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Efficaci nel ministero per la settimana dal 23 al 29 novembre 2026

Efficaci nel ministero per la settimana dal 23 al 29 novembre 2026

Iniziare conversazioni

Dati dell’incarico

Incarico: Iniziare conversazioni
Durata: 3 min
Lezione e punto: Lezione 5 · Tatto · punto 4
Obiettivo didattico: Non corregga subito la persona. Lasci che si esprima liberamente. E, quando dice qualcosa che non è in armonia con la Bibbia, non la contraddica (Giac. 1:19). Se la ascolta con attenzione, riuscirà a capire in cosa crede e perché ci crede (Prov. 20:5).
Ambientazione: Alla porta di un’abitazione, una proclamatrice parla per la prima volta con una vicina che è appena arrivata con la spesa per la madre malata
Testo biblico associato: Giovanni 3:16 — “Infatti Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito, affinché chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna.
Materiale ufficiale: DI CASA IN CASA. Insegnate una verità biblica. Se volete, potete usare una delle verità riportate nell’appendice A dell’opuscolo Una vita soddisfacente per sempre (lmd lezione 5 punto 4).

Proclamatore: Buongiorno. Può prima lasciare le borse; non c’è fretta. Se per lei non è un buon momento, posso passare un’altra volta.

Persona: Ecco, le lascio qui dentro. Mi dica. Ho ancora qualche minuto prima di mettermi a preparare da mangiare.

Proclamatore: Volevo condividere con lei un breve pensiero della Bibbia che incoraggia me: Dio ci ama. Però riconosco che, quando si affrontano delle difficoltà, può essere difficile sentirsi così.

Persona: È vero. Mia madre è malata e questa spesa è per lei. Io credo in Dio, ma penso anche che ci mandi delle prove. Forse dobbiamo imparare qualcosa.

Proclamatore: Mi dispiace per sua madre. Tra la spesa e il pranzo, ha già molto da fare. Pensare che sia una prova la aiuta ad affrontare la situazione?

Persona: A volte. Mia madre dice sempre che bisogna accettare quello che Dio manda. L’ho sentito dire fin da piccola. Ma altri giorni mi arrabbio. Non capisco cosa possa imparare lei soffrendo così tanto.

Proclamatore: Certo, lei vorrebbe trovare un senso a tutto questo, ma soffre nel vederla stare male. E parlare di una malattia non è la stessa cosa che viverla ogni giorno accanto a qualcuno a cui vogliamo bene.

Persona: Esattamente. Per questo non mi aiuta molto che mi dicano di avere più fede. La fede ce l’ho; è che sono stanca.

Proclamatore: Non vorrei aggiungere un altro peso. Ci sono delle parole di Gesù che mostrano l’amore di Dio attraverso qualcosa che ha fatto, non solo con una dichiarazione. Posso leggergliele?

Persona: Sì, le legga. Però non mi prometta che mia madre guarirà se abbiamo abbastanza fede.

Proclamatore: No, non le prometterò questo. Questo passo parla di ciò che Dio ha fatto per noi e della speranza che ci offre. Noti Giovanni 3:16.

Proclamatore: Giovanni 3:16 — “Infatti Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito, affinché chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna. Gesù mise in relazione quel dono, la sua stessa vita, con l’amore di Dio. Perciò possiamo essere sicuri che ci considera preziosi. Il suo proposito non è che soffriamo per sempre, ma che abbiamo la vita eterna.

Persona: Suona bene. Ma continuo a non capire perché permetta che mia madre stia così, se ci ama tanto.

Proclamatore: È una domanda importante. Quello che abbiamo appena letto non spiega da solo perché Dio permette la sofferenza. Non voglio darle una risposta affrettata. Però ci dà un punto di partenza: Dio ha dimostrato di amarci.

Persona: Dovrei rifletterci. Lei è testimone di Geova?

Proclamatore: Sì. E, se le va, un’altra volta possiamo parlare di questa domanda, senza trattenerla ora che deve preparare il pranzo.

Persona: Può passare, anche se non le garantisco di poterle parlare. Dipende da come starà mia madre.

Proclamatore: Ne terremo conto. E possiamo procedere un po’ alla volta, senza pretendere di risolvere tutti i suoi dubbi in una sola conversazione.

Persona: È che c’è una cosa che faccio fatica a capire. Prendermi cura di mia madre mi ha insegnato ad avere pazienza. Non potrebbe essere questo il motivo della prova?

