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Efficaci nel ministero per la settimana dal 5 al 11 aprile 2027

Efficaci nel ministero per la settimana dal 5 al 11 aprile 2027

Fare discepoli

Dati dell’incarico

Incarico: Fare discepoli
Durata: 2 min
Lezione e punto: Lezione 11 · Semplicità · punto 5
Obiettivo didattico: Scegliete bene gli esempi che userete. Prima di usare un esempio, chiedetevi:
Ambientazione: Nella Sala del Regno, il presidente della riunione si rivolge alla congregazione per ripassare come scegliere gli esempi quando si insegna a uno studente della Bibbia
Testo biblico associato: Matteo 6:25-27 — “Perciò vi dico: smettete di essere ansiosi per la vostra vita, riguardo a quello che mangerete o che berrete, o per il vostro corpo, riguardo a quello che indosserete. La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Osservate attentamente gli uccelli del cielo: non seminano né mietono né raccolgono in granai, eppure il vostro Padre celeste li nutre. Voi non valete forse più di loro? Chi di voi, essendo ansioso, può allungare di un cubito la durata della propria vita?
Materiale ufficiale: Discorso a cura del presidente della riunione. Ripassa brevemente Una vita piena di amore, lezione 11, punto 5.

Un esempio può aiutarci a capire un’idea che prima ci risultava difficile. Ma, se ha bisogno di troppe spiegazioni, può finire per complicarla. Per questo il punto 5 della lezione 11 di Una vita piena di amore ci incoraggia a scegliere bene gli esempi che useremo.

L’immagine di questa lezione rappresenta Gesù mentre insegna a un gruppo di persone. Intorno a lui ci sono fiori e uccellini. Questa scena ci aiuta a riflettere su quanto potesse essere semplice un esempio tratto da cose conosciute da chi lo ascoltava.

Gesù voleva aiutare i suoi ascoltatori ad avere fiducia nella cura del loro Padre celeste. Notiamo l’esempio che scelse e il modo in cui lo collegò a quell’insegnamento. Leggiamo Matteo 6:25-27.

Matteo 6:25-27 — “Perciò vi dico: smettete di essere ansiosi per la vostra vita, riguardo a quello che mangerete o che berrete, o per il vostro corpo, riguardo a quello che indosserete. La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Osservate attentamente gli uccelli del cielo: non seminano né mietono né raccolgono in granai, eppure il vostro Padre celeste li nutre. Voi non valete forse più di loro? Chi di voi, essendo ansioso, può allungare di un cubito la durata della propria vita?

Gesù indirizzò l’attenzione agli uccelli, qualcosa che i suoi ascoltatori potevano osservare. Non avevano bisogno di conoscenze particolari per seguire il suo ragionamento. Se il Padre celeste nutre gli uccelli, potevano avere fiducia che si interessasse anche a loro. L’esempio portava direttamente all’idea principale.

Quando prepariamo uno studio biblico, possiamo applicare questo consiglio pensando allo studente. È bene scegliere qualcosa che conosce, non semplicemente qualcosa che a noi sembra interessante. Un esempio collegato a un’attività che non ha mai svolto potrebbe richiedere più spiegazioni dell’insegnamento stesso.

Possiamo anche rivedere i dettagli. Se qualcuno non aiuta a capire il punto, possiamo eliminarlo. In questo modo evitiamo che lo studente ricordi una storia interessante, ma non capisca che relazione ha con ciò che sta imparando.

Prima del prossimo studio, ripassiamo l’esempio che pensiamo di usare. Facciamo in modo che sia conosciuto, breve e facile da collegare all’insegnamento. Seguendo il modello di Gesù, usiamo gli esempi per rendere più chiaro il messaggio biblico, non per distogliere l’attenzione da esso.

Fare discepoli

Dati dell’incarico

Incarico: Fare discepoli
Durata: 4 min
Lezione e punto: Lezione 11 · Semplicità · punto 5
Obiettivo didattico: Scegliete bene gli esempi che userete. Prima di usare un esempio, chiedetevi:
Ambientazione: Nel soggiorno di una studentessa, la proclamatrice che conduce il suo studio biblico commenta con lei un’immagine della lezione dopo aver spostato dalla tavola alcuni album di famiglia
Testo biblico associato: 1 Giovanni 4:19 — Noi amiamo perché lui per primo ci ha amato.
Materiale ufficiale: lff lezione 46 punti 1, 2. Metti in scena come non applicare Una vita piena di amore, lezione 11, punto 5.

