Caricamento…

8%

Efficaci nel ministero per la settimana dal 4 al 10 gennaio 2027

Efficaci nel ministero per la settimana dal 4 al 10 gennaio 2027

Coltiviamo l’interesse

Dati dell’incarico

Incarico: Coltiviamo l’interesse
Durata: 3 min
Lezione e punto: Lezione 7 · Costanza · punto 4
Obiettivo didattico: Chiedile quando potete tornare a parlare. Non concludere la conversazione senza parlare con la persona del giorno e dell’ora in cui tornerai a farle visita. E assicurati di non mancare all’appuntamento.
Ambientazione: Alla porta di casa sua, una donna accoglie di nuovo la proclamatrice mentre prepara alcune scatole per il trasloco della figlia, e riprendono la conversazione precedente sulla preghiera
Testo biblico associato: Salmi 62:8 — Confida sempre in lui, o popolo. Aprite il vostro cuore a lui. Dio è per noi un rifugio. (Sela)
Materiale ufficiale: DI CASA IN CASA. Insegna una verità biblica dell’appendice A dell’opuscolo Una buona notizia da parte di Dio. Concludi la conversazione quando la persona ti dice che è occupata (lmd lezione 7 punto 4).

Proclamatore: Ciao, Teresa. Sei riuscita a trovare le scatole che cercavi per il trasloco di tua figlia?

Persona: Sì, in negozio me ne hanno tenute da parte alcune. Ora resta da decidere cosa portare e cosa lasciare. Lei dice che le serve poco, ma siamo già a sei scatole.

Proclamatore: Quando si comincia a mettere via le cose, ne salta sempre fuori qualcuna in più. Alla fine parte questo fine settimana?

Persona: Sì, sabato. È felicissima del nuovo lavoro. Anch’io sono contenta, ma non ha mai vissuto così lontano. Starò sicuramente con il telefono a portata di mano.

Proclamatore: Certo, sei contenta per lei e allo stesso tempo ti preoccupa averla lontana. L’altra volta mi avevi detto che a volte preghi per i tuoi figli, ma non sai se Dio ascolta queste preoccupazioni.

Persona: È così. Con tutto quello che succede nel mondo, il mio problema sembra poca cosa. Inoltre, quasi sempre finisco per chiedere la stessa cosa: che stiano bene e che non succeda loro nulla.

Proclamatore: Quello che ti fa dubitare è pensare che le tue preoccupazioni non siano abbastanza importanti da parlarne a Dio?

Persona: Sì, e non so nemmeno esprimermi come fanno gli altri. Li ascolto pregare e sembra che trovino subito le parole. Io invece mi blocco o mi distraggo pensando alle cose che devo ancora fare.

Proclamatore: C’è un brano che risponde bene a questo dubbio. Ci aiuta a capire che tipo di preghiera Dio ci invita a fare. Vuoi che te lo legga?

Persona: Sì, leggimelo. Mi interessa sapere se bisogna imparare qualche preghiera.

Proclamatore: Nota che qui si parla di esprimere quello che abbiamo dentro, non di imparare delle parole. Ascolta cosa dice Salmo 62:8.

Proclamatore: Salmi 62:8 — Confida sempre in lui, o popolo. Aprite il vostro cuore a lui. Dio è per noi un rifugio. (Sela) Questo invito ad aprire il cuore mostra che Dio vuole che gli preghiamo con sincerità. Puoi parlargli di quello che provi per la partenza di tua figlia, anche se fai fatica a trovare le parole.

Persona: Ma non mi aspetterei che, solo perché lo chiedo, a mia figlia vada tutto bene. Non succede sempre.

Proclamatore: Hai ragione. Questo brano non promette che tutto andrà come chiediamo. Ci invita a confidare in Dio e a cercare rifugio in lui. Possiamo parlargli delle nostre inquietudini e chiedergli aiuto per affrontarle.

Persona: Vista così, non dovrei chiedere solo che non le succeda nulla. Potrei anche parlargli di quanto mi costa accettare che ormai si stia facendo la sua vita.

