Ger 34:7. Quali prove archeologiche confermano i fatti descritti in questo versetto? (it “Archeologia” parr. 27, 28).
Geremia 34:7 — mentre gli eserciti del re di Babilonia combattevano contro Gerusalemme e contro tutte le città di Giuda che erano rimaste, cioè Làchis e Azèca; fra le città di Giuda, infatti, queste erano le uniche città fortificate rimaste.
Risposta 1: L’archeologia conferma l’importanza di Lachis nel racconto. Questa città si trovava circa 44 chilometri a sud-sudovest di Gerusalemme ed era un’importante fortezza all’interno del sistema difensivo che proteggeva la regione montuosa di Giuda.
Risposta 2: Il versetto menziona che Lachis e Azeca erano le città fortificate che erano ancora rimaste. Questo concorda con il valore strategico di Lachis: era una delle ultime importanti difese di Giuda mentre Babilonia attaccava Gerusalemme.
Risposta 3: Gli scavi di Lachis hanno mostrato che la città fu consumata dal fuoco in due occasioni nell’arco di pochi anni. Questa prova è in armonia con gli attacchi babilonesi che Giuda subì.
Risposta 4: I due livelli di distruzione trovati a Lachis sembrano corrispondere agli attacchi babilonesi del 618-617 e del 609-607 prima della nostra era. Pertanto, le rovine forniscono una testimonianza materiale che si accorda con il contesto storico di Geremia.
Risposta 5: Dopo la distruzione babilonese, Lachis rimase desolata per molto tempo. Questo dato conferma la gravità della conquista descritta da Geremia e ci ricorda che gli avvertimenti di Geova si adempirono proprio come aveva detto.
Quali gemme spirituali avete trovato nella lettura biblica di questa settimana?
Gemme spirituali per GEREMIA 34
Geremia 34:1 — Mentre Nabucodònosor, re di Babilonia, e tutto il suo esercito, tutti i regni della terra sotto il suo dominio e tutti i popoli combattevano contro Gerusalemme e tutte le sue città, Geremia ricevette questo messaggio di Geova:
Commento 1: La forza nemica era enorme: comprendeva l’esercito di Babilonia, regni e popoli sotto il suo dominio. Eppure Geova conosceva perfettamente la situazione e trasmise un messaggio chiaro tramite Geremia. Quando affrontiamo problemi che sembrano opprimenti, possiamo essere certi che Geova li vede con totale chiarezza.
Geremia 34:2 — “Questo è ciò che Geova, l’Iddio d’Israele, dice: ‘Va’ a parlare con Sedechìa, re di Giuda, e digli: “Questo è ciò che Geova dice: ‘Do questa città nelle mani del re di Babilonia, e lui la brucerà.
Commento 2: Geova non nascose a Sedechia le conseguenze della sua condotta. Gli disse francamente ciò che sarebbe accaduto a Gerusalemme. Questo ci insegna che gli avvertimenti di Geova sono un’espressione di giustizia e amore; ci danno l’opportunità di reagire bene finché c’è ancora tempo.
Geremia 34:7 — mentre gli eserciti del re di Babilonia combattevano contro Gerusalemme e contro tutte le città di Giuda che erano rimaste, cioè Làchis e Azèca; fra le città di Giuda, infatti, queste erano le uniche città fortificate rimaste.
Commento 3: Lachis e Azeca erano le ultime città fortificate di Giuda. Per quanto potessero sembrare forti le difese umane, non potevano impedire l’adempimento della parola di Geova. La vera sicurezza non dipende dalle risorse umane, ma dal rimanere fedeli a lui.
Geremia 34:8 — Geremia ricevette un messaggio di Geova dopo che il re Sedechìa aveva concluso un patto con tutto il popolo di Gerusalemme per liberare gli schiavi,
Commento 4: Sedechia concluse un patto per proclamare la libertà. Anche se la situazione nazionale era molto grave, si riconobbe che era necessario correggere un’ingiustizia. Non dovremmo mai pensare che sia troppo tardi per fare ciò che è giusto. Geova nota i passi concreti che facciamo per ubbidirgli.
Geremia 34:10 — Tutti i principi e tutto il popolo avevano ubbidito. Secondo il patto che avevano concluso, ognuno doveva liberare il proprio schiavo e la propria schiava e non tenerli più in schiavitù. Così avevano ubbidito e li avevano lasciati andare.
Commento 5: All’inizio, i principi e il popolo ubbidirono e liberarono i loro schiavi. Questa reazione dimostra che sapevano qual era la volontà di Geova. Sapere ciò che è giusto è importante, ma la nostra ubbidienza deve rimanere ferma dopo aver preso una buona decisione.
