Confidiamo sempre nell’aiuto di Geova
1. In che modo gli amici fidati possono aiutarci?
Ecclesiaste 4:9-10 — Due sono meglio di uno, perché hanno una buona ricompensa per il loro duro lavoro. Se uno di loro cade, l’altro può aiutarlo a rialzarsi. Ma che ne sarà di chi è solo quando cade se non c’è nessuno che lo aiuti a rialzarsi?
Risposta 1: Gli amici fidati ci aiutano a rialzarci quando affrontiamo delle difficoltà. Come mostra questo passo, avere qualcuno al nostro fianco fa una grande differenza. Un amico può sostenerci e darci consigli proprio quando ne abbiamo più bisogno. Perciò, invece di cercare di affrontare da soli tutti i problemi, è saggio accettare l’aiuto di chi ci conosce e si interessa di noi.
Risposta 2: Un amico fidato può darci un consiglio che ci aiuta ad affrontare un momento difficile. Dato che lo conosciamo bene, ci viene più naturale rivolgerci a lui e tenere conto di quello che ci dice. Questo ci ricorda che le amicizie vanno coltivate. Più conosciamo una persona e più ci rendiamo conto del suo sincero interesse, più ci sentiamo sicuri nel chiederle aiuto.
Risposta 3: Mi piace il paragone dell’amico con una rete di sicurezza. Una rete non impedisce necessariamente a qualcuno di cadere, ma può sostenerlo. Allo stesso modo, un amico non può sempre eliminare il nostro problema, ma può aiutarci a sopportarlo. Sapere di poter contare sul suo sostegno è già molto prezioso. Anche noi possiamo impegnarci per essere quel tipo di amico per gli altri.
2, 3. a) A cosa ci incoraggia il Salmo 115, e perché?
Salmi 115:9-11 — O Israele, confida in Geova. (Egli è il loro aiuto e il loro scudo!) O casa di Aronne, confida in Geova. (Egli è il loro aiuto e il loro scudo!) Voi che temete Geova, confidate in Geova. (Egli è il loro aiuto e il loro scudo!)
Risposta 1: Questo salmo ci incoraggia ripetutamente a confidare in Geova perché lui ci aiuta e ci protegge. Non stiamo confidando in qualcuno che non conosce i nostri bisogni. Geova è il nostro migliore amico, e possiamo rivolgerci a lui sicuri che ci sosterrà. Ricordarlo ci dà tranquillità, specialmente quando non sappiamo come affrontare una difficoltà.
Risposta 2: Ci incoraggia a confidare in Geova in qualsiasi circostanza. A volte potremmo pensare di chiedergli aiuto solo quando il problema è già molto grave, ma lui è il nostro migliore amico in ogni momento. Possiamo contare sulla sua guida e sul suo sostegno. Coltivare questa fiducia nella vita di ogni giorno ci aiuterà a continuare a rivolgerci a lui quando arriveranno situazioni particolarmente difficili.
Risposta 3: Il paragrafo mette anche in risalto che dobbiamo fare la nostra parte. Confidare in Geova non significa solo chiedergli aiuto, ma anche essere disposti ad accettarlo. Se desideriamo che ci guidi, dobbiamo permettere che la sua guida influisca sulle nostre decisioni. In questo modo dimostriamo di credere davvero che il suo modo di fare sia migliore del nostro.
2, 3. b) A quali domande risponderemo in questo articolo?
Risposta 1: L’articolo risponde a tre domande principali: quando è particolarmente importante confidare in Geova, in che modo sostiene quelli che confidano in lui e come dimostriamo di contare sul suo aiuto. Queste domande ci permettono di passare dal sapere che Geova ci ama al riflettere su come agire quando affrontiamo dei problemi. Vedremo anche come continuare a rafforzare la nostra fiducia mediante la lettura biblica e la meditazione.
Risposta 2: Vedremo in quali circostanze abbiamo particolarmente bisogno dell’aiuto di Geova e in quali modi può darcelo. Gli esempi di servitori di Dio dei tempi biblici e dei nostri giorni ci aiuteranno a riconoscere questo sostegno. È utile perché non sempre riceviamo aiuto nel modo in cui avevamo immaginato, e vogliamo imparare ad apprezzare ciò che Geova fa per noi.