Proclamatore: Sì, anche questo fa parte di ciò che hai nel cuore. Puoi essere felice per lei e allo stesso tempo spiegare a Dio le tue paure. Non devi nasconderle né preparare un discorso.

Persona: Ci penserò. Ma ora sono occupata; devo finire queste scatole prima che arrivi mia figlia.

Proclamatore: Certo, ti lascio continuare. Quale giorno e a che ora ti andrebbe bene che tornassimo a parlare?

Persona: Martedì, dopo le sei. Alle sei e mezza andrebbe bene.

Proclamatore: Allora martedì alle sei e mezza. Me lo segno. Buon trasloco, Teresa.

Proclamatore: Per te va bene quell’ora anche se hai ancora cose del trasloco da fare? Possiamo fare una visita breve, senza che tu debba riservare tutto il pomeriggio.

Persona: Sì, a quell’ora posso. Quello che mi preoccupa è impegnarmi in una conversazione lunga. Probabilmente mia figlia mi chiamerà per raccontarmi come va.

Proclamatore: Capisco. Quel giorno possiamo lasciare una sola domanda: come ci insegna la Bibbia a pregare? Vedremo un consiglio e come metterlo in pratica. E, se tua figlia chiama, ti lascerò rispondere.

Persona: Così sì. Mi interessa imparare, ma preferisco procedere poco alla volta. Una domanda per volta mi va bene.

Persona: A martedì.

Coltiviamo l’interesse

Dati dell’incarico

Incarico: Coltiviamo l’interesse
Durata: 4 min
Lezione e punto: Lezione 8 · Pazienza · punto 3
Obiettivo didattico: Prova qualcosa di diverso. Se all’inizio la persona non vuole accettare un corso biblico, non insistere. Ma, se lo ritieni appropriato, usa video o articoli per mostrarle com’è il nostro corso biblico e come le sarebbe utile accettarne uno.
Ambientazione: In una calzoleria, un cliente torna a parlare con il calzolaio che conosce, il quale durante la visita precedente era troppo occupato per parlare del corso biblico
Testo biblico associato: Matteo 7:12 — “Pertanto, tutte le cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi dovete farle a loro. Questa è infatti l’essenza della Legge e dei Profeti.
Materiale ufficiale: TESTIMONIANZA INFORMALE. Torna a parlare con una persona che in un’occasione precedente ti aveva detto di essere occupata. Insegnale una verità dell’appendice A dell’opuscolo Una buona notizia da parte di Dio (lmd lezione 8 punto 3).

Proclamatore: Sono venuti proprio bene gli stivali! Pensavo che avresti dovuto cambiare tutta la suola.

Persona: No, si era solo staccata davanti. Il resto regge ancora. Se li curi, puoi usare questi stivali per parecchio tempo.

Proclamatore: Meno male, perché sono i più comodi che ho. Sei riuscito a finire tutte le commissioni? L’altro giorno avevi il bancone pieno e abbiamo parlato appena.

Persona: Sì, anche se mi sono portato del lavoro a casa. E riguardo a quel corso biblico di cui mi avevi parlato, preferisco dirti di no. Non voglio iniziare qualcosa e poi lasciarlo a metà.

Proclamatore: Va bene, non devi impegnarti. Grazie per avermelo detto. A proposito, ti pago adesso o preferisci che aspetti che tu finisca con quella scarpa?

Persona: Adesso va bene; la colla deve asciugarsi. Questi sono gli unici minuti tranquilli della mattina. Prima è venuto un cliente arrabbiato perché le sue scarpe non erano pronte. Ma ci eravamo accordati per domani, non per oggi.

Proclamatore: Accidenti, e tu avevi organizzato il lavoro contando su quella scadenza. Sei riuscito a chiarirglielo?

Persona: Gli ho mostrato la data sulla ricevuta. Ha abbassato un po’ la voce, ma se n’è andato protestando. Nemmeno io sono stato molto gentile, a dire il vero. Quando qualcuno si comporta così, faccio fatica a non rispondere allo stesso modo.