Geremia 34:11 — In seguito però avevano fatto tornare gli schiavi e le schiave che avevano liberato, e li avevano ridotti di nuovo in schiavitù.
Commento 6: In seguito costrinsero di nuovo i loro fratelli a diventare schiavi. Sarebbe molto triste se una persona correggesse una condotta e poi tornasse a seguirla per convenienza. Questo racconto ci incoraggia a non annullare i cambiamenti che facciamo per piacere a Geova, anche se mantenerli richiede sacrifici.
Geremia 34:14 — “Ogni sette anni dovete liberare il vostro fratello ebreo che vi è stato venduto e che vi ha servito per sei anni; dovete liberarlo”. Ma i vostri antenati non mi ascoltarono né mi prestarono attenzione.
Commento 7: Geova aveva comandato che, dopo sei anni di servizio, il fratello ebreo fosse liberato. La Legge proteggeva la dignità di chi si trovava in una situazione vulnerabile. Imitiamo la giustizia di Geova quando trattiamo gli altri con rispetto e non ci approfittiamo di loro.
Geremia 34:15 — Voi invece di recente vi siete ravveduti e avete fatto ciò che era giusto ai miei occhi proclamando la libertà ai vostri fratelli, e avete concluso un patto davanti a me nella casa che porta il mio nome.
Commento 8: Geova riconobbe che avevano fatto ciò che era giusto ai suoi occhi liberando il loro prossimo. È molto incoraggiante sapere che lui non nota solo i nostri errori; vede e apprezza sinceramente anche gli sforzi che facciamo per trattare bene i fratelli.
Geremia 34:16 — Poi però avete cambiato idea e avete profanato il mio nome facendo tornare i vostri schiavi e le vostre schiave, che avevate liberato secondo il loro desiderio, e li avete ridotti di nuovo in schiavitù’.
Commento 9: Tornando sui loro passi, profanarono il nome di Geova. Le loro azioni influivano sull’onore di colui con il quale avevano concluso un patto. Noi portiamo il nome di Geova, quindi vogliamo che le nostre promesse, la nostra condotta e il modo in cui trattiamo gli altri onorino quel nome.
Geremia 34:17 — “Pertanto questo è ciò che Geova dice: ‘Voi non mi avete ubbidito riguardo al proclamare la libertà ognuno al proprio fratello e al proprio compagno. Perciò’, dichiara Geova, ‘ora vi proclamo io la libertà, ma alla spada, alle epidemie e alla carestia, e agli occhi di tutti i regni della terra vi farò diventare qualcosa di cui inorridire.
Commento 10: Il popolo non volle dichiarare libero il proprio fratello né il proprio prossimo, e Geova annunciò le dolorose conseguenze di quella disubbidienza. Questo contrasto ci ricorda che per Geova non sono dettagli di poco conto la misericordia, la giustizia e l’amore che mostriamo agli altri.
Gemme spirituali per GEREMIA 35
Geremia 35:2 — “Va’ dai recabiti e parla con loro; portali nella casa di Geova, in una delle sale da pranzo, e poi offri loro del vino da bere”.
Commento 1: Geova comandò a Geremia di portare i recabiti nella casa di Geova e offrire loro del vino. La situazione avrebbe permesso di rendere evidente la loro ubbidienza. Geova conosce il cuore, ma possono anche sorgere circostanze che dimostrano chiaramente quali princìpi guidano le nostre decisioni.
Geremia 35:6 — Ma loro dissero: “Non berremo vino, perché Giònadab, figlio di Rècab, nostro antenato, ci diede questo comando: ‘Voi e i vostri figli non dovrete mai bere vino.
Commento 2: I recabiti rifiutarono rispettosamente il vino e spiegarono il motivo: desideravano ubbidire al comando del loro antenato. Il loro esempio insegna che possiamo mantenere salde le nostre convinzioni senza essere bruschi o critici con chi prende decisioni diverse.
Geremia 35:7 — E non dovrete costruire case, seminare campi, piantare vigne o entrarne in possesso. Dovrete invece vivere sempre in tende, affinché possiate abitare a lungo nel paese in cui risiedete come stranieri’.
Commento 3: Gionadab aveva dato alla sua famiglia uno stile di vita semplice, vivendo in tende e senza stabilirsi coltivando campi o vigne. Anche se quel comando non era rivolto a tutti gli israeliti, i recabiti lo rispettarono. Il loro esempio mette in risalto il valore di essere leali agli impegni familiari che non sono in contrasto con la volontà di Geova.