Risposta 3: Una domanda molto pratica è come dimostrare di confidare in Geova. L’articolo la mette in relazione con il fare piani per il futuro, aspettare durante una difficoltà, affrontare gli ostacoli e mantenere l’equilibrio quando le nostre aspettative non si realizzano. Così potremo esaminare le nostre decisioni e vedere se dimostrano che confidiamo nell’aiuto di Geova e che il suo modo di agire è il migliore.
4. Quando abbiamo soprattutto bisogno dell’aiuto di Geova?
Efesini 3:20 — A colui che, secondo la sua potenza che agisce in noi, può fare molto più di quanto chiediamo o immaginiamo,
Risposta 1: Abbiamo soprattutto bisogno del suo aiuto quando affrontiamo problemi molto gravi. Questo passo ci ricorda che la potenza di Geova non è limitata da ciò che noi possiamo immaginare. Perciò, anche se non vediamo una soluzione, possiamo chiedergli aiuto con fiducia. Non dobbiamo sapere in anticipo in che modo ci sosterrà per essere sicuri che può farlo.
Risposta 2: Quando un problema ci sembra insuperabile, è particolarmente importante rivolgerci a Geova. In circostanze del genere possiamo sentire ancora più intensamente quanto abbiamo bisogno del suo sostegno. Il paragrafo spiega che, quando ci rendiamo conto che è al nostro fianco, la nostra fiducia si rafforza. Così, una situazione molto dolorosa può anche permetterci di conoscere meglio Geova e di apprezzare maggiormente la nostra amicizia con lui.
Risposta 3: Abbiamo bisogno del suo aiuto soprattutto durante le prove gravi, ma dobbiamo essere pronti a riceverlo in modi inaspettati. Se accettassimo solo una soluzione precisa, potremmo non notare il sostegno che ci sta già dando. Perciò, oltre a chiedergli aiuto, è bene osservare in che modo ci sostiene. Riconoscere questo sostegno ci darà più fiducia per affrontare le difficoltà che verranno in seguito.
5, 6. Cosa impari dal racconto di Iàiro?
Marco 5:35-36 — Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga arrivarono alcuni uomini, che dissero: “Tua figlia è morta! Perché disturbare ancora il Maestro?” Ma Gesù li sentì e disse al capo della sinagoga: “Non aver paura. Solo esercita fede”.
Risposta 1: Imparo che una notizia terribile non deve necessariamente farci perdere la fiducia in Geova. Quando Iàiro seppe che sua figlia era morta, Gesù lo incoraggiò a continuare ad avere fede. Anche noi possiamo continuare a cercare il sostegno di Geova quando una situazione peggiora. Non dovremmo concludere che non può più aiutarci semplicemente perché non vediamo nessuna via d’uscita.
Risposta 2: Iàiro non rimase ad aspettare senza fare nulla. Sua figlia era molto malata, quindi cercò Gesù e gli chiese aiuto con insistenza. Questo mi insegna che la fiducia dovrebbe spingerci ad agire. Quando affrontiamo una difficoltà, possiamo rivolgerci a Geova e fare ciò che è alla nostra portata, invece di permettere alla paura di impedirci di cercare sostegno.
Risposta 3: Mi colpisce che Gesù si fermasse per occuparsi della donna malata mentre si dirigeva verso la casa di Iàiro. Per un padre così preoccupato, quell’attesa dev’essere stata difficile. Tuttavia, ciò che accadde in seguito dimostrò che la situazione non era sfuggita al potere di Dio. Anche noi non dovremmo interpretare un’attesa angosciosa come la prova che Geova non si interessa di noi.
7. Perché possiamo sempre confidare che Geova ci aiuterà? (Geremia 17:7, 8).
Geremia 17:7-8 — Benedetto è l’uomo che confida in Geova, che ripone la sua fiducia in Geova. Diverrà come un albero piantato vicino a un corso d’acqua, che distende le sue radici verso la corrente. Quando verrà il caldo non lo sentirà e il suo fogliame sarà sempre rigoglioso. Nell’anno della siccità non sarà ansioso, né smetterà di portare frutto.
