Tema: Geova pasce le sue pecore
Una pecora ferita ha bisogno di qualcosa di più del cibo. Ha bisogno che qualcuno si avvicini, si accorga della sua sofferenza e si prenda cura di lei con tenerezza. Questa immagine ci aiuta a capire come Geova tratta i suoi servitori. Ezechiele 34 mostra che lui conosce i bisogni delle sue pecore, vede come vengono trattate e agisce per proteggerle. È davvero rassicurante saperlo!
Ai tempi di Ezechiele, i capi d’Israele avevano la responsabilità di prendersi cura del popolo. Ma invece di occuparsi di lui, si approfittavano del popolo. Geova non ignorò quella situazione. Le sue parole rivelano sia la gravità del comportamento di quei pastori sia la sua profonda preoccupazione per le pecore. Leggiamo Ezechiele 34:2-6.
Ezechiele 34:2-6 — “Figlio dell’uomo, profetizza contro i pastori d’Israele. Profetizza, e di’ a quei pastori: ‘Questo è ciò che il Sovrano Signore Geova dice: “Guai ai pastori d’Israele, che pascono sé stessi! I pastori non dovrebbero invece pascere il gregge? Voi mangiate il grasso, vi vestite di lana e scannate l’animale più grasso, ma non pascete il gregge. Non avete rafforzato le pecore deboli, non avete guarito quelle malate, non avete fasciato quelle ferite, non avete ricondotto quelle disperse, non avete cercato quelle smarrite; le avete piuttosto dominate con durezza e tirannia. Così, dato che non avevano alcun pastore, si sono disperse; si sono disperse e sono finite in pasto a qualunque bestia feroce. Le mie pecore hanno vagato per tutti i monti e per ogni alto colle; le mie pecore si sono disperse su tutta la superficie della terra, senza che qualcuno le cercasse o provasse a trovarle.
Notiamo il contrasto. I pastori traevano vantaggi dal gregge, ma non si prendevano cura dei suoi bisogni. Geova menzionò le pecore deboli, malate, ferite, disperse e smarrite. Ognuna aveva bisogno di aiuto, anche se non tutte avevano bisogno delle stesse cose. Quei capi, però, non davano loro né cibo né cure. Inoltre le trattavano con durezza. Di conseguenza, il popolo soffrì e molti abbandonarono la pura adorazione. Non si trattava semplicemente di una mancanza di organizzazione; era una grave mancanza d’amore.
Cosa ci insegna questo su Geova? Che osserva attentamente come vengono trattati coloro che gli appartengono. Per lui una pecora debole non è un peso, e una pecora smarrita non perde il suo valore. Se siamo scoraggiati o abbiamo bisogno di aiuto, questo racconto ci ricorda che la nostra sofferenza gli sta a cuore. Ma il suo interesse non si limita a provare compassione. Cosa fece di fronte ai maltrattamenti inflitti da quei pastori?
Geova annunciò che avrebbe tolto a quei governanti la responsabilità che avevano usato per il proprio beneficio. Non avrebbe lasciato indefinitamente le sue pecore nelle loro mani. Inoltre, lui stesso si sarebbe occupato di cercarle e di prendersi cura di loro. Ascoltiamo la sua promessa in Ezechiele 34:10-12.
Ezechiele 34:10-12 — Questo è ciò che il Sovrano Signore Geova dice: ‘Sono contro i pastori. Chiederò loro conto delle mie pecore e non permetterò più loro di pascere le mie pecore; i pastori non pasceranno più sé stessi. Libererò le mie pecore dalla loro bocca, e non saranno più cibo per loro’”. “‘Questo è ciò che il Sovrano Signore Geova dice: “Eccomi! Io stesso ricercherò le mie pecore e ne avrò cura. Avrò cura delle mie pecore come fa un pastore che, trovate le sue pecore disperse, le pasce. Le libererò da tutti i luoghi nei quali furono disperse in un giorno di nuvole e di fitta oscurità.
Queste parole si tradussero in fatti. Nel 607 prima della nostra era, Geova si servì dei babilonesi, che invasero il paese, per togliere il potere a quei pastori egoisti. Settant’anni dopo tornò a liberare le sue pecore: fece uscire i suoi servitori da Babilonia e li riportò nella loro terra. Lì avrebbero potuto ristabilire la pura adorazione. In questo modo dimostrò che la sua promessa di prendersi cura del gregge non era solo un’espressione di buone intenzioni.