Geremia 35:8 — Quindi continuiamo a ubbidire alla voce di Giònadab, figlio del nostro antenato Rècab, in tutto ciò che ci comandò di fare, non bevendo mai vino — né noi né le nostre mogli né i nostri figli né le nostre figlie —
Commento 4: L’ubbidienza dei recabiti riguardava tutta la famiglia: uomini, mogli, figli e figlie. Questo mette in risalto l’influenza positiva di un insegnamento costante in casa. I genitori possono aiutare molto i loro figli trasmettendo loro con chiarezza i princìpi che desiderano guidino la famiglia.
Geremia 35:11 — Ma quando Nabucodònosor, re di Babilonia, ha attaccato il paese, ci siamo detti: ‘Su, entriamo a Gerusalemme e sfuggiamo all’esercito dei caldei e dei siri’. E così adesso viviamo a Gerusalemme”.
Commento 5: I recabiti entrarono a Gerusalemme per sfuggire agli eserciti invasori. Non stavano abbandonando il loro desiderio di ubbidire; si adattarono a un’emergenza. Possiamo imparare a essere ragionevoli e flessibili quando le circostanze cambiano, senza rinunciare ai nostri princìpi.
Geremia 35:13 — “Questo è ciò che Geova degli eserciti, l’Iddio d’Israele, dice: ‘Va’ dagli uomini di Giuda e dagli abitanti di Gerusalemme e di’ loro: “Non vi ho esortato continuamente a ubbidire alle mie parole?”, dichiara Geova.
Commento 6: Geova aveva parlato più volte a Giuda per incoraggiarlo a ubbidire. Non diede un rapido avvertimento per poi abbandonarli. La sua pazienza dimostra quanto desideri che le persone reagiscano bene. Ci spinge anche ad ascoltare immediatamente i suoi consigli.
Geremia 35:14 — “Giònadab, figlio di Rècab, comandò ai suoi discendenti di non bere vino, e fino a oggi loro hanno messo in pratica le sue parole non bevendolo, e ubbidendo così al comando del loro antenato. Io però vi ho parlato più e più volte, ma voi non mi avete ubbidito.
Commento 7: I discendenti di Gionadab ubbidivano a un comando umano, mentre Giuda non ubbidiva alle ripetute parole di Geova. Il confronto è davvero significativo. Se apprezziamo i consigli utili di persone imperfette, a maggior ragione dovremmo ubbidire volentieri al nostro Padre celeste.
Geremia 35:15 — Ho continuato a mandarvi più e più volte tutti i miei servitori, i profeti, dicendo: ‘Per favore, ognuno di voi abbandoni la sua cattiva condotta! Fate ciò che è giusto, non seguite altri dèi e non serviteli. Allora continuerete a vivere nel paese che ho dato a voi e ai vostri antenati’. Ma voi non avete prestato attenzione né mi avete ascoltato.
Commento 8: Geova mandò ripetutamente i suoi servitori, i profeti, a chiedere al popolo di abbandonare la sua cattiva condotta e di non servire altri dèi. Il suo messaggio includeva un affettuoso invito: fare ciò che è giusto. Geova dà sempre ragioni per confidare nella sua guida e agire in tempo.
Geremia 35:18 — Alla casa dei recabiti invece Geremia disse: “Questo è ciò che Geova degli eserciti, l’Iddio d’Israele, dice: ‘Visto che avete ubbidito al comando del vostro antenato Giònadab e continuate a osservare tutti i suoi comandi, facendo esattamente quello che vi ordinò,
Commento 9: Geova mise in risalto che i recabiti ubbidivano a tutti i comandi del loro antenato e facevano esattamente ciò che aveva ordinato loro. Geova apprezza l’ubbidienza che rimane nel corso del tempo. Non si tratta solo di iniziare bene, ma di continuare a essere costanti.
Geremia 35:19 — questo è ciò che Geova degli eserciti, l’Iddio d’Israele, dice: “Ci sarà sempre un discendente di Giònadab, figlio di Rècab, a servire davanti a me”’”.
Commento 10: Geova promise che ci sarebbe sempre stato un discendente di Gionadab a servirlo davanti a lui. Questa promessa mostra che Geova non ignora la fedeltà. Apprezza coloro che gli ubbidiscono e concede loro l’onore di servirlo, cosa che tutti desideriamo fare con gioia.
Scopri di più da Comentarios para la Reunión TJ
Iscriviti per ricevere gli ultimi post inviati alla tua email.
Ricevi le nuove pubblicazioni via e-mail
Crea un account gratuito o scegli il piano senza pubblicità. Durante la registrazione potrai scegliere di ricevere le nuove pubblicazioni via e-mail.
Registrati