Risposta 1: Possiamo confidare in Geova perché ha promesso di sostenere chi si appoggia a lui. Il paragone con l’albero non indica che il caldo non arriverà mai, ma che l’albero continuerà a ricevere ciò di cui ha bisogno per mantenersi in vita. Allo stesso modo, l’opposizione può influire su di noi, ma non deve per forza indebolire la nostra spiritualità se continuiamo a confidare in Geova.
Risposta 2: Geova ama e si prende cura dei suoi servitori, non solo come popolo, ma anche individualmente. Questo è un motivo molto personale per confidare in lui. Non siamo semplicemente uno fra tanti che hanno bisogno di aiuto. Il nostro benessere gli sta a cuore. Tenere presente il suo amore ci permette di chiedergli sostegno senza pensare che i nostri problemi siano troppo piccoli perché lui se ne interessi.
Risposta 3: Un altro motivo è che la sua capacità di aiutarci non dipende dal fatto che le circostanze siano favorevoli. Il paragrafo menziona in particolare l’opposizione, una situazione che può farci sentire molto vulnerabili. Anche allora Geova può darci ciò di cui abbiamo bisogno per continuare a essere fedeli. Perciò la nostra sicurezza non si basa sul vivere senza difficoltà, ma sul contare sul suo sostegno durante le difficoltà.
8. In che modo Geova protesse Abraamo e Sara dopo che ebbero lasciato Ur? (Vedi anche l’immagine).
Genesi 15:1 — In seguito Abramo ricevette in visione questo messaggio di Geova: “Abramo, non aver paura. Io sono per te uno scudo. La tua ricompensa sarà molto grande”.
Risposta 1: Geova assicurò ad Abraamo che poteva contare sulla sua protezione. Anche se lui e Sara avevano lasciato una città fortificata per vivere in tende, non erano indifesi. La loro vera sicurezza dipendeva da Geova, non dalle mura di Ur. Questo particolare ci aiuta ad apprezzare il sostegno di Dio più delle sicurezze materiali che possiamo avere.
Risposta 2: Geova li protesse quando dovettero andare in Egitto a causa della carestia. Lì il faraone prese Sara con l’intenzione di farla diventare sua moglie, ma Geova intervenne e impedì che accadesse. Fu un aiuto concreto in una situazione pericolosa. Il racconto mostra che Geova non aveva dimenticato Abraamo e Sara dopo che avevano lasciato la loro casa.
Risposta 3: L’immagine rappresenta Abraamo e Sara che si allontanano insieme dal faraone sorridendo. Questo particolare mette in risalto il risultato dell’intervento di Geova: il faraone non sposò Sara ed entrambi poterono andarsene. Collegando l’immagine al racconto, ricordiamo che la protezione di Geova fu reale. Lui si interessò dei suoi servitori quando si trovavano in una situazione molto vulnerabile.
9. Cosa fece Geova per una famiglia che stava subendo un’intensa persecuzione? (Vedi anche la nota).
Risposta 1: Geova aiutò la famiglia di Vladímir a rimanere spiritualmente forte dopo che alcuni fanatici religiosi avevano bruciato la loro casa. Persero la casa e rimasero molto colpiti, ma nessuno smise di fare il pioniere. Questo dimostra che il sostegno di Geova non consiste sempre nell’impedire una tragedia. Può anche vedersi nella forza che dà ai suoi servitori per andare avanti e rimanere fedeli.
Risposta 2: Geova si servì dei fratelli della congregazione per dare loro sostegno e aiuto pratico. La famiglia non dovette affrontare da sola le conseguenze della perdita della casa. Questa esperienza ci aiuta a riconoscere che l’affetto dei fratelli può essere un modo in cui riceviamo la cura di Geova. Ci incoraggia anche a offrire aiuto concreto quando sappiamo che una famiglia sta attraversando delle difficoltà.
