Tema: La speranza è fondamentale per essere contenti
Ci sono circostanze che possono rubarci gradualmente la tranquillità. Forse speravamo che qualcosa cambiasse, che ricevessimo più aiuto o che la nostra situazione fosse diversa. Quando questo non succede, è facile concentrarci su quello che ci manca e perdere di vista quello che abbiamo ancora. Il racconto di Baruc ci insegna che Geova comprende questi sentimenti. Ci mostra anche che la speranza che lui dà può aiutarci a ritrovare la gioia e a essere contenti.
Baruc era il segretario del profeta Geremia. Il suo incarico non era facile: aiutava a trasmettere agli israeliti un messaggio di condanna per la loro disubbidienza a Geova. Era un compito impegnativo e sicuramente doloroso. A un certo punto Baruc smise di concentrarsi su quello che Geova voleva che facesse e, a quanto pare, iniziò a pensare troppo ai propri desideri e a quello che si aspettava dalla vita. Vediamo come espresse i suoi sentimenti.
Geremia 45:3 — ‘Hai detto: “Guai a me, perché Geova ha aggiunto tristezza al mio dolore! Sono stanco di soffrire, e non trovo pace”’.
Le parole di Baruc riflettono una profonda tristezza. Si sentiva sfinito e non trovava sollievo. Geova non ignorò il suo dolore né lo trattò con durezza. Ma vide che Baruc aveva bisogno di recuperare una prospettiva equilibrata. Le sue circostanze erano difficili, è vero, ma non doveva permettere che lo scontento lo portasse a pensare solo a sé stesso, a quello che desiderava o a quello che pensava di meritare. Doveva tornare a mettere al primo posto la volontà di Geova.
La correzione che ricevette aiutò Baruc a essere felice delle circostanze in cui si trovava. Lui l’accettò e mantenne l’approvazione di Geova. Questo risultato è davvero incoraggiante. A volte non possiamo cambiare subito una limitazione, una preoccupazione economica o una situazione familiare. Possiamo però decidere su cosa concentreremo la nostra attenzione. Possiamo ricordare che servire Geova e avere la sua approvazione vale molto più che realizzare certi progetti personali o ricevere quello che speravamo.
Perciò è bene chiederci sinceramente: “C’è qualcosa che desidero ma che al momento non ho e che mi sta rubando la gioia?” Forse si tratta di un bene materiale, di un cambiamento nelle nostre circostanze o di un certo incarico. Riconoscere questi sentimenti non è un segno di fallimento. È il primo passo per chiedere aiuto a Geova e correggere il nostro modo di pensare. Baruc imparò che essere contenti non dipende dall’avere una vita senza difficoltà, ma dal mantenere una buona relazione con Geova.
Se non correggiamo lo scontento, questo può crescere silenziosamente. All’inizio ci fa sentire frustrati; poi può indebolire la nostra gratitudine e la nostra fiducia. Quindi il caso di Baruc non solo ci conforta quando siamo stanchi. Ci avverte anche con affetto: non permettiamo che le aspettative personali prendano il posto che spetta a Geova. Questo avvertimento ci prepara a capire perché lo scontento può portare a decisioni molto dannose.
Quando una persona smette di essere contenta di quello che ha, può iniziare a giustificare idee che in passato avrebbe respinto. Forse si dice: “Me lo merito” oppure “Mi sono stancato di aspettare”. Queste frasi sembrano esprimere stanchezza, ma possono aprire la porta a decisioni che danneggiano l’amicizia con Geova. Per questo è così importante riconoscere lo scontento quando sta ancora iniziando e non permettere che metta radici nel cuore.
Per esempio, qualcuno potrebbe lavorare moltissime ore di straordinario per comprare cose di cui in realtà non ha bisogno. Il problema non è lavorare sodo per provvedere ai bisogni della famiglia. Il pericolo nasce quando il desiderio di avere di più inizia a controllare le nostre priorità. Potremmo ritrovarci con meno energie per l’adorazione, meno tempo per la famiglia e meno gioia. Quella che sembrava una soluzione può diventare un peso ancora maggiore.
Lo scontento può perfino spingere una persona a prendere qualcosa che non le appartiene, pensando di restituirlo in seguito. Ma rubare è rubare, e Geova lo odia perché reca biasimo sul suo nome. È molto grave che un desiderio materiale arrivi a offuscare una coscienza addestrata. È quindi saggio essere soddisfatti di ciò che è necessario e non alimentare l’idea che un bene materiale, per quanto attraente possa sembrare, ci renderà davvero felici.
