Efficaci nel ministero — Settimana dal 27 luglio al 2 agosto 2026

Seamos Mejores Maestros semana del 27 de julio al 2 de agosto 2026
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INIZIA UNA CONVERSAZIONE

Durata: 4 minuti
Situazione: Testimonianza informale durante una pausa al lavoro.
Obiettivo: Trovare un modo naturale per dire alla persona che siamo Testimoni di Geova.
Lezione: Naturalezza.
Passo biblico: Filippesi 4:6, 7.

Persona: Finalmente è venerdì. Questa settimana al lavoro mi è sembrata interminabile. Hai qualche programma per il fine settimana?

Proclamatore/Proclamatrice: Domani mattina devo vedermi con alcuni amici della congregazione. Poi, se non ci sono imprevisti, cercherò di riposarmi un po’.

Persona: Della congregazione? Frequenti una chiesa?

Proclamatore/Proclamatrice: Sì, qualcosa del genere. Sono Testimone di Geova.

Persona: Ah, non lo sapevo. Quindi sei tra quelli che bussano alle porte.

Proclamatore/Proclamatrice: Sì, facciamo anche questo. Ma parliamo con le persone in molti luoghi, sempre che lo desiderino, naturalmente.

Persona: Dev’essere difficile. Non saprei come iniziare a parlare di religione con qualcuno che non conosco.

Proclamatore/Proclamatrice: A dire il vero, cerco di non iniziare in modo forzato. Di solito parlo di cose che preoccupano tutti. Per esempio, mi hai detto diverse volte che ultimamente il lavoro ti sta causando molta ansia.

Persona: Sì. Quando esco da qui continuo a pensare ai problemi. Ma non credo che parlare di religione possa cambiare il carico di lavoro.

Proclamatore/Proclamatrice: Su questo hai ragione. La Bibbia non fa sparire le bollette, le scadenze o i problemi. Però contiene consigli che possono aiutarci ad affrontarli. Ce n’è uno che ha aiutato me. Posso mostrartelo?

Persona: Sì, certo.

Proclamatore/Proclamatrice: Si trova in Filippesi 4:6, 7. Dice: “Non siate ansiosi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio che è al di là di ogni comprensione custodirà il vostro cuore e le vostre facoltà mentali mediante Cristo Gesù”.

Persona: Suona bene, ma è facile dire “non siate ansiosi”. Riuscirci è un’altra cosa.

Proclamatore/Proclamatrice: Assolutamente. Il passo non sta dicendo che si possa spegnere l’ansia come premendo un interruttore. Nota che raccomanda di far conoscere a Dio le nostre richieste. Questo significa spiegargli nei dettagli ciò che ci preoccupa e chiedergli un aiuto specifico.

Persona: Ma la preghiera cambia davvero il problema?

Proclamatore/Proclamatrice: Forse il problema non cambierà subito. Ma può cambiare il modo in cui ci sentiamo e lo affrontiamo. Il passo promette “la pace di Dio”. Questa tranquillità può aiutarci a pensare con più chiarezza e a non sentirci costretti a portare tutto il peso da soli.

Persona: Be’, quando parlo con qualcuno di quello che mi succede, almeno mi sfogo.

Proclamatore/Proclamatrice: Esatto. E per me pregare è molto più che sfogarmi. Come Testimone di Geova, sono convinto che Dio ascolti e si interessi di quello che viviamo. Inoltre il passo menziona i ringraziamenti. Ricordare qualcosa di buono, anche in una giornata difficile, impedisce alle preoccupazioni di occupare tutta la nostra mente.

Persona: Io non prego di solito. Non sono neppure sicuro che Dio ascolti.

Proclamatore/Proclamatrice: Capisco. E non pretendo di convincerti di tutto durante questa pausa. È la prima volta che ne parliamo. Ma, se un giorno ti va, posso mostrarti perché crediamo che Dio ascolti le preghiere e cosa dice la Bibbia su come parlargli.

Persona: Va bene, potremo continuare a parlarne un’altra volta. Adesso andiamo, la pausa sta finendo.

Proclamatore/Proclamatrice: D’accordo. Grazie per avermi ascoltato.


COLTIVA L’INTERESSE

Durata: 4 minuti
Situazione: Di casa in casa. La persona si prende cura della madre, che ha gravi problemi di salute.
Obiettivo: Usare una verità dell’appendice A dell’opuscolo Ama le persone e fai discepoli.
Verità scelta: Dio vede le nostre sofferenze e vuole aiutarci.
Lezione: Empatia.
Passo biblico: Isaia 41:10.

