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Tesori della Parola di Dio per la settimana dal 1° al 7 marzo 2027

Tesori della Parola di Dio per la settimana dal 1° al 7 marzo 2027

Tema: Proteggi il tuo cuore perché non diventi superbo

Quando qualcosa ci riesce bene o riceviamo una responsabilità, abbiamo motivo di essere felici. Ma quelle stesse circostanze possono mettere alla prova il nostro cuore. Continueremo a essere grati, riconoscendo i nostri limiti, o cominceremo a sentirci superiori agli altri? La superbia può crescere se non la riconosciamo e non la combattiamo. Per questo il messaggio di Ezechiele su Tiro non è semplicemente storia antica. Ci aiuta a riconoscere un pericolo e a proteggere la nostra amicizia con Geova.

Tiro era un importante centro commerciale. Accumulò grandi ricchezze e diventò famosa per la bellezza dei suoi prodotti. Tuttavia, i suoi re non mantennero un’opinione equilibrata di sé. Geova denunciò la loro superbia tramite Ezechiele. E il messaggio rivolto al re di Tiro contiene espressioni che si applicano anche all’angelo che diventò Satana. Ascoltiamo Ezechiele 28:2 e 13-15.

Ezechiele 28:2,13-15 — “Figlio dell’uomo, di’ al comandante di Tiro: ‘Questo è ciò che il Sovrano Signore Geova dice: “Il tuo cuore si è insuperbito e continui a dire: ‘Io sono un dio; siedo sul trono di un dio nel cuore del mare’. Invece sei solamente un uomo, non un dio, benché nel tuo cuore tu ti senta un dio. Eri in Èden, il giardino di Dio. Eri ornato di ogni pietra preziosa: rubino, topazio e diaspro, crisolito, onice e giada, zaffiro, turchese e smeraldo. Montature e castoni erano d’oro. Furono preparati nel giorno in cui fosti creato. Ti posi come l’unto cherubino protettore. Eri sul santo monte di Dio e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Fosti senza difetto nelle tue vie sin dal giorno in cui fosti creato, finché in te non si trovò l’ingiustizia.

Notiamo il contrasto. Il governante di Tiro si attribuiva una posizione divina, ma Geova gli ricordò che era semplicemente un uomo. Le ricchezze e il potere non lo avevano reso superiore al suo Creatore. Il problema era nel suo cuore, nel modo in cui vedeva sé stesso. Aveva smesso di riconoscere i propri limiti. La sua posizione gli sembrò un motivo per esaltarsi, invece di una responsabilità da esercitare senza superbia.

Anche l’angelo che diventò Satana aveva goduto di una posizione privilegiata. All’inizio era leale e aveva la sapienza necessaria per svolgere gli incarichi affidatigli da Geova. Non fu creato malvagio. Ma invece di continuare a essere grato, si riempì di orgoglio e disprezzò il modo di governare di Dio. Arrivò ad ambire all’adorazione di Adamo ed Eva. Così permise che un desiderio sbagliato crescesse fino a portarlo a ribellarsi contro Geova.

Questi due casi hanno qualcosa in comune: godere di vantaggi non impedì loro di sviluppare superbia. Né la prosperità di Tiro né le capacità di quell’angelo furono una protezione automatica. Questo ci insegna che non basta avere esperienza, capacità o responsabilità. Ciò che conta è l’atteggiamento che coltiviamo. Questi vantaggi ci rendono più grati o ci portano a pensare di meritare un trattamento speciale? Vediamo ora a cosa li portò il loro orgoglio.

La superbia non rimase un’opinione esagerata di sé. Influì sulle loro decisioni e sul modo in cui trattarono gli altri. Geova spiegò il legame tra il cuore e la condotta. Leggiamo Ezechiele 28:16 e 17.

Ezechiele 28:16-17 — Per l’abbondanza dei tuoi commerci ti sei riempito di violenza e hai iniziato a peccare. Per questo ti scaccerò come profano dal monte di Dio e ti distruggerò, o cherubino protettore, lontano dalle pietre di fuoco. Il tuo cuore si è insuperbito a motivo della tua bellezza. A motivo del tuo glorioso splendore hai rovinato la tua sapienza. Ti getterò a terra. Farò di te uno spettacolo davanti ai re.