Risposta 3: Mi colpisce che, sebbene fossero distrutti dalla perdita della casa, fossero grati di essere ancora vivi e continuassero a servire Geova. Questo non significa che ciò che era successo facesse loro poco male, ma che la tragedia non distrusse la loro fiducia in lui. Il loro esempio ci insegna che possiamo riconoscere il nostro dolore e, nello stesso tempo, apprezzare l’aiuto che riceviamo e mantenere le nostre attività spirituali.
10. Cosa può mettere alla prova la fiducia dei genitori in Geova?
1 Timoteo 5:8 — Certo, se uno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede.
Risposta 1: La preoccupazione di provvedere alla famiglia può mettere alla prova la fiducia dei genitori. Questo versetto mostra che provvedere alle necessità della casa è una responsabilità seria. La sfida consiste nell’adempierla senza permettere che la paura per la situazione economica faccia passare in secondo piano le questioni spirituali. Confidare in Geova non elimina la responsabilità di prendersi cura dei figli; aiuta a farlo con equilibrio.
Risposta 2: Pensando al futuro dei figli, alcuni genitori potrebbero chiedersi se dovrebbero incoraggiarli a servire a tempo pieno o a cercare un lavoro ben pagato. La situazione economica può far sembrare questa decisione particolarmente difficile. Il paragrafo riconosce che la loro preoccupazione è comprensibile. La domanda è se permetteranno alla paura di determinare i loro consigli o se daranno priorità anche al benessere spirituale.
Risposta 3: In alcune culture ci si aspetta che i figli mantengano i genitori quando questi saranno anziani. Perciò, quando li consigliano sul loro futuro, forse i genitori pensano tanto al benessere dei figli quanto al proprio. Questa pressione può mettere alla prova la loro fiducia. È bene riconoscerla ed esaminare se sta influendo troppo sulle mete che incoraggiano i figli a raggiungere.
11. In che modo Isacco e Rebecca dimostrarono di interessarsi alla spiritualità del figlio? (Vedi anche le immagini).
Matteo 6:33 — “Continuate dunque a cercare prima il Regno e la giustizia di Dio, e tutte queste altre cose vi saranno date in aggiunta.
Risposta 1: Isacco e Rebecca dimostrarono un atteggiamento in armonia con questo principio: diedero la priorità alle questioni spirituali. Incoraggiarono Giacobbe a cercare una moglie che adorasse Geova, anche se questo richiedeva un lungo viaggio. La loro decisione ci insegna che, quando si consigliano i figli sul loro futuro, il loro benessere spirituale deve contare più della comodità immediata.
Risposta 2: Non lasciarono che Giacobbe prendesse una decisione così importante senza guida. Gli indicarono di cercare una moglie che adorasse Geova. In questo modo mostrarono che si interessavano al tipo di influenza che il matrimonio avrebbe avuto sulla sua vita spirituale. Anche oggi i genitori dimostrano amore quando aiutano i figli a pensare alle conseguenze spirituali delle loro decisioni, e non solo ai vantaggi immediati.
Risposta 3: Furono disposti a far fare al figlio un lungo viaggio perché davano molto valore alla sua amicizia con Geova. Questo dimostra che il loro interesse per la sua spiritualità non era solo a parole: influì su un’importante decisione familiare. Allo stesso modo, i figli possono imparare a confidare in Geova osservando che i loro genitori mantengono le priorità spirituali anche quando farlo richiede sforzi o cambiamenti nei loro programmi.
12. In quali situazioni potremmo fare fatica ad aspettare con pazienza?
Salmi 33:20 — Noi aspettiamo Geova: è lui il nostro aiuto e il nostro scudo.
Risposta 1: Può essere difficile aspettare quando subiamo un’ingiustizia e la situazione non viene risolta subito. Questo salmo mette in relazione l’attesa con la fiducia nell’aiuto di Geova. Questo ci ricorda che aspettare non significa essere abbandonati. Anche se il problema non è ancora stato risolto, possiamo continuare a fare affidamento su di lui e contare sulle sue cure finché non arriverà il momento in cui agirà.