Proclamatore/Proclamatrice: Ciao, Marta. Sono contento di trovarti. L’ultima volta mi hai detto che stavate aspettando i risultati degli esami di tua madre. Come sta?

Persona: Non molto bene. Le hanno prescritto altri esami e ancora non sappiamo esattamente che cosa abbia. Va avanti così da settimane.

Proclamatore/Proclamatrice: Mi dispiace molto. Questa incertezza dev’essere estenuante. E tu come la stai affrontando?

Persona: Sinceramente, male. Dormo pochissimo e devo occuparmi di tutto. La cosa che mi dà più fastidio è quando qualcuno mi dice che “tutto succede per un motivo”.

Proclamatore/Proclamatrice: Ti capisco. Neanche io ti direi una cosa del genere. Sentire quella frase mentre soffri può farti pensare che l’altra persona non comprenda la situazione.

Persona: Esatto. E poi, se Dio vede quello che sta succedendo, perché non fa qualcosa?

Proclamatore/Proclamatrice: È una domanda molto ragionevole. Dopo la nostra conversazione ho pensato a te e mi è venuta in mente una verità biblica che trovo molto confortante: Dio vede le nostre sofferenze e vuole aiutarci.

Persona: Be’, non sembra che ci stia aiutando molto.

Proclamatore/Proclamatrice: Capisco perché la vedi così. Posso mostrarti un passo? Non promette che tutti i problemi spariranno subito, ma spiega un modo in cui Dio può aiutarci.

Persona: Va bene.

Proclamatore/Proclamatrice: Guarda cosa dice Isaia 41:10: “Non aver paura, perché io sono con te. Non essere ansioso, perché io sono il tuo Dio. Io ti fortificherò, sì, ti aiuterò, ti sosterrò davvero con la mia destra di giustizia”. Quale espressione ti colpisce di più?

Persona: “Io ti fortificherò”. Perché in questo momento è proprio quello che mi manca.

Proclamatore/Proclamatrice: È comprensibile che tu ti senta così. Da molto tempo ti prendi cura di tua madre e ti preoccupi per lei. Essere stanca non significa che tu non le voglia bene o che stia sbagliando qualcosa.

Persona: A volte mi sento in colpa perché penso di non farcela più.

Proclamatore/Proclamatrice: Non dovresti sentirti in colpa. Tutti abbiamo dei limiti. Questo passo mostra che Dio non si aspetta che siamo forti da soli. Dice: “Io ti aiuterò”. Può darci forza tramite la preghiera, la sua Parola o anche tramite persone che ci offrono sostegno al momento giusto.

Persona: Gli chiedo aiuto, ma mia madre è ancora malata.

Proclamatore/Proclamatrice: E questo deve farti molto male. Non voglio sminuire quello che stai vivendo. Il passo non promette una guarigione immediata. Ma assicura che Dio può sostenerti mentre attraversi questa situazione. Inoltre la Bibbia spiega che eliminerà definitivamente le malattie, ma forse potremo parlare di questa promessa un’altra volta.

Persona: Sì, oggi non posso fermarmi molto di più. Devo andare a prendere dei medicinali.

Proclamatore/Proclamatrice: Certo, non preoccuparti. Non voglio trattenerti. Se per te va bene, la prossima settimana posso passare e in pochi minuti possiamo vedere perché Dio permette le sofferenze se si interessa davvero di noi.

Persona: Va bene. Se sono a casa, ne parliamo.

Proclamatore/Proclamatrice: Perfetto. Spero di cuore che i prossimi giorni siano un po’ più sopportabili. Porta i miei saluti a tua madre.

Persona: Grazie per esserti ricordato.


SPIEGA IN COSA CREDI — DIMOSTRAZIONE

Durata: 4 minuti
Situazione: Un bambino prova con sua madre la presentazione che farà in classe.
Titolo: Frutto di un progetto? La capacità delle cellule di specializzarsi.
Obiettivo: Basare la presentazione sull’articolo relativo alla capacità delle cellule di specializzarsi.
Lezione: Evidenziare il valore pratico.
Passo biblico: Salmo 139:14.

Proclamatore/Proclamatrice: Mamma, posso provare con te la presentazione di scienze? Tu fai finta di essere l’insegnante e, quando finisco, mi dici se si capisce.

Persona: Certo. Immagina di essere già davanti alla classe. Inizia quando vuoi.

