolo tutto quello che Geova loro Dio aveva dichiarato, ogni singola parola che Geova loro Dio lo aveva incaricato di riferire,
Commento 1: Geremia trasmise tutte le parole che Geova gli aveva comandato di dire. Il suo esempio mostra che la fedeltà non consiste nell’addolcire il messaggio di Dio, ma nel comunicarlo per intero.
Geremia 43:2 — Azarìa figlio di Osaìa, Ioanàn figlio di Carèa e tutti gli uomini presuntuosi dissero a Geremia: “Tu menti! Geova nostro Dio non ti ha mandato a dirci: ‘Non andate a stabilirvi in Egitto’.
Commento 2: Gli uomini arroganti accusarono Geremia di mentire. L’arroganza può portarci a respingere un consiglio necessario semplicemente perché contraddice ciò che vogliamo fare.
Geremia 43:3 — È Bàruc, figlio di Nerìa, che ti istiga contro di noi a consegnarci ai caldei, per farci mettere a morte o farci portare in esilio in Babilonia”.
Commento 3: Invece di assumersi la responsabilità, accusarono Baruc di aver messo Geremia contro di loro. Quando un avvertimento non ci piace, dobbiamo evitare di cercare motivi nascosti in chi ce lo dà.
Geremia 43:4 — Così Ioanàn, figlio di Carèa, tutti i comandanti militari e tutto il popolo disubbidirono al comando di Geova di rimanere nel paese di Giuda.
Commento 4: La disubbidienza fu collettiva: i capi e tutto il popolo non rimasero in Giuda. La pressione del gruppo può essere forte, ma ognuno deve decidere di ubbidire alla voce di Geova.
Geremia 43:7 — E andarono nel paese d’Egitto, perché non ubbidirono al comando di Geova, e giunsero fino a Tàfnes.
Commento 5: Entrarono in Egitto perché non avevano ubbidito a Geova. Il racconto mette in chiaro il rapporto tra la loro decisione e la loro disubbidienza; non presenta il trasferimento come una semplice scelta personale priva di importanza spirituale.
Geremia 43:9 — “Prendi in mano delle grosse pietre e, alla presenza dei giudei, nascondile nel pavimento di mattoni, coprendole con della malta, all’ingresso della casa del faraone a Tàfnes.
Commento 6: Geova comandò a Geremia di compiere un’azione visibile davanti agli ebrei. Questo mostra che Geova si assicurò che il suo avvertimento fosse chiaro e rimanesse impresso nella mente di chi lo ascoltava.
Geremia 43:10 — Poi di’ loro: ‘Questo è ciò che Geova degli eserciti, l’Iddio d’Israele, dice: “Mando a chiamare Nabucodònosor, re di Babilonia, mio servitore, e metterò il suo trono proprio sopra queste pietre che ho nascosto, e su tali pietre lui stenderà la sua tenda regale.
Commento 7: Geova chiamò Nabucodonosor suo servitore. Questo sottolinea che Geova può usare anche governanti che non lo adorano per realizzare i suoi propositi. Nulla sfugge al suo controllo.
Geremia 43:11 — Verrà e colpirà il paese d’Egitto. Chiunque merita la piaga mortale subirà la piaga mortale, e chiunque merita la schiavitù subirà la schiavitù, e chiunque merita la spada subirà la spada.
Commento 8: L’Egitto non sarebbe stato il rifugio che speravano. L’avvertimento conferma che nessuna soluzione umana può proteggerci dalle conseguenze del rifiuto deliberato della guida di Geova.
Geremia 43:12 — Io darò alle fiamme i templi degli dèi d’Egitto, e lui li brucerà e ne porterà via prigionieri gli dèi. Avvolgerà intorno a sé il paese d’Egitto proprio come un pastore avvolge intorno a sé la sua veste; e se ne andrà in pace.
Commento 9: Gli dèi d’Egitto e i loro templi non potevano difendere il paese. Geova dimostrò così che gli idoli non hanno il potere di salvare, mentre lui adempie tutto ciò che annuncia.
Geremia 43:13 — Farà a pezzi le colonne di Bet-Sèmes nel paese d’Egitto e brucerà i templi degli dèi d’Egitto”’”.
Commento 10: La distruzione delle colonne e dei templi degli dèi egiziani sottolinea quanto sia inutile confidare nella falsa adorazione. Geova merita devozione esclusiva e non condivide la sua adorazione con nessuno.