Proclamatore: Capisco perché lo pensa. Imparare qualcosa attraversando una difficoltà non significa necessariamente che Dio ce l’abbia mandata per insegnarci qualcosa. Per esempio, lei sta dimostrando molto amore prendendosi cura di sua madre, ma probabilmente preferirebbe poterle esprimere quell’amore senza vederla malata.

Persona: Certo, preferirei che stesse bene. Mi piacerebbe parlare di questa differenza, ma dovrà essere quando avrò un po’ di tempo tranquillo.

Proclamatore: Certamente. Se non è un buon momento, ne parleremo un’altra volta. Spero che oggi pomeriggio possiate riposarvi un po’.

Iniziare conversazioni

Dati dell’incarico

Incarico: Iniziare conversazioni
Durata: 4 min
Lezione e punto: Lezione 4 · Umiltà · punto 3
Obiettivo didattico: Non dia l’impressione di sentirsi superiore. Non faccia pensare alla persona che lei sa tutto e che lei non sa niente. Le parli sempre con rispetto.
Ambientazione: In una lavanderia, una proclamatrice parla per la prima volta con una cliente mentre entrambe aspettano che finisca un’asciugatrice
Testo biblico associato: 1 Pietro 3:15 — Ma santificate il Cristo come Signore nei vostri cuori, sempre pronti a difendere la vostra speranza davanti a chiunque ve ne chieda ragione, ma con mitezza e profondo rispetto.
Materiale ufficiale: TESTIMONIANZA INFORMALE. Offrite un trattato (lmd lezione 4 punto 3).

Proclamatore: Mi scusi, quell’asciugatrice ha finito o sta ancora funzionando? Non capisco bene cosa indica lo schermo.

Persona: Mancano ancora alcuni minuti. Quando finisce compare uno zero. Anche io la prima volta ero confusa; ho aspettato benché i panni fossero già asciutti.

Proclamatore: Ah, grazie. Allora aspetterò. Sono abituata a stendere i panni, ma con tutta questa pioggia non riesco ad asciugarli.

Persona: Io vengo per le lenzuola. Il mio appartamento è piccolo. Anche se mia sorella insiste nello spiegarmi come potrei stenderle in casa. Le ho già detto che non ho spazio, ma torna sempre sullo stesso punto.

Proclamatore: Certo, è lei che deve muoversi in quell’appartamento. A volte diamo una soluzione senza aver ascoltato bene qual è il problema.

Persona: Proprio così. Non mi dà fastidio che mi consigli. Mi dà fastidio che mi spieghi le cose come se non avessi pensato a nulla. Sicuramente lo fa con buone intenzioni, ma alla fine mi stanca.

Proclamatore: Capisco la differenza. Anche per me è difficile ascoltare un consiglio quando sembra un rimprovero. E riconosco che qualche volta mi sono affrettata a dare consigli prima di lasciare che l’altra persona finisse di parlare.

Persona: Succede a tutti. La cosa peggiore è quando qualcuno pensa che, siccome qualcosa funziona per lui, debba funzionare anche per gli altri. Ogni casa è diversa.

Proclamatore: Sì, fare prima una domanda può cambiare molto la conversazione. C’è un consiglio della Bibbia che cerco di ricordare quando parlo delle mie convinzioni: non basta avere qualcosa da dire; conta anche il modo in cui tratto chi mi ascolta.

Persona: Anche con la religione succede. Alcuni iniziano parlando gentilmente, ma se non la pensi come loro sembra che non vogliano più ascoltarti. Per questo preferisco non discutere.

Proclamatore: Neanch’io voglio discutere con lei. Proprio quel consiglio parla del rispetto da mostrare quando spieghiamo ciò in cui crediamo. Se le va, posso leggerle la frase e poi mi dice cosa ne pensa.

Persona: Va bene, se è breve. Abbiamo ancora un po’ di tempo qui.

Proclamatore: Si trova in 1 Pietro 3:15. Noti come dice che dobbiamo parlare quando qualcuno ci chiede di spiegare la nostra speranza.

Proclamatore: 1 Pietro 3:15 — Ma santificate il Cristo come Signore nei vostri cuori, sempre pronti a difendere la vostra speranza davanti a chiunque ve ne chieda ragione, ma con mitezza e profondo rispetto. Questo mi ricorda che spiegare le mie convinzioni non mi autorizza a trattare nessuno come se sapesse meno di me. Il rispetto non dovrebbe venire meno solo perché l’altra persona non è d’accordo.