Risposta 2: Quando una difficoltà si protrae, forse iniziamo a chiederci perché Geova non sia intervenuto. Il passare del tempo può essere duro quanto il problema stesso. Il paragrafo riconosce che sapere che Geova risolverà la situazione non rende facile aspettare. Perciò dobbiamo continuare a rafforzare la nostra fiducia, specialmente quando affrontiamo da molto tempo la stessa preoccupazione e siamo stanchi.
Risposta 3: Un’ingiustizia può mettere alla prova la nostra pazienza perché desideriamo che venga corretta il prima possibile. Tuttavia, il nostro desiderio di una soluzione immediata non determina quale sia il momento migliore per agire. Ricordarlo ci aiuta a non confondere l’attesa con una mancanza di interesse da parte di Geova. Possiamo riconoscere che la situazione ci fa soffrire e continuare comunque a confidare nel suo modo di fare le cose.
13. Cosa impariamo da quello che accadde dopo la morte del re Acazìa? (Michea 7:7)
Michea 7:7 — Quanto a me, starò di vedetta in attesa di Geova. Resterò ad aspettare l’Iddio della mia salvezza. Il mio Dio mi ascolterà.
Risposta 1: Impariamo ad aspettare con pazienza senza smettere di confidare che Geova ci ascolta. Atalìa regnò per sei anni, ma Geova sapeva cosa stava accadendo. Infine Ioas fu incoronato. Questo racconto ci aiuta a mantenere l’atteggiamento espresso da Michea: continuare ad aspettare Geova, anche se la soluzione tarda più di quanto vorremmo.
Risposta 2: Le apparenze non mostravano tutto quello che stava succedendo. Atalìa aveva eliminato quasi tutta la discendenza reale e il suo regno era pieno di malvagità, ma Ioas era ancora vivo e protetto. Geova era al corrente della situazione. Questo ci insegna a non trarre conclusioni definitive basandoci solo su ciò che vediamo. Le nostre informazioni sono limitate, mentre Geova conosce ogni dettaglio.
Risposta 3: Ieoiàda e sua moglie ebbero un ruolo importante nel tenere nascosto Ioas. Mentre Atalìa regnava, il legittimo erede era al sicuro, anche se forse molti non lo sapevano. Questo mi ricorda che non tutto l’aiuto di Geova è evidente sul momento. Perciò, quando sembra che nulla stia cambiando, non dobbiamo concludere che lui abbia smesso di interessarsi ai suoi servitori.
14. Cosa impariamo dall’esperienza di Serguéi e María?
Colossesi 1:11 — e preghiamo che siate rafforzati con ogni forza secondo la sua gloriosa potenza, così che possiate perseverare pienamente con pazienza e gioia,
Risposta 1: La loro esperienza dimostra che Geova può darci la forza necessaria per perseverare con pazienza. Serguéi rimase in prigione per cinque anni a causa della sua fede, e la separazione fu molto dolorosa per entrambi. Tuttavia ricevettero l’aiuto necessario per sopportarla. Questo versetto ci aiuta a capire che non dipendiamo soltanto dalla nostra resistenza emotiva: possiamo chiedere a Geova la forza che ci manca.
Risposta 2: Da María impariamo a riconoscere la cura di Geova nell’amore dei fratelli. Spiegò che le furono accanto proprio quando ne aveva bisogno. La separazione dal marito non scomparve immediatamente, ma non dovette affrontarla da sola. Questo ci incoraggia ad accettare il sostegno della congregazione e anche a essere disponibili per chi attraversa una prova prolungata.
Risposta 3: Serguéi ricevette forza dalla preghiera. Anche se era in prigione e separato dalla moglie, poteva continuare a rivolgersi a Geova, e divenne conosciuto come un uomo di Dio. Il suo esempio ci ricorda che la preghiera non è una risorsa secondaria. Quando le circostanze limitano molto ciò che possiamo fare, la nostra relazione con Geova continua a essere una fonte di forza che ci aiuta a rimanere fedeli.
15. In quali situazioni potremmo sentirci completamente scoraggiati?
Risposta 1: Possiamo sentirci così quando siamo malati da molto tempo. Non si tratta solo di affrontare una brutta giornata, ma di convivere con una difficoltà che sembra non finire. Questo può causarci paura e scoraggiamento. Il paragrafo riconosce realisticamente questi sentimenti e ci invita a pensare a come continuare a confidare in Geova, anche quando le nostre condizioni fisiche rimangono difficili.
