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Studio biblico di congregazione per la settimana dal 12 al 18 ottobre 2026

Studio biblico di congregazione per la settimana dal 12 al 18 ottobre 2026

Capitolo 12: Combatté lealmente a favore del suo Dio

1. Perché possiamo dire che ciò che dice Numeri 13:23 riguardo all’uva che si trovava nella Terra Promessa non è un’esagerazione? (w06 15/6 p. 16 parr. 1, 2).

Numeri 13:23 — Quando arrivarono alla Valle di Escòl, tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva, che due di loro dovettero portare con una sbarra, e presero anche delle melagrane e dei fichi.

Commento 1: Il racconto dice che un solo grappolo dovette essere portato da due uomini. Non era un’esagerazione: le spie avevano visto personalmente quella raccolta straordinaria.

Commento 2: Vicino a Ebron trovarono una vigna con uva così grande che chiamarono quella zona la valle torrentizia di Escol, cioè “Grappolo d’Uva”. Era un’impressionante dimostrazione della fertilità del paese.

Commento 3: Secoli dopo, un visitatore riferì che a Escol c’erano ancora molte viti e che la sua uva era tra la migliore e la più grande della Palestina. Questo conferma che la descrizione biblica era realistica.

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2. La Terra Promessa traboccava davvero di “latte e miele”, come dissero Caleb e Giosuè? (Num. 14:8; w11 1/3 p. 15).

Numeri 14:8 — Se Geova è contento di noi, certamente ci farà entrare in questo paese e ce lo darà, un paese dove scorrono latte e miele.

Commento 1: Sì, Caleb e Giosuè non stavano esagerando. Geova aveva promesso un paese dove scorrevano latte e miele, e loro confidavano che lo avrebbe dato al suo popolo.

Commento 2: Nella Terra Promessa gli israeliti allevavano bovini, pecore e capre. Così potevano avere una grande quantità di latte, proprio come indicava l’espressione usata nella promessa.

Commento 3: La parola miele può riferirsi a un succo dolce e denso fatto con fichi, datteri o uva. Ma spesso la Bibbia parla di miele selvatico, cioè miele prodotto dalle api.

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3. Quanto mancava agli israeliti per arrivare nella Terra Promessa quando Mosè mandò le 12 spie da Cades? (w04 15/10 p. 17 parr. 11, 12).

Commento 1: Quando Mosè mandò le spie da Cades, gli israeliti erano molto vicini alla Terra Promessa. Si potrebbe dire che erano già alle sue porte.

Commento 2: Cades si trovava a circa 16 chilometri da Beer-Lacai-Roi, dove avevano abitato Isacco e Rebecca. Da lì Beer-Seba distava meno di 95 chilometri, vicino al confine meridionale della Terra Promessa.

Commento 3: Questo fa risaltare il lungo tragitto che avevano già percorso. Dal monte Sinai a Cades avevano viaggiato per circa 270 chilometri, un percorso che richiedeva undici giorni.

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4. In che modo Geova ricompensò Caleb per la sua fede e il suo coraggio? (w06 1/10 p. 18 par. 11).

Commento 1: Geova permise a Caleb di sopravvivere ai quarant’anni nel deserto, proprio come aveva promesso. A differenza della generazione ribelle, Caleb sarebbe entrato nella Terra Promessa.

Commento 2: Caleb partecipò anche attivamente ai sei anni della conquista di Canaan. Geova non dimenticò la fede e il coraggio che aveva dimostrato fin dall’inizio.

Commento 3: Anche se aveva già 85 anni, Caleb combatté contro i nemici di Dio in Canaan. Geova lo benedisse con buona salute e con la forza necessaria per portare a termine quel compito.

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Anche se Caleb dimostrò fede, dovette vagare nel deserto insieme agli altri israeliti. Nonostante questo, fu umile e continuò a confidare in Geova. In quali situazioni potremmo imitare l’esempio di Caleb?