Che fiducia ci dà sapere che Geova mantiene ciò che promette! Quando affrontiamo delle difficoltà, ricordare i suoi atti di liberazione rafforza la nostra fede. Questo non significa che tutti i problemi scompaiano immediatamente. Gli israeliti che tornarono si sarebbero trovati ancora sotto autorità umane e avrebbero affrontato dei pericoli. Perciò la profezia non terminava con il loro ritorno. Geova aveva annunciato una soluzione molto più duratura: un pastore che si sarebbe davvero preso cura delle sue pecore.
Il contrasto con i capi del passato sarebbe stato enorme. Questo pastore avrebbe nutrito il gregge e, sotto le sue cure, le pecore avrebbero goduto delle benedizioni di Geova. Questa promessa ci aiuta a capire sia come Geova si prende cura di noi spiritualmente oggi sia cosa ci attende nel futuro. Leggiamo Ezechiele 34:22-24 e 26.
Ezechiele 34:22-24,26 — Salverò le mie pecore, e non saranno più qualcosa da predare; e giudicherò fra una pecora e l’altra. Susciterò su di loro un solo pastore, il mio servitore Davide, e lui le pascerà. Lui stesso le pascerà e diventerà il loro pastore. Io, Geova, diventerò il loro Dio, e il mio servitore Davide un capo in mezzo a loro. Io, Geova, ho parlato. Farò di loro e dei dintorni del mio colle una benedizione, e farò scendere la pioggia al tempo opportuno. Ci sarà una pioggia di benedizioni.
Chi è quel pastore che la profezia chiama Davide? È Gesù, il discendente di Davide che ha il diritto legale di governare. Non si trattava di dare inizio a un’altra successione di re, ma di un unico erede che avrebbe regnato per sempre. Mentre era sulla terra, Gesù dimostrò quanto amava le pecore: diede la sua vita per loro. Ora le pasce dal cielo. La sua autorità è accompagnata da un profondo interesse per il loro benessere.
Nel 1914 Geova fece Gesù Re e gli affidò il compito di pascere e nutrire le sue pecore sulla terra. Nel 1919 Gesù nominò lo schiavo fedele e saggio per provvedere cibo spirituale ai servitori di Dio, sia a quelli che hanno la speranza celeste sia a quelli che hanno la speranza terrena. Sotto la guida di Cristo, quel cibo ci aiuta a promuovere la pace e la sicurezza nel paradiso spirituale. Valersene significa accettare questa amorevole cura.
E ci attendono benedizioni ancora più grandi. Nel nuovo mondo tutta la terra sarà un paradiso. Guerre, criminalità, fame, malattie e animali selvatici non minacceranno più l’umanità fedele. Le pecore di Geova godranno della vita eterna e di vera sicurezza. Pensiamo al sollievo di vivere senza paura. Questo è il futuro che il nostro Pastore desidera per i suoi servitori.
Prima di concludere, riflettiamo: cosa impariamo da Geova, il Grande Pastore? Che prendersi cura significa interessarsi di ogni pecora e agire per il suo bene. Gli anziani devono riflettere questo interesse pascendo volenterosamente, con impegno e dando l’esempio. Tutti possiamo imitare la sua tenerezza. Per esempio, se un fratello è scoraggiato, possiamo ascoltarlo con pazienza invece di giudicarlo. Ricordare quanto è prezioso per Geova ci aiuterà a trattarlo con dignità e affetto, specialmente quando ha più bisogno di sostegno.
Geova non è indifferente alla sofferenza delle sue pecore. Lo dimostrò togliendo ai pastori egoisti la loro autorità, liberando il suo popolo e affidandolo alle cure di Gesù. Continuiamo ad accettare il suo cibo spirituale e a riflettere la sua tenerezza. Possiamo guardare al futuro con fiducia: il nostro Pastore ci conosce, si prende cura di noi e manterrà tutte le sue promesse.
Usa tutte le funzioni Premium
Prepara le adunanze più comodamente e usa tutti gli strumenti del sito.
- Navigazione senza pubblicità
- Il mio registratore e trascrizione dal vivo
- Revisione degli incarichi
- Accademia completa
- Articoli audio e lente di lettura
- Commenti Premium
- Commenti salvati e sincronizzati
- Sostieni il progetto e contribuisci a mantenerlo
Piano mensile
3 € al meseRinnovo mensile. Annulla quando vuoi.
Scegli mensilePiano annuale
30 € all’annoPagamento unico per 12 mesi. Nessun rinnovo automatico.
Scegli annuale