Proclamatore: Anche per me è difficile quando penso di essere trattato ingiustamente. Una delle cose che apprezzo di Gesù sono proprio i suoi consigli su come trattare gli altri. Non serve una lunga conversazione per conoscerne uno.

Persona: Ma non finiremo di nuovo a parlare del fatto che dovrei fare il corso?

Proclamatore: No, tranquillo. Hai detto che non vuoi e lo rispetto. Pensavo di mostrarti solo un’idea di questa sezione su Gesù, nell’opuscolo Una buona notizia da parte di Dio. Possiamo guardarla qui e fermarci lì.

Persona: Un’idea sì. Mi interessa sapere cosa c’entra con quello che mi è successo, perché i problemi al bancone non hanno sempre una soluzione bella.

Proclamatore: Certo, non possiamo far cambiare atteggiamento a un cliente. Questa sezione spiega che Gesù fu un grande insegnante e che i suoi consigli funzionano sempre. Uno di questi aiuta a decidere come rispondere, anche se l’altra persona non collabora. Nota quello che insegnò in Matteo 7:12; te lo leggo. C’è un brano molto adatto. Vuoi che leggiamo Matteo 7:12?

Proclamatore: Matteo 7:12 — “Pertanto, tutte le cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi dovete farle a loro. Questa è infatti l’essenza della Legge e dei Profeti. Mi colpisce che Gesù ci inviti a pensare a come vorremmo essere trattati, non semplicemente a come siamo stati trattati. Questo mi aiuta a non rispondere d’impulso.

Persona: Capisco l’idea. Ma se cedo ogni volta che qualcuno protesta, finisco per far aspettare i clienti che rispettano le scadenze.

Proclamatore: E anche loro meritano considerazione. Applicare questo consiglio non significa che tu debba anticipare la commissione. Puoi mantenere la data e spiegargliela senza umiliarlo. Se avessi confuso tu il giorno, come preferiresti che te lo dicessero?

Persona: Di certo non davanti a tutti, come se non sapessi leggere. Immagino che basterebbe mostrarmi il foglio e dirmi quando posso ritirarle.

Proclamatore: Sarebbe un modo concreto di applicare il consiglio: chiarire l’errore come vorresti che lo chiarissero a te. Il lavoro resterebbe per domani, ma non aggiungeresti un’offesa all’equivoco.

Persona: Può darsi. Anche se alcuni si arrabbiano per quanto tu possa stare attento. Non sempre ci guadagni a essere gentile.

Proclamatore: È vero. Il consiglio non garantisce che l’altra persona reagirà bene. Ma ti guida a trattarla in modo rispettoso. La sua utilità non dipende dal fatto che tutti ti diano ragione.

Persona: Così lo capisco meglio. Non cambiare il cliente, ma controllare quello che faccio io. Questo posso provarci, anche se dovrò ricordarmelo prima di aprire bocca.

Proclamatore: Succede anche a me. Se un giorno ti incuriosirà il corso, possiamo vedere un video che mostra com’è. Ma non devi decidere nulla adesso.

Persona: Per ora preferisco tenermi questa idea. Segnami dove si trova quella frase, così la cerco nella Bibbia che ho a casa.

Proclamatore: Certo. E leggendola a casa puoi pensare anche al prossimo incontro con quel cliente. Anche se stamattina non è andata bene, domani avrai un’altra occasione per trattarlo come vorresti essere trattato.

Persona: Intendi chiedergli scusa? Mi costerebbe, perché potrebbe sembrare che ammetta che aveva ragione sulla data.

Proclamatore: Puoi scusarti per il tono senza cambiare ciò che avevate concordato. Per esempio: “Mi dispiace averti risposto in quel modo ieri. Avrei dovuto spiegartelo con più calma”. Così riconosci la tua parte, non un errore che non hai commesso.

Persona: È diverso. Posso riconoscere di aver risposto male senza discutere di nuovo sulla data. Ci penserò quando leggerò il consiglio.