Risposta 2: Anche i problemi della vecchiaia possono scoraggiarci, specialmente quando ci accorgiamo di avere sempre più limitazioni. Può essere doloroso constatare che non facciamo più certe cose come prima. L’articolo non minimizza questa realtà. Piuttosto, ci aiuta a rivolgere l’attenzione a Geova e a chiederci come dimostrare fiducia in lui nei limiti delle possibilità che abbiamo ora.
Risposta 3: Lo scoraggiamento può essere molto intenso quando vediamo un ostacolo come insormontabile. Forse non è solo il problema, ma la sensazione di non avere la forza per affrontarlo. Trovo incoraggiante che il paragrafo riconosca che un servitore di Geova può sentirsi così. Questi sentimenti non devono impedirci di cercare il suo sostegno né di continuare a coltivare la fiducia che ci aiuterà.
16. Cosa impari dall’esempio del giovane Davide? (Salmo 37:5)
Salmi 37:5 — Affida a Geova il tuo cammino; confida in lui, ed egli agirà in tuo favore.
Risposta 1: Davide ci insegna ad agire e, nello stesso tempo, a confidare in Geova. Non si limitò a osservare Golia, ma non pensò nemmeno che la vittoria dipendesse soltanto dalla sua abilità. Questo salmo esprime tale equilibrio. Di fronte a un ostacolo, dobbiamo fare ciò che è alla nostra portata e lasciare la questione nelle mani di Geova, convinti di aver bisogno del suo sostegno.
Risposta 2: La fiducia di Davide non era riposta nella sua fionda né nelle sue pietre, ma in Geova. Dal punto di vista umano Golia sembrava invincibile, ma Davide ricordava chi lo sosteneva. Questo mi insegna a non valutare una difficoltà solo confrontandola con le mie forze. Devo anche ricordare la potenza di Geova e chiedergli l’aiuto necessario per affrontarla.
1 Samuele 17:37 — E aggiunse: “Geova, che mi liberò dalle grinfie del leone e dell’orso, mi libererà anche dalla mano di questo filisteo”. Sàul disse quindi a Davide: “Va’, e Geova sia con te”.
Risposta 3: Davide ricordò come Geova lo avesse già liberato dai pericoli. Quelle esperienze rafforzarono la sua fiducia per affrontare Golia. Anche noi possiamo pensare alle occasioni in cui abbiamo ricevuto sostegno per andare avanti. Ricordarle non elimina automaticamente la paura, ma ci aiuta a non affrontare ogni nuova difficoltà come se non avessimo mai sperimentato la cura di Geova.
17. Cosa ci insegna l’esperienza di Paula?
Salmi 143:8 — Al mattino fammi sentire il tuo amore leale, perché io confido in te. Fammi conoscere la via da percorrere, perché io mi rivolgo a te.
Risposta 1: Paula ci insegna a cercare la guida di Geova e a fare piani realistici. Questo salmo collega la fiducia al chiedere a Geova di mostrarci la via. Lei riconosce i propri limiti fisici, ma continua a cercare modi per predicare. Anche noi possiamo chiedere guida per sfruttare al meglio le nostre possibilità attuali, invece di concentrarci solo su ciò che non possiamo più fare.
Risposta 2: Anche se il suo problema alla colonna vertebrale limita molto la sua mobilità, Paula predica per telefono e in modo informale. Non ha permesso che una limitazione fisica determinasse tutto ciò che può fare nel suo servizio. Il suo esempio ci incoraggia a essere flessibili. Se un modo di partecipare al ministero diventa difficile, forse possiamo usarne un altro alla nostra portata e continuare a provare gioia nell’aiutare le persone.
Risposta 3: Mi piace l’equilibrio di Paula: fa piani che può realizzare e lascia il resto nelle mani di Geova. Non aspetta di avere una salute perfetta per agire, ma non pretende nemmeno da sé di ignorare i propri limiti. Questo atteggiamento dimostra fiducia. Possiamo imitarla fissandoci obiettivi realistici e facendo quello che possiamo, senza pensare che confidare in Geova significhi fare cose che le nostre condizioni fisiche non ci permettono.