Proclamatore: Lasciamo gli album su quella sedia? Così abbiamo posto per il libro. Mi è piaciuta la foto che mi hai mostrato di tua madre insieme a te quando eri piccola.

Persona: Sì, mettili lì. Mia madre dice che non mi staccavo mai da lei. Stavo riordinando le foto per portargliele; alcune non le aveva nemmeno mai viste.

Proclamatore: Guarda, nell’immagine di questa lezione compare anche una madre con il suo bambino. Inoltre vediamo del cibo, la Bibbia e una rappresentazione del sacrificio di Gesù. A cosa ti fanno pensare queste immagini?

Persona: Al fatto che riceviamo molte cose che diamo per scontate. Al cibo penso ogni giorno, certo, ma non sempre mi fermo a pensare a ciò che dimostra riguardo a Geova.

Proclamatore: Questa osservazione ha molto a che fare con la domanda del punto uno: “Cosa ci motiva a dedicarci a Geova?” Pensando a quello che hai appena detto, cosa risponderesti?

Persona: La gratitudine, immagino. Però faccio fatica a collegare il sentimento di gratitudine al prendere una decisione così importante. Non voglio dire di essere pronta solo perché so qual è la risposta del libro.

Proclamatore: Capisco; vuoi che la tua risposta sia sincera, non che tu ripeta qualcosa. Per vedere che relazione c’è tra quello che Geova ha fatto per noi e ciò che proviamo per lui, leggerò 1 Giovanni 4:19.

Proclamatore: 1 Giovanni 4:19 — Noi amiamo perché lui per primo ci ha amato. L’amore di Geova viene prima. Conoscendolo e pensando a ciò che ci ha dato, abbiamo ragioni per amarlo. È questo amore che ci motiva a dedicarci a lui.

Persona: Questo lo capisco. Non si tratta semplicemente di ricambiare un favore. Quello di cui ho bisogno è continuare a conoscerlo e pensare di più a ciò che quelle cose significano per me.

Proclamatore: Sì. Per aiutarti a capirlo meglio, immagina un mixer, di quelli che si usano per registrare musica. Ha diversi ingressi, controlli del guadagno, un equalizzatore e un’uscita principale.

Persona: Un mixer? Ne ho visto qualcuno in televisione, ma non so come funziona. Vuoi dire che dobbiamo ascoltare meglio? Con tutti quei controlli mi sto già un po’ perdendo.

Proclamatore: Non esattamente. Pensa che ogni cosa che Geova ci dà entri attraverso un canale diverso. Il cibo sarebbe un canale; la Bibbia, un altro. Poi devi regolare ogni ingresso per ascoltare l’insieme.

Persona: Ma io non saprei regolarne nemmeno uno. A casa, quando il televisore si sente male, chiamo mia figlia. Che cosa dovrei regolare in questo esempio?

Proclamatore: L’attenzione che presti a ciascuna cosa. Aspetta, forse ti aiuterà distinguere due controlli: uno regola il segnale che entra e l’altro il volume che esce. Non fanno esattamente la stessa cosa.

Persona: A quel punto mi hai perso. Stavo pensando all’affetto di mia madre e a ciò che ho imparato su Geova. Ora sto cercando di capire i pulsanti. Devo sapere questo per rispondere alla domanda?

Proclamatore: Non devi sapere come usare l’apparecchio. Voglio spiegare che i diversi ingressi arrivano a un’uscita comune. Possiamo disegnarlo: qui mettiamo quattro canali e qui il controllo principale.

Persona: E il controllo principale sarebbe il mio amore per Geova o la mia decisione di dedicarmi? Non so dove mettere ogni cosa. All’inizio credevo di capire l’idea, ma ora ho più domande.

Proclamatore: Non tutti i dettagli devono rappresentare qualcosa. Possiamo lasciare fuori l’equalizzatore e tenere gli ingressi e l’uscita. Però, per capire perché ci sono diversi controlli, dovrei spiegarti un’altra cosa.

Persona: Preferirei non aggiungere altro. La frase della Bibbia era breve e potevo collegarla alle immagini. La musica mi ha allontanato dal dubbio che avevo.