Proclamatore: Certo, Matteo 7:12. Te lo scrivo qui. E dimmi quanto ti devo per gli stivali.

Cosa diresti?

Dati dell’incarico

Incarico: Cosa diresti?
Durata: 5 min
Lezione e punto: Lezione 1 · Interesse sincero · punto 5
Obiettivo didattico: Ascolta. Non parlare troppo. Dai alla persona l’opportunità di esprimersi. Quando è appropriato, fai domande.
Ambientazione: Nella sala d’attesa del medico, un proclamatore ha l’opportunità di parlare per la prima volta con un uomo anziano che legge sul giornale un articolo sulla guerra
Testo biblico associato: Giacomo 1:19 — Sappiate questo, miei cari fratelli: ognuno dev’essere pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento ad adirarsi, / Matteo 7:12 — “Pertanto, tutte le cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi dovete farle a loro. Questa è infatti l’essenza della Legge e dei Profeti.
Materiale ufficiale: ANALISI CON L’UDITORIO. TESTIMONIANZA INFORMALE. Ripassa brevemente Una buona notizia da parte di Dio, lezione 1 punto 5. Menziona l’immagine e poi chiedi:
Secondo quello che vediamo nell’immagine, cosa potresti dire per iniziare una conversazione?
Quale testo mostreresti?

Questa assegnazione di cinque minuti è un’analisi con l’uditorio sulla testimonianza informale. L’immagine ci porta nella sala d’attesa del medico, dove un uomo anziano legge un articolo sulla guerra. L’obiettivo è mostrare sincero interesse ascoltando. Ripasseremo Una buona notizia da parte di Dio, lezione 1, punto 5, e considereremo Giacomo 1:19 e Matteo 7:12.

Il punto 5 ci ricorda: “Ascolta. Non parlare troppo. Dai alla persona l’opportunità di esprimersi. Quando è appropriato, fai domande”. Questa indicazione influisce sia sul modo in cui iniziamo sia su quello che facciamo dopo. Una buona frase iniziale serve a poco se subito monopolizziamo la conversazione e non lasciamo spazio per conoscere la persona.

Pensiamo prima al nostro atteggiamento nell’ascoltare. Forse vediamo un’opportunità per parlare della Bibbia e ci concentriamo su ciò che vogliamo dire. Ma dobbiamo prestare attenzione a ciò che l’altro desidera esprimere. Per ricordare cosa viene prima, ascoltiamo il consiglio di Giacomo 1:19.

Giacomo 1:19 — Sappiate questo, miei cari fratelli: ognuno dev’essere pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento ad adirarsi,

Questo consiglio ci incoraggia a non affrettarci a rispondere. Applicato all’immagine, significa che non dobbiamo spiegare subito tutto quello che sappiamo sulle guerre. Prima dobbiamo scoprire se l’uomo vuole parlare e quale aspetto della questione gli interessa. Ascoltare può cambiare completamente la direzione che pensavamo di dare alla conversazione.

Osserviamo l’immagine senza aggiungere dettagli che non conosciamo. Vediamo un uomo che legge sulla guerra; non sappiamo cosa pensa, come si sente né se ha familiari coinvolti. Non sappiamo nemmeno se vuole continuare a leggere in silenzio. Perciò è meglio evitare domande personali o commenti che diano per scontate emozioni che non ha ancora espresso.

Secondo quello che vediamo nell’immagine, cosa potresti dire per iniziare una conversazione? Se alza lo sguardo e sembra disposto a parlare, potresti dire: “È difficile leggere notizie di guerra. Viene da pensare alle persone che stanno passando tutto questo”. È un’osservazione breve, collegata a ciò che sta leggendo, che non pretende una risposta.

Dopo questo commento, la cosa importante sarebbe fermarci e ascoltare. Se risponde brevemente e torna al giornale, non è necessario aggiungere un’altra domanda per trattenerne l’attenzione. Possiamo lasciarlo leggere tranquillo. L’applicazione della lezione non si misura da quanto riusciamo a parlare, ma dal sincero interesse che mostriamo, anche quando la conversazione non continua.