18, 19. Cosa ci insegna l’esempio del fedele Simeone? (Vedi anche l’immagine.)
Rivelazione 21:4 — Ed egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più lutto né lamento né dolore. Le cose di prima sono passate”.
Risposta 1: L’esempio di Simeone viene presentato per aiutarci a mantenere fiducia ed equilibrio mentre aspettiamo. Questo passo ci ricorda ciò che Geova ha promesso: porre fine alle sofferenze. Invecchiando, forse ci chiediamo quando vedremo quel momento. Ma la nostra fiducia deve basarsi sulla promessa di Geova, non sul fatto che tutto accada entro i tempi che desideriamo personalmente.
Risposta 2: L’immagine mostra Simeone con il piccolo Gesù tra le braccia, mentre loda Geova e Giuseppe e Maria osservano. Questa scena dirige l’attenzione sulla sua gratitudine verso Dio. Ci incoraggia a dare valore a ciò che Geova fa e a esprimergli la nostra gratitudine. Mentre aspettiamo la fine delle sofferenze, non vogliamo che le nostre aspettative ci impediscano di riconoscere i motivi che abbiamo già per lodarlo.
Risposta 3: Il paragrafo collega l’esempio di Simeone all’essere realistici quando le nostre aspettative non si realizzano. Possiamo desiderare moltissimo vedere la fine delle sofferenze e, allo stesso tempo, accettare che non spetta a noi stabilire quando arriverà. Questo atteggiamento equilibrato protegge la nostra fiducia. Invece di misurare l’interesse di Geova in base a quanto coincide con i nostri desideri, continuiamo a confidare in lui e in ciò che ha promesso.
20. Perché riflettere sui racconti biblici rafforza la nostra fiducia in Geova? (Vedi anche il riquadro “Rafforza la tua fiducia in Geova leggendo la Bibbia”.)
Salmi 28:7 — Geova è la mia forza e il mio scudo; in lui confida il mio cuore. Ho ricevuto il suo aiuto, e il mio cuore si rallegra; lo loderò con il mio canto.
Risposta 1: Questo salmo mostra che riconoscere l’aiuto di Geova produce gioia e gratitudine. I racconti biblici ci permettono di vedere come sostenne i suoi servitori. Se poi riflettiamo sull’aiuto che abbiamo ricevuto noi, quelle esperienze smettono di sembrarci lontane. Ci ricordano che anche noi possiamo contare su di lui e rafforzano la nostra fiducia per affrontare le difficoltà attuali.
Risposta 2: La fiducia si rafforza quando non ci limitiamo a leggere ciò che è accaduto, ma vi riflettiamo. Possiamo chiederci cosa fece Geova per quel servitore e quale aiuto simile abbiamo ricevuto noi. Il paragrafo raccomanda proprio questo confronto. In questo modo la Lettura biblica ci aiuta a conoscere meglio la cura di Geova e a riconoscere il suo sostegno nella nostra vita.
Risposta 3: A volte Geova ci ha sostenuto in modi poco evidenti. Mentre siamo preoccupati per un problema, forse non percepiamo tutto il bene che riceviamo. Meditando con calma sui racconti biblici e sulla nostra esperienza, possiamo riconoscere aiuti che prima ci erano sfuggiti. Questo ci ricorda che non siamo stati soli, anche se a un certo punto ci siamo sentiti molto vulnerabili.
Quando è particolarmente importante confidare in Geova?
Geremia 17:7-8 — Benedetto è l’uomo che confida in Geova, che ripone la sua fiducia in Geova. Diverrà come un albero piantato vicino a un corso d’acqua, che distende le sue radici verso la corrente. Quando verrà il caldo non lo sentirà e il suo fogliame sarà sempre rigoglioso. Nell’anno della siccità non sarà ansioso, né smetterà di portare frutto.
