DISCURSO
Oggetto: Se prestiamo attenzione a Geova, faremo bene
Viviamo in un mondo pieno di voci. Per tutto il tempo qualcuno ci dice cosa pensare, cosa fare, cosa dare la priorità e come vivere. Le reti, la società, l’istruzione, l’ambiente di lavoro, anche le nostre emozioni, cercano di aprire la nostra strada. Ma la grande domanda è: chi stiamo andando ad ascoltare? La risposta che Geova dà in Isaia 48 è chiara e molto amorevole. Non solo ci dice cosa fare, ma spiega anche perché farlo sarà sempre la cosa migliore per noi. Infatti, il tema di oggi lo riassume molto bene: se prestiamo attenzione a Geova, faremo bene.
Guardiamo prima a ciò che dice Isaia 48:17. Geova dice: Io sono Geova, il vostro DIO, che vi insegna con il vostro bene, che vi guida nel cammino nel cammino. Che bel modo di presentarsi. Geova dice: Io sono il tuo Dio, così io mi obbedisco. Egli aggiunge qualcosa che raggiunge il nostro cuore: insegnate per il vostro bene. Cioè, tutto ciò che Geova ci insegna ha una meta buona, pratica e amorevole. Non ci insegna mai a complicare le nostre vite, a toglierci la gioia o a imporre pesi inutili a noi. Abbastanza il contrario. Geova insegna a proteggerci, guidarci e aiutarci a vivere meglio.
Questo ci dice molto sulla sua personalità. Geova, il Creatore di tutto ciò che esiste, è il Magnifico Istruttore dei suoi servi. Nessuno sa meglio di lui come siamo fatti, di ciò di cui abbiamo bisogno e cosa ci conviene. Quando qualcuno fa uno strumento, sa qual è il loro uso corretto. E se seguissi le istruzioni del produttore, quello strumento funzionerebbe bene e durerebbe più a lungo. Ma se qualcuno decide di usarlo a modo suo, prima o poi finirà per danneggiarlo. Beh, ci succede qualcosa del genere. Geova ci ha creati. Egli sa come pensa l’essere umano, ciò che gli dà la vera felicità, ciò che gli fa male, ciò che lo rafforza e quale strada lo conduce a una vita significativa.
Inoltre, Geova non ci ha lasciati nel buio. Egli ci ha insegnato il suo nome, i suoi propositi e le sue leggi attraverso le rivelazioni. Tutto questo si trova nella sua Parola, la Bibbia. Perciò la Bibbia non è solo un libro, ma è il mezzo con cui Geova continua a insegnare al suo popolo oggi. In esso troviamo principi, esempi, avvertimenti e comfort. E non solo questo. Geova usa anche il suo spirito santo per insegnarci. Gesù spiegò che lo spirito avrebbe aiutato a ricordare e comprendere le cose di Dio. Quindi Geova non insegna in modo freddo o lontano. Egli ci insegna con la sua Parola, con il suo spirito e attraverso la congregazione.
Ora, ecco un’idea molto importante: Geova insegna, ma dobbiamo decidere se prestargli o meno attenzione. E questo ci porta al secondo punto. Isaia 48:18 dice: “Se solo ascoltate i miei comandamenti”. Allora la tua pace diventerebbe la stessa di un fiume, e la tua giustizia, come le onde del mare. Notate come inizia il versetto: “Solo sì”…. È un’espressione che trasmette la sensazione. Geova non parla come un governante duro, ma come un Padre amorevole che sa ciò che è bene per noi e desidera dal nostro cuore che scegliamo bene. Sta dicendo: “Vorrei che tu mi sentissi. Spero che prenda sul serio il mio consiglio, perché so quanto bene farai se lo fai.
Questo ci ricorda che Geova ci ha creati con libero arbitrio. A differenza degli animali, che agiscono principalmente per istinto, possiamo scegliere. Possiamo decidere chi ascoltiamo, quali valori abbracciamo e quale percorso seguiamo. Geova non ci obbliga a ubbidirgli. Potrebbe farlo, perché ha il potere per questo, ma non vuole servi forzati. Vuole che le persone che lo amino, si fidino di lui e scelgano di seguirlo. Ecco perché nella Bibbia ci invita a scegliere la vita, ad ascoltare la sua voce e ad obbedire ai suoi comandamenti. Questo invito ha senso solo perché abbiamo davvero la libertà di decidere.
E qui dovremmo chiederci con sincerità: scegliamo di prestare attenzione Geova? Perché non è sufficiente dire che crediamo in lui. Prestare attenzione implica di più. Significa che quando Geova parla attraverso la sua Parola, lo ascoltiamo con umiltà. Significa che non discutiamo con le loro regole o cerchiamo di adattarle ai nostri gusti. Significa che quando i loro consigli si scontrano con ciò che il mondo promuove, scegliamo di fidarci di Geova.