Commento 1: Possiamo imitare Caleb quando subiamo le conseguenze delle decisioni sbagliate di altri. Anche se era stato fedele, non si lamentò né smise di servire Geova durante gli anni nel deserto.

Commento 2: Forse una situazione difficile durerà più di quanto ci aspettavamo. Caleb ci insegna a continuare a confidare in Geova e a mantenere un atteggiamento umile mentre aspettiamo che agisca.

Commento 3: Caleb sostenne incondizionatamente Mosè e in seguito Giosuè. Possiamo imitarlo collaborando lealmente con coloro che Geova usa per guidare il suo popolo.

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In che modo l’esempio di Caleb ci aiuta a resistere alla pressione del gruppo e a non lasciarci trascinare dalla “maggioranza”? (Eso. 23:2).

Esodo 23:2 — Non devi seguire la massa per fare il male, e quando rendi una testimonianza non devi pervertire la giustizia per schierarti con la maggioranza.

Commento 1: Caleb e Giosuè non seguirono le dieci spie né la folla che si era lasciata trascinare dalla paura. Si schierarono dalla parte di Geova, anche se questo li mise in pericolo.

Commento 2: La maggioranza non ha sempre ragione. Caleb ci ricorda che dobbiamo basare le nostre decisioni su ciò che pensa Geova, non su ciò che sembra essere popolare tra quelli che ci circondano.

Commento 3: La pressione può presentarsi quando ci invitano a partecipare a qualcosa che non è in armonia con i princìpi biblici. Come Caleb, possiamo dire rispettosamente che non lo faremo.

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In quali altri modi puoi imitare l’esempio di coraggio di Caleb?

Commento 1: Possiamo mostrare coraggio quando parliamo della nostra fede. Caleb difese chiaramente la fiducia in Geova, anche quando la folla era contro di lui.

Commento 2: Abbiamo anche bisogno di coraggio per non lasciarci vincere da ostacoli che sembrano enormi. Caleb non negò che ci fossero nemici forti; confidò che Geova sarebbe stato con lui.

Commento 3: Il coraggio di Caleb non diminuì con l’età. Il suo esempio incoraggia tutti, giovani e anziani, a continuare a servire Geova con entusiasmo.

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Cosa mi insegna questo racconto riguardo a Geova?

Commento 1: Geova vede ciò che c’è nel cuore. Notò che Caleb aveva uno spirito diverso e che lo seguiva con tutto il cuore.

Commento 2: Geova mantiene le sue promesse. Promise che Caleb sarebbe entrato nella Terra Promessa e decenni dopo gli permise di ricevere Ebron come eredità.

Commento 3: Geova è paziente, ma prende molto sul serio la mancanza di fede. Il racconto mostra che non approvò la ribellione di coloro che respinsero le chiare dimostrazioni della sua potenza.

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In che modo questo racconto è collegato al proposito di Geova e al tema principale della Bibbia?

Commento 1: Il racconto dimostra che Geova stava adempiendo il suo proposito di portare Israele nel paese che aveva promesso loro. Nessun ostacolo poteva impedirgli di realizzare la sua volontà.

Commento 2: La Terra Promessa era una prova che Geova mantiene ciò che dice. Caleb e Giosuè confidavano nella sua promessa, mentre altri permisero alla paura di indebolire la loro fede.

Commento 3: Geova mantenne in vita Caleb e Giosuè perché entrassero nel paese. Fu così evidente che benedice chi rimane leale e confida nella sua guida.

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Cosa mi piacerebbe chiedere a Caleb quando risusciterà?

Commento 1: Potremmo chiedergli quali ricordi aveva delle opere potenti di Geova in Egitto e al Mar Rosso. Quelle esperienze dovettero rafforzare profondamente la sua fede.

Commento 2: Sarebbe interessante chiedergli come si sentì quando ascoltò il rapporto delle dieci spie e vide che il popolo rifiutava di confidare in Geova.

Commento 3: Forse vorremmo chiedergli cosa lo aiutò a conservare una fede forte durante i quarant’anni in cui Israele vagò nel deserto.

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