Persona: L’idea mi piace. Però una cosa è leggerla e un’altra è metterla in pratica. Ci saranno anche persone religiose che leggono questo e poi vogliono sempre avere l’ultima parola.

Proclamatore: Sì, leggerlo non significa che si stia già facendo bene. A me serve per esaminare il mio modo di parlare. Se non lascio che lei spieghi il suo punto di vista, non lo starei applicando.

Persona: E lei di che religione è? È testimone di Geova?

Proclamatore: Sì, sono testimone di Geova. Mi piace parlare della Bibbia, ma capisco che non tutti vogliano farlo. Possiamo parlare di qualcosa senza dover arrivare alla stessa conclusione.

Persona: Io non leggo spesso la Bibbia. Non direi nemmeno che non mi interessa per niente, ma quando mi danno molte cose da leggere finisco per lasciarle in un cassetto.

Proclamatore: Allora non vorrei sovraccaricarla di letture. Ho un breve trattato; se vuole, può dargli un’occhiata prima di decidere se tenerlo. E se non le interessa, non c’è nessun problema.

Persona: Vediamo… Sì, è breve. Posso portarlo, ma non le prometto di leggerlo subito. Questa settimana ho diverse cose da fare.

Proclamatore: Certo, non deve promettermi nulla. Glielo lascio e deciderà lei quando guardarlo. E grazie per avermi spiegato come funziona l’asciugatrice; ora so quando posso usarla.

Proclamatore: Con tutte queste cose da fare, capisco che ora non sia il momento. E, quando lo guarderà, se qualcosa non le sarà chiaro, possiamo parlarne se ci incontreremo di nuovo qui.

Persona: Mi sarebbe utile. A volte trovo espressioni religiose che non capisco e mi imbarazza fare domande. Sembra che una dovrebbe già conoscerle.

Proclamatore: Non deve necessariamente conoscerle. Anche a me sorgono domande quando leggo. Per esempio, se un’espressione le è sconosciuta, può indicarla e un’altra volta la vedremo insieme. E se non so spiegarla, preferisco ammetterlo e cercare la risposta piuttosto che dirle una cosa qualsiasi.

Persona: Così mi sentirei incoraggiata a fare domande. Allora lo porto, anche se forse ci metterò un po’ a guardarlo. Preferisco essere sincera e non impegnarmi a fare qualcosa che poi non farò.

Persona: Guardi, ora è comparso lo zero. Tiro fuori le mie lenzuola e gliela lascio libera.

Discorso

Dati dell’incarico

Incarico: Discorso
Durata: 5 min
Ambientazione: Nella Sala del Regno, un oratore si rivolge ai fratelli anziani della congregazione e agli altri presenti per incoraggiarli a dare valore al servizio fedele nonostante i limiti dell’età
Testo biblico associato: Deuteronomio 6:5 — Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza. / Ebrei 6:10 — Infatti Dio non è ingiusto da dimenticare la vostra opera e l’amore che avete dimostrato per il suo nome servendo i santi come avete fatto e continuate a fare.
Materiale ufficiale: w25.12 26-30. Titolo: Gli anziani sono un tesoro per la congregazione (th lezione 16).

Ci sono fratelli che ricordano con affetto gli anni in cui potevano dedicare molto tempo alla predicazione e svolgere incarichi che ora fanno fatica a svolgere. Continuano ad amare Geova, ma le loro forze sono cambiate. Se questo è il suo caso, forse qualche volta si è chiesto: “Quello che faccio ha ancora valore?”. La risposta è un deciso sì.

I nostri fratelli anziani sono un tesoro per la congregazione. Non solo per tutto quello che hanno fatto in passato, ma anche per ciò che continuano a fare. Il loro amore per Geova, la loro esperienza e la loro perseveranza ci incoraggiano. E, anche se a volte loro stessi non se ne rendono conto, il loro servizio continua ad avere molto valore per lui.

Per capire perché, pensiamo prima a ciò che Geova si aspetta da noi. Non ci chiede di conservare le forze della giovinezza. Ciò che conta è con quale cuore lo serviamo. Notiamo il comando riportato in Deuteronomio 6:5.

Deuteronomio 6:5 — Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza.

Geova desidera che lo amiamo con tutto ciò che siamo e con le forze che abbiamo. Questo ci aiuta a non paragonarci agli altri né a come eravamo quando eravamo più giovani. Le circostanze cambiano, ma il nostro desiderio di dargli il meglio può rimanere lo stesso.