Se decide di parlare, forse metterà in risalto la sofferenza delle famiglie o dirà che fa fatica a capire come alcune persone possano trattare così altre persone. In tal caso, potremmo prima riconoscere quella preoccupazione: “Sì, fa male pensare alle famiglie che soffrono”. Non fingeremmo di essere d’accordo con un’opinione politica; riconosceremmo una preoccupazione umana che possiamo condividere sinceramente.

Potrebbe esprimere una posizione politica molto decisa. Non dovremmo discuterla né approvarla per mantenere una conversazione amichevole. Potremmo concentrarci sulla sofferenza che menziona e ascoltare senza trasformare l’incontro in un dibattito. Non sarebbe nemmeno appropriato approfittare di una pausa per recitare una spiegazione preparata che non risponda a ciò che ha appena detto.

Quale testo mostreresti? Se la conversazione si concentra su come trattiamo gli altri, un’opzione sarebbe Matteo 7:12. Questo testo permette di condividere un principio semplice collegato a quella preoccupazione, senza entrare in controversie politiche. Non lo presenteremmo come una spiegazione di tutte le cause della guerra, perché non è questo l’argomento che sviluppa.

Per collegarci a ciò che l’uomo ha detto, potremmo spiegare che le sue parole ci fanno pensare a un consiglio di Gesù su come trattare gli altri e chiedergli se desidera conoscerlo. Continueremmo solo se mostra di voler ascoltare. Leggiamo quel consiglio per vedere come si adatta alla conversazione: Matteo 7:12.

Matteo 7:12 — “Pertanto, tutte le cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi dovete farle a loro. Questa è infatti l’essenza della Legge e dei Profeti.

Il principio ci invita a pensare a come desideriamo essere trattati e ad agire così con gli altri. Dopo averlo mostrato, basterebbe una domanda collegata al suo commento, come: “Cosa cambierebbe se più persone trattassero gli altri in questo modo?”. Poi ascolteremmo la sua risposta, senza dare per scontato che sarebbe necessariamente d’accordo con noi.

Forse ritiene che sia un buon consiglio, ma poco realistico. Potremmo riconoscere che non possiamo obbligare gli altri a seguirlo. Tuttavia il principio può guidare le nostre decisioni. Per esempio, quando non siamo d’accordo con qualcuno, possiamo trattarlo con lo stesso rispetto che desideriamo ricevere. Questa spiegazione risponde alla difficoltà sollevata senza minimizzarla.

Se non desidera parlare della Bibbia, rispetteremmo la sua decisione. Se lo chiamano per la visita, concluderemmo con un saluto cordiale, senza cercare di aggiungere un’ultima spiegazione. In questo modo la proposta è naturale perché nasce da una situazione visibile; rispettosa perché non presume sentimenti né forza la conversazione; e adattabile perché ciò che diremo dopo dipenderà da quello che lui esprimerà.

La cosa fondamentale non è memorizzare un’introduzione perfetta. È osservare, dire qualcosa di appropriato e lasciare spazio per ascoltare. In questa scena, il giornale può aprire una conversazione, ma sarà la risposta dell’uomo ad aiutarci a decidere come continuare. Mostrare sincero interesse include sapere quando fare una domanda, quando condividere un testo e quando rimanere in silenzio.

★ Premium

Usa tutte le funzioni Premium

Prepara le adunanze più comodamente e usa tutti gli strumenti del sito.

  • Navigazione senza pubblicità
  • Il mio registratore e trascrizione dal vivo
  • Revisione degli incarichi
  • Accademia completa
  • Articoli audio e lente di lettura
  • Commenti salvati e sincronizzati
  • Sostieni il progetto e contribuisci a mantenerlo

Piano mensile

3 € al mese

Rinnovo mensile. Annulla quando vuoi.

Scegli mensile
2 mesi gratis

Piano annuale

30 € all’anno

Pagamento unico per 12 mesi. Nessun rinnovo automatico.

Scegli annuale

Lascia un commento

Scorrere fino a Top
Il mio registratore