Il testo collega l’abbondanza commerciale alla violenza, e la bellezza e lo splendore alla perdita della sapienza. I re di Tiro diventarono superbi e oppressero il popolo di Geova. Satana, da parte sua, agì per allontanare i nostri primogenitori dall’ubbidienza a Dio. In entrambi i casi, l’orgoglio sfociò in azioni malvagie. La superbia non li rese più saggi; corruppe il loro modo di pensare e li portò ad agire contro Geova.

Geova non trascurò quella condotta. Il suo messaggio annunciò l’umiliazione del re di Tiro e condannò anche la ribellione di Satana. Questo ci aiuta a vedere la superbia come la vede Geova: non è una caratteristica senza importanza. Può portare qualcuno a pensare che le norme di Dio non si applichino a lui. Giacomo 4:6 mostra chiaramente come Geova reagisce a questo atteggiamento.

Giacomo 4:6 — Comunque, l’immeritata bontà che Egli mostra è più grande. Infatti è detto: “Dio si oppone ai superbi, ma mostra immeritata bontà agli umili”.

Che differenza tra ricevere l’opposizione di Geova e godere della sua immeritata bontà! Non vogliamo che lui ci consideri persone che resistono alla sua autorità. Vogliamo avere il suo favore. E il testo offre una ragione positiva per coltivare l’umiltà: Geova mostra bontà a chi è umile. Quindi la domanda è: come possiamo impedire che la superbia metta radici in noi?

Dobbiamo stare particolarmente attenti quando abbiamo successo o riceviamo una responsabilità maggiore. È proprio allora che potremmo abbassare la guardia. Per esempio, dopo aver svolto bene un incarico e aver ricevuto parole di apprezzamento, a cosa continuiamo a pensare? Possiamo essere grati per l’incoraggiamento senza considerarlo una prova che siamo superiori. Riconoscere l’aiuto ricevuto e i nostri limiti ci permette di godere di ciò che facciamo senza attribuirci un’importanza che non abbiamo. La gratitudine ci aiuta a mantenere l’equilibrio.

Un’altra occasione per esaminarci si presenta quando riceviamo un suggerimento. Immaginiamo che qualcuno ci proponga di migliorare un compito che svolgiamo da anni. Scartiamo il suo commento perché ha meno esperienza? Pensiamo che il nostro percorso ci ponga al di sopra di qualsiasi consiglio? Ascoltare con calma e riflettere su ciò che ci dice sarebbe un modo pratico per coltivare l’umiltà. Avere esperienza non significa che non abbiamo più bisogno di imparare. Accettare aiuto dimostra che per noi è più importante fare bene le cose che difendere la nostra immagine.

È anche utile osservare come trattiamo gli altri quando abbiamo qualche responsabilità. Ci è facile ascoltare le loro idee? Riconosciamo i loro sforzi o vogliamo che si metta in risalto soprattutto ciò che facciamo noi? Il caso di Tiro mostra quanto sia pericoloso sentirsi superiori e finire per trattare male gli altri. Perciò una responsabilità dovrebbe spingerci a servire, non a pretendere riconoscimento. Se notiamo un atteggiamento di superiorità, non giustifichiamolo con le nostre capacità né con il lavoro che svolgiamo.

Non dobbiamo aspettare che compaia una grave condotta per esaminare il nostro cuore. Possiamo chiederci: come reagisco quando un altro riceve riconoscimento? Mi è difficile ammettere un errore? Sono grato per le opportunità di servire? Queste domande non mirano a scoraggiarci, ma ad aiutarci a correggere per tempo una tendenza pericolosa. La superbia caratterizza molte persone in questi ultimi giorni, ma non deve necessariamente dominarci. Ricordare l’avvertimento di Geova e la sua bontà verso gli umili ci dà buone ragioni per continuare a stare in guardia.

La dinastia reale di Tiro e l’angelo che diventò Satana ci lasciano un serio avvertimento: permettere che la superbia cresca può portarci a rifiutare l’autorità di Geova. Ma noi possiamo scegliere un’altra strada. Siamo grati per quello che abbiamo, accettiamo l’aiuto e usiamo le nostre capacità per servire. In questo modo proteggeremo il nostro cuore e continueremo a godere dell’immeritata bontà che Geova mostra agli umili.

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