Può anche accadere che qualcuno si senta molto deluso per non aver ricevuto un certo incarico. Se alimenta quella delusione, potrebbe pensare che il suo servizio non valga più nulla o perfino allontanarsi da Geova. Ma il nostro valore non dipende da uno specifico incarico. Geova apprezza il servizio leale che gli rendiamo nei limiti delle nostre possibilità. Rimanere attivi e pazienti dimostra che serviamo Geova per amore, non per ottenere riconoscimenti o una determinata posizione.
Quindi, quando notiamo di perdere la gioia, non minimizziamo quello che sta succedendo. Possiamo pregare apertamente, esaminare i nostri desideri e ricordare le benedizioni di cui già godiamo. Essere contenti protegge la nostra coscienza e ci aiuta a prendere decisioni pure. Geova però non si limita a dirci di smettere di cercare certe cose. Ci dà qualcosa di molto più forte dello scontento: una speranza reale, capace di sostenerci anche quando le circostanze non cambiano subito.
Geova corresse Baruc con chiarezza, ma gli diede anche un motivo per andare avanti. Baruc viveva in un periodo in cui una calamità stava per abbattersi sulla gente. Non ricevette la promessa di una vita comoda né di grandi risultati personali. Geova però gli assicurò qualcosa di molto prezioso: avrebbe protetto la sua vita. Ascoltiamo le parole che rivolse a Baruc.
Geremia 45:5 — Ma tu stai cercando grandi cose per te stesso. Smetti di cercare queste cose”’. “‘Infatti sto per far abbattere una calamità su ogni uomo’, dichiara Geova, ‘e ovunque andrai ti darò la tua vita come bottino’”.
Che speranza concreta ricevette Baruc! Geova gli disse di smettere di cercare grandi cose per sé stesso, ma non lo abbandonò. Gli garantì che avrebbe conservato la vita ovunque fosse andato. Quella promessa gli dava un potente motivo per correggere la sua condotta e continuare a servire fedelmente. Baruc poteva guardare oltre i suoi desideri immediati e concentrarsi sulla protezione e sull’approvazione di Geova. La speranza trasformò la correzione in un aiuto amorevole.
Anche noi viviamo in tempi difficili da sopportare. Forse lavoriamo molto duramente per portare a casa il necessario e arrivare alla fine del mese. Oppure una malattia grave, dolori costanti o la depressione possono rendere pesante ogni giorno. Geova ci dà la guida, la forza e il sostegno di cui abbiamo bisogno ora. Inoltre ci promette che queste circostanze non dureranno per sempre. Nel Paradiso avremo tutto il necessario e non ci saranno più malattie né morte.
Meditare regolarmente su questa speranza non elimina automaticamente il dolore, ma impedisce alla frustrazione e all’amarezza di dominare il nostro cuore. Sappiamo che le difficoltà sono temporanee e che la sofferenza sparirà per sempre. Pensiamo, per esempio, a un fratello anziano che deve affrontare limitazioni fisiche e ha bisogno di medicine o di un deambulatore. Guardare con fede alle promesse di Geova può dargli la forza di perseverare e conservare una profonda gioia, anche in una giornata difficile.
Possiamo anche rafforzare il nostro contentamento coltivando la gratitudine. Ogni giorno potremmo pensare a due o tre cose belle di cui godiamo e ringraziare Geova e quelli che ci aiutano. È saggio scegliere amici stretti che siano grati, perché la gratitudine è contagiosa, proprio come lo scontento. Una sorella di nome Aci smise di paragonarsi agli altri, pensò alle sue benedizioni e ringraziò Geova. Questo la aiutò a sentirsi molto più felice.
Il caso di Baruc ci insegna qualcosa di molto pratico. Non permettiamo allo scontento di farci perdere di vista ciò che è più importante o di portarci a prendere decisioni sbagliate. Piuttosto, accettiamo la guida di Geova, apprezziamo le sue benedizioni e pensiamo spesso alla speranza che ci ha dato. Anche se oggi affrontiamo stanchezza, preoccupazioni o limitazioni, Geova non ci ha dimenticati. La sua speranza ci sostiene e ci aiuta a essere contenti mentre aspettiamo con fiducia l’adempimento delle sue promesse.
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