Una delle immagini dell’articolo mostra una sorella che predica di casa in casa quando era giovane. Poi la vediamo, ormai anziana, predicare per telefono insieme a una sorella più giovane. Il suo modo di partecipare è cambiato. Ma è cambiata la qualità di ciò che offre a Geova? No. Continua a dargli il meglio che può.

Che pensiero rassicurante: se prima dava a Geova il meglio e lo fa anche ora, sotto questo aspetto gli sta dando la stessa cosa. Non deve misurare il suo amore in base alla quantità di attività che svolgeva anni fa. Può essere felice di servirlo secondo le sue attuali circostanze.

Inoltre, c’è qualcosa che gli anni le hanno permesso di accumulare: esperienza. Davide e Giosuè poterono parlare con convinzione di come Geova aveva protetto i suoi servitori e mantenuto le sue promesse. Le loro parole avevano peso perché per molti anni avevano constatato di poter confidare in lui.

Qualcosa di simile accade con i nostri fratelli anziani. Forse ricorda un’occasione in cui ha visto Geova benedire il suo popolo. Oppure può spiegare in che modo ha tratto beneficio dal continuare a servirlo fedelmente. Queste esperienze possono rafforzare qualcuno che sta ancora imparando a confidare in Geova. Non pensi che siano poco importanti.

E tutti gli altri possiamo fare qualcosa di semplice: dedicare tempo ad ascoltarli. Invece di limitarci a salutarli, potremmo chiedere loro cosa li ha aiutati ad andare avanti nel servizio a Geova. Non è necessario trasformare la conversazione in un’intervista. Basta interessarsi sinceramente e dare loro l’opportunità di condividere i propri ricordi.

Ci incoraggia anche vederli partecipare alle adunanze, per quanto le loro circostanze lo permettano. Connie, una sorella di 83 anni menzionata nell’articolo, spiega che l’affetto che riceve nella Sala del Regno la aiuta a non scoraggiarsi. Anche lei cerca di dimostrare amore ai fratelli e di continuare a partecipare alle attività spirituali.

Questo incoraggiamento è reciproco. I fratelli anziani ricevono affetto, ma lo danno anche. Una conversazione, un commento o una piccola dimostrazione d’interesse possono fare molto bene. Perciò non dovremmo pensare solo all’aiuto di cui hanno bisogno; vogliamo anche riconoscere con gratitudine tutto ciò che ci danno.

Il caso di Simeone ci ricorda come Geova vede i suoi servitori anziani. Quell’uomo aveva la sua approvazione, e Geova gli concesse l’onore di vedere Gesù appena nato e di profetizzare riguardo a lui. Ciò che Geova apprezzava non erano le sue forze fisiche, ma la sua fede e la sua devozione.

Anche lei può essere sicuro che Geova apprezza la sua fedeltà. Non dimentica l’amore che ha dimostrato per anni né quello che continua a dimostrare ora. Per rafforzare questa certezza, leggiamo la bella garanzia riportata in Ebrei 6:10.

Ebrei 6:10 — Infatti Dio non è ingiusto da dimenticare la vostra opera e l’amore che avete dimostrato per il suo nome servendo i santi come avete fatto e continuate a fare.

Geova ricorda sia il servizio che abbiamo già compiuto sia quello che continuiamo a compiere. Per lui le nostre opere esprimono amore per il suo nome. Quindi, anche se una limitazione ci obbliga a rallentare, questo non cancella gli anni di fedeltà né toglie valore a ciò che possiamo fare oggi.

Invece di concentrarsi su ciò che non può più fare, pensi alle opportunità che ha ancora. Forse può partecipare a qualche aspetto della predicazione per brevi periodi. Oppure incoraggiare un fratello per telefono, scrivergli un biglietto affettuoso o condividere un’esperienza che rafforzi la sua fede.

Non sono cose insignificanti. Una dimostrazione d’amore può avere un effetto profondo, specialmente quando viene da qualcuno che serve Geova da molti anni. E non si tratta di imporsi nuovi pesi, ma di trovare modi per continuare a dare con gioia ciò che le circostanze permettono.

Cari fratelli anziani, avete ancora molto da dare. Geova apprezza il meglio che potete offrirgli, la vostra esperienza ci rafforza e il vostro servizio fedele non viene dimenticato. Ascoltiamovi, impariamo da voi e dimostriamovi il nostro affetto. Siete davvero un tesoro per la congregazione.

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