Gemme spirituali per GEREMIA 44
Geremia 44:2 — “Questo è ciò che Geova degli eserciti, l’Iddio d’Israele, dice: ‘Avete visto tutta la calamità che ho fatto abbattere su Gerusalemme e su tutte le città di Giuda, e oggi sono in rovina, disabitate.
Commento 1: Gli ebrei avevano visto la calamità abbattutasi su Gerusalemme e Giuda. Ricordare le conseguenze della disubbidienza avrebbe dovuto spingerli a non ripetere gli stessi errori.
Geremia 44:3 — È stato a causa del male che voi avete fatto per offendermi, andando a offrire sacrifici e a servire altri dèi che non avevate conosciuto, né voi né i vostri antenati.
Commento 2: Geova spiegò chiaramente la causa della calamità: avevano fatto cose cattive e servito altri dèi. Geova è giusto; i suoi giudizi non sono mai arbitrari né privi di fondamento.
Geremia 44:4 — Ho continuato a mandarvi più e più volte tutti i miei servitori, i profeti, dicendo: “Per favore, non fate questa cosa detestabile che odio”.
Commento 3: Geova mandò i suoi profeti più e più volte e li supplicò di abbandonare ciò che odiava. La sua pazienza e i suoi ripetuti avvertimenti rivelano quanto desideri che le persone abbandonino una condotta sbagliata.
Geremia 44:5 — Ma voi non avete ascoltato né avete prestato attenzione così da abbandonare la vostra malvagità smettendo di fare sacrifici ad altri dèi.
Commento 4: Il problema non fu che non avessero ricevuto avvertimenti, ma che non ascoltarono né prestarono attenzione. Per trarre beneficio dall’insegnamento divino dobbiamo ascoltare con il desiderio di fare cambiamenti.
Geremia 44:7 — “E ora, questo è ciò che Geova, l’Iddio degli eserciti, l’Iddio d’Israele, dice: ‘Perché state attirando su di voi una grande calamità, così che ogni uomo, donna, bambino e lattante di Giuda muoia e non vi rimanga nessun superstite?
Commento 5: Geova chiese loro perché si attirassero addosso una calamità così grande. Il peccato non è una libertà priva di conseguenze; può danneggiare profondamente chi lo pratica e chi gli sta intorno.
Geremia 44:10 — Fino a oggi voi non vi siete umiliati, non avete avuto timore né avete seguito la legge e i decreti che misi davanti a voi e ai vostri antenati’.
Commento 6: Non si erano umiliati né avevano mostrato timore di Geova. L’umiltà ci aiuta ad accettare la correzione e ad adeguare la nostra condotta alle leggi e alle norme di Geova.
Geremia 44:16 — “Non ascolteremo quello che ci hai riferito nel nome di Geova.
Commento 7: Dissero apertamente che non avrebbero dato ascolto alle parole di Geova. Questo estremo ci avverte del pericolo di alimentare un atteggiamento che passa dall’ignorare i consigli al respingerli deliberatamente.
Geremia 44:17 — Anzi, faremo tutto quello che è uscito dalla nostra bocca, e offriremo sacrifici alla Regina del Cielo e le verseremo libagioni, proprio come facevamo noi, i nostri antenati, i nostri re e i nostri principi nelle città di Giuda e per le strade di Gerusalemme, quando eravamo sazi di pane, non ci mancava niente e non vedevamo nessuna calamità.
Commento 8: Collegavano l’idolatria a periodi di abbondanza e all’assenza di calamità. Ma l’apparente prosperità non dimostra che Geova approvi una condotta e non rende corretta una pratica che condanna.
Geremia 44:23 — È stato perché avete offerto questi sacrifici e perché avete peccato contro Geova non ubbidendo alla voce di Geova e non seguendo la sua legge, i suoi decreti e le sue esortazioni che questa calamità si è abbattuta su di voi, come vedete oggi”.
Commento 9: Geremia indicò di nuovo il motivo della calamità: avevano peccato contro Geova e disubbidito alla sua voce. La correzione divina ci aiuta quando riconosciamo onestamente la causa del problema.
Geremia 44:28 — Solo pochi sfuggiranno alla spada e dal paese d’Egitto torneranno nel paese di Giuda. Allora tutti i superstiti di Giuda che sono venuti a stabilirsi in Egitto sapranno di chi sono le parole che si sono avverate, le mie o le loro!”’”
Commento 10: Geova disse che alla fine si sarebbe saputo quali parole si erano avverate. Le sue parole si dimostrano sempre vere. Confidare nei suoi avvertimenti e nelle sue promesse è sempre la scelta più saggia.
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