Pensiamo ad alcune situazioni della vita quotidiana. Ad esempio, un giovane deve decidere quali obiettivi perseguirà. Il mondo gli dice: la prima cosa è la tua carriera, i tuoi soldi, la tua immagine, il tuo successo. Geova gli insegna qualcosa di diverso: lascia che metta prima il Regno, si prenda cura della sua spiritualità e costruisca la sua vita su valori duraturi. O pensate a un cristiano adulto di fronte alla pressione economica. L’atmosfera può spingerlo ad accettare programmi, lavori o impegni che lo portano lontano dalle adunanze e il suo servizio a Geova. Ma Geova gli insegna a confidare, a mantenere l’equilibrio e a non sacrificare lo spirituale per il materiale. O immaginate qualcuno che sta attraversando una delusione, un’ingiustizia o una ferita emotiva. Il cuore gli dice: “Risponde allo stesso modo, mantieni il rancore, prendi le distanze”. Ma Geova insegna a perdonare, a confidare in lui e ad agire con giustizia e amore.
In ogni caso, la domanda è la stessa: chi sto andando ad ascoltare? E la risposta segnerà il nostro futuro. Perciò Isaia 48:18 non presenta l’obbedienza come un semplice obbligo, ma come una decisione che reca benedizione. Geova non vuole rubarci nulla; vuole evitarci troppo dolore. Quando ci manda qualcosa, c’è sempre amore dietro di noi. Quando ci fissa dei limiti, c’è sempre una protezione dietro di noi. Quando ci corregge, c’è sempre un bene più grande dietro di noi.
E questo ci porta al terzo punto: se prestiamo attenzione Geova, la nostra pace diventerà ancora più simile a un fiume, e la nostra giustizia, come le onde del mare. Questa è una delle immagini più belle di Isaia. Geova promette due chiari benefici. Il primo è la pace. Non parla di una pace superficiale o di passaggio. La parola ebraica che traduce la “pace” può trasmettere l’idea di salute, sicurezza, benessere, amicizia o pienezza. E’ una pace completa. E Geova dice che la pace sarebbe come un fiume.
Pensiamo a questo paragone per un attimo. Un fiume non inciampa. Non si presenta un giorno sì e un altro no. Non dipende dal cambiamento delle emozioni. Il suo corso è continuo, sereno e abbondante. Poiché Geova promette che, se gli prestiamo attenzione, la nostra pace può essere così: stabile, profonda, costante. Questo non significa che non avremo problemi. Anche i servitori di Geova affrontano malattie, difficoltà economiche, opposizione, ansia o perdita. Ma significa che, anche nel mezzo di quelle prove, possiamo godere di una calma interiore che il mondo non capisce. Perché sappiamo chi ci guida, perché viviamo e dove stiamo andando.
Quante persone oggi non darebbero nulla per avere questo tipo di pace? Il mondo cerca la pace in vacanza, intrattenimento, denaro, relazioni, farmaci o distrazioni. E alcune di queste cose possono portare un sollievo temporaneo, ma non una pace duratura. La vera pace nasce da un buon rapporto con Geova e da una coscienza pura davanti a lui. Quando sai di essere sulla strada giusta, anche se hai problemi, senti una tranquillità che non dipende dalle circostanze.
Il secondo vantaggio che Geova promette è che la nostra giustizia sarà come le onde del mare. Ma che immagine interessante. Se uno fissa il mare dalla spiaggia, vedi un’onda e poi un’altra, e un’altra, e un’altra. C”è continuità, permanenza, regolarità. Le onde continuano ad arrivare. Poiché Geova dice che il nostro modo di vivere secondo la cosa giusta può essere costante e duraturo. Non e’ occasionale. Non una striscia spirituale. Non la lealtà per le stagioni. Geova può aiutarci a mantenere una condotta giusta in tempo.
E questo è molto allegro, perché a volte potremmo pensare: voglio fare la cosa giusta, ma sono imperfetto. E se non riuscissi a sopportarlo? E se fallissi? E se mi indebolissi con gli anni? Geova non promette la perfezione immediata, ma promette di sostenere coloro che si sforzano di obbedirgli. Come dice il Salmo 55:22, egli non permetterà mai che i giusti siano definitivamente scossi. Se continuiamo ad ascoltarlo, Geova ci aiuterà a rimanere fermi.
Quindi prestare attenzione a Geova non è una perdita; è un guadagno. Non è una vita più limitata, è una vita guidata migliore. Non è una strada triste, è un modo sicuro. Egli ci insegna per il nostro bene, ci guida sulla strada in cui dobbiamo camminare e promettere una pace e una giustizia durature.
Perciò, alla fine di questo discorso, sarebbe bene che tutti porsi facciano una domanda personale: sto davvero prestando attenzione a Geova? Non solo sulle grandi questioni, ma anche nelle piccole: nelle mie priorità, nel mio modo di parlare, nelle mie decisioni quotidiane, in ciò che vedo, in ciò che voglio, nel modo in cui reagisco, nel modo in cui uso il mio tempo. Per la maggiore attenzione che prestiamo Geova, meglio andrà da noi.Così non vediamo i suoi comandamenti come un peso. Vediamoli come quello che sono realmente: la guida amorevole del miglior Istruttore che esista. Geova sa esattamente dove dobbiamo camminare. E se scegliamo di sentirlo, controlleremo personalmente la verità delle sue parole: la nostra pace diventerà la stessa di un fiume, e la nostra giustizia, come le onde del mare. Senza dubbio, se prestiamo attenzione a Geova, faremo bene.
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