Risposta 1: Soprattutto quando affrontiamo problemi gravi o subiamo una forte opposizione. Il paragone con un albero ben rifornito d’acqua mostra che possiamo rimanere spiritualmente forti anche sotto pressione. Non confidiamo nel fatto che non ci saranno mai difficoltà, ma nel fatto che Geova ci sosterrà per rimanergli fedeli durante esse.
Risposta 2: È particolarmente importante confidare in Geova quando una situazione ci fa sentire privi di protezione. Abraamo e Sara lasciarono la sicurezza di Ur e affrontarono pericoli, ma Geova non li abbandonò. La loro esperienza ci ricorda che le circostanze possono cambiare senza che cambi l’interesse di Geova per noi. Quando perdiamo una certa sicurezza materiale, dobbiamo continuare ad apprezzare l’aiuto che lui può darci.
Risposta 3: Anche quando subiamo persecuzione e una perdita dolorosa. La famiglia di Vladimir vide la propria casa ridotta in cenere, ma continuò a servire Geova e ricevette l’aiuto della congregazione. Questa esperienza mostra perché dobbiamo confidare in lui durante le crisi: anche se non impedisce sempre il danno, può sostenerci spiritualmente e aiutarci a non affrontare da soli le conseguenze.
In che modo Dio sostiene chi confida in lui?
Colossesi 1:11 — e preghiamo che siate rafforzati con ogni forza secondo la sua gloriosa potenza, così che possiate perseverare pienamente con pazienza e gioia,
Risposta 1: Geova ci dà la forza di perseverare con pazienza. Questo fu evidente nel caso di Sergej e Maria durante gli anni in cui furono separati a causa della detenzione di lui. La difficoltà non finì immediatamente, ma ricevettero il sostegno necessario per sopportarla. Perciò una prova prolungata non significa che Geova sia assente; il suo aiuto può manifestarsi nella forza di andare avanti.
Risposta 2: Può sostenerci tramite i fratelli. Maria percepì la cura di Geova nell’amore e nella compagnia della congregazione, e anche la famiglia di Vladimir ricevette aiuto pratico. Questo ci insegna ad apprezzare il sostegno che arriva tramite altri servitori di Dio. Accettarlo non dimostra mancanza di fiducia in Geova; può essere proprio un modo di accettare il suo aiuto.
Risposta 3: Geova può anche darci forza e guida per servirlo nei limiti delle nostre possibilità. Paula ha importanti limitazioni nella mobilità, ma continua a predicare in modi diversi e fa piani realistici. La sua esperienza mostra che il sostegno di Geova non deve prima eliminare tutti i nostri limiti. Può aiutarci a trovare modi per rimanere attivi e sfruttare ciò che possiamo fare.
Come dimostriamo di confidare pienamente nell’aiuto di Geova?
Salmi 115:11 — Voi che temete Geova, confidate in Geova. (Egli è il loro aiuto e il loro scudo!)
Risposta 1: Dimostriamo di avere fiducia quando lasciamo che questo invito influisca sulle nostre decisioni. Non basta dire che Geova ci aiuterà; dobbiamo essere disposti ad accettare la sua guida. Questo significa dare la priorità alle attività spirituali quando programmiamo il futuro e non permettere che la paura determini i nostri obiettivi. In questo modo dimostriamo di considerare il suo modo di fare migliore del nostro.
Risposta 2: Dimostriamo di avere fiducia anche aspettando con pazienza quando una difficoltà si protrae. Il racconto di Atalìa e Ieòas ci ha ricordato che Geova conosce dettagli che noi non vediamo. Confidare pienamente in lui significa non imporgli le nostre scadenze e non pensare che ci abbia abbandonato solo perché non è ancora intervenuto. Continuiamo a rivolgerci a lui e riconosciamo che sa qual è il momento migliore per intervenire.
Risposta 3: Dimostriamo di avere fiducia anche facendo la nostra parte senza dipendere solo dalle nostre forze. Davide agì con coraggio perché confidava in Geova, mentre Paula fa piani realistici tenendo conto dei propri limiti. Entrambi gli esempi ci aiutano a mantenere l’equilibrio: non dobbiamo lasciarci paralizzare dalla paura né pensare che tutto dipenda da noi. Facciamo quello che possiamo e lasciamo il resto nelle mani di Geova.
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