Proclamatore/Proclamatrice: Tutti abbiamo iniziato la vita come un’unica minuscola cellula chiamata zigote. Eppure, quando nasciamo, il nostro corpo ha centinaia di miliardi di cellule specializzate. Ne esistono più di 200 tipi diversi. Alcune formano le ossa, altre il sangue, i muscoli, il cervello o i polmoni. Come fa ogni cellula a sapere cosa deve fare?

Persona: Aspetta. La domanda è molto buona, ma spiega in modo semplice cosa significa che una cellula si specializza.

Proclamatore/Proclamatrice: Potrei dire che all’inizio le cellule sono praticamente identiche e contengono una copia dello stesso DNA. È come se avessero tutte lo stesso manuale di istruzioni. Però ognuna usa la parte di quelle istruzioni che le serve per svolgere una funzione specifica.

Persona: Molto meglio. Continua.

Proclamatore/Proclamatrice: Una settimana dopo il concepimento, le cellule iniziano già a dividersi in due gruppi. Alcune formeranno l’embrione, altre la placenta e i tessuti che lo aiutano a svilupparsi. Alla terza settimana, le cellule dell’embrione si organizzano in tre strati.

Persona: E perché questi strati sono importanti?

Proclamatore/Proclamatrice: Perché ognuno produrrà parti diverse del corpo. Da uno strato si formeranno, tra le altre cose, il cervello, il sistema nervoso e la pelle. Un altro produrrà il sangue, le ossa, i reni e i muscoli. E il terzo formerà organi interni come i polmoni, la vescica e parte dell’apparato digerente.

Persona: Questo si capisce. Ma non basta elencare parti del corpo. Cosa ti colpisce di più?

Proclamatore/Proclamatrice: La coordinazione. Mentre il bambino si sviluppa, alcune cellule viaggiano verso altre zone. Altre si raggruppano, si ripiegano o formano piccoli tubi. Poi questi tubi si allungano, si ramificano e si uniscono per creare la rete dei vasi sanguigni. Tutto deve accadere nel posto giusto e al momento giusto.

Persona: Qualcuno della tua classe potrebbe dirti: “Questo è semplicemente il risultato dell’evoluzione”. Cosa risponderesti?

Proclamatore/Proclamatrice: Non direi che la scienza obbliga tutti ad arrivare alla stessa conclusione. Spiegherei che questi processi sono fatti che possiamo osservare. Poi ognuno deve riflettere su quale spiegazione gli sembra più ragionevole. Nel mio caso, una tale quantità di informazioni e coordinazione mi porta a credere che la vita sia stata progettata.

Persona: Molto bene. Così esprimi la tua convinzione senza attaccare chi la pensa diversamente. Menzionerai la Bibbia?

Proclamatore/Proclamatrice: Sì. Direi: “Questa conclusione è anche in armonia con ciò che dice Salmo 139:14: ‘Ti lodo perché sono fatto in modo meraviglioso, straordinario. Le tue opere sono meravigliose, lo so molto bene’”.

Persona: E se l’insegnante ti chiede quale valore pratico abbia sapere tutto questo?

Proclamatore/Proclamatrice: Potrei rispondere che non si tratta solo di una curiosità scientifica. Sapere quanto è straordinario il nostro sviluppo ci aiuta ad apprezzare la vita, a prenderci più cura del nostro corpo e a non dare per scontato tutto ciò che fa. Può anche aiutarci a essere umili, perché dentro di noi avvengono processi molto complessi che non controlliamo neppure consapevolmente.

Persona: Fai un esempio della vita quotidiana.

Proclamatore/Proclamatrice: Per esempio, quando ci feriamo, cellule diverse lavorano per fermare il sanguinamento e riparare il tessuto. Non dobbiamo dire a ogni cellula cosa fare. Capirlo può motivarci a evitare abitudini dannose e a prenderci cura del corpo che abbiamo.

Persona: Questa applicazione è molto buona. Adesso prova con una conclusione breve.

Proclamatore/Proclamatrice: “Da quando eravamo un’unica cellula fino a diventare un bambino, milioni di processi hanno dovuto coordinarsi con enorme precisione. Per me, la capacità delle cellule di specializzarsi non dimostra solo quanto sia meravigliosa la vita, ma indica anche l’esistenza di un Progettista. Conoscere questo processo può spingerci ad apprezzare e a prenderci più cura della nostra vita e di quella degli altri”.

Persona: Perfetto. Le informazioni sono chiare, spieghi la tua convinzione con rispetto e mostri perché l’argomento è utile.

Proclamatore/Proclamatrice: Grazie, mamma. Adesso la proverò di nuovo controllando il tempo.


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