Proclamatore: Allora lasciamo qui il disegno. Pensavo che questo esempio ti avrebbe aiutato perché per me è familiare. Vuoi continuare con il punto due o preferisci rileggere la domanda?

Proclamatore: Intendi come passare dalla gratitudine al desiderio di dedicarti? Con il disegno cercavo di mostrare che non basta elencare ciò che riceviamo; è importante pensare a ciò che queste cose ci insegnano su Geova e a ciò che proviamo per lui.

Persona: Sì, ma i controlli mi fanno pensare che dovrei poter aumentare il mio amore fino a raggiungere un certo livello. E questo mi preoccupa. Posso riconoscere molte cose buone senza sentirmi ancora pronta a prendere quella decisione.

Proclamatore: Non volevo dire che l’amore si possa misurare in quel modo. I canali rappresentavano solo diverse ragioni per amare Geova. Per esempio, potremmo scrivere accanto a ogni ingresso ciò che ti fa provare ogni dono, invece di usare nomi tecnici.

Persona: Ma continueremmo a completare il disegno. Quando guardavo la foto di mia madre pensavo al suo affetto, non a fare un elenco. Preferirei esprimere qualcosa di così semplice riguardo a Geova.

Persona: Torniamo alla domanda prima di andare avanti. Vorrei spiegare con parole mie ciò che ho capito dal testo e vedere se l’ho compreso bene, senza dover ricordare come funziona quell’apparecchio.

Fare discepoli

Dati dell’incarico

Incarico: Fare discepoli
Durata: 3 min
Lezione e punto: Lezione 11 · Semplicità · punto 5
Obiettivo didattico: Scegliete bene gli esempi che userete. Prima di usare un esempio, chiedetevi:
Ambientazione: In una sala studio della biblioteca, un proclamatore e il suo studente riprendono lo studio dopo che quest’ultimo restituisce un libro e parlano della sua preoccupazione riguardo al dedicarsi a Geova
Testo biblico associato: 1 Giovanni 4:10,19 — L’amore sta in questo: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è stato lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. Noi amiamo perché lui per primo ci ha amato.
Materiale ufficiale: lff lezione 46 punti 1, 2 (lmd lezione 11 punto 5).

Proclamatore: Sei riuscito a restituire il libro o c’era molta coda?

Persona: Sì, è fatto. Lo avevo nello zaino da ieri. A proposito, ho letto anche la parte della nostra lezione. Ho continuato a pensare alla domanda su cosa ci motiva a dedicarci a Geova.

Proclamatore: Cosa ti ha fatto riflettere su quella domanda?

Persona: Capisco che Dio ci ha dato molto. Ma prendere una decisione per gratitudine… A volte qualcuno ti aiuta e poi sembra che tu non possa più dirgli di no. Non vorrei farlo perché mi sento in debito.

Proclamatore: Essere grati per qualcosa e avere la sensazione che qualcuno ti presenti il conto sono due cose diverse. Quello che dici è importante: non vuoi prendere una decisione solo per obbligo. Per vedere che relazione c’è tra l’amore di Geova e la nostra risposta, leggerò 1 Giovanni 4:10 e 19.

Proclamatore: 1 Giovanni 4:10,19 — L’amore sta in questo: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è stato lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. Noi amiamo perché lui per primo ci ha amato. Il brano mette in risalto che Geova ha preso l’iniziativa amandoci. Ha persino mandato suo Figlio per noi. Diresti che conoscere questo amore può suscitare qualcosa di diverso dal sentirsi in debito?

Persona: Può farti desiderare di amarlo. Ma una cosa è capire che qualcuno ti ama e un’altra è provare tu quell’affetto. Non compare solo perché qualcuno ti dice che dovrebbe comparire.

Proclamatore: Certo, non basta che qualcuno ti dica che devi provare un sentimento. Pensiamo a un esempio semplice: un amico ti porta da mangiare quando sei malato. Cosa ti fa apprezzare il suo gesto: il prezzo del cibo o il fatto che si sia ricordato di te e si sia preoccupato?

Persona: Il fatto che si sia preoccupato. Una volta il mio vicino ha fatto proprio questo. Avevo da mangiare, ma ho apprezzato che mi avesse chiamato per sapere come stavo.

Proclamatore: Quindi ciò che ti ha toccato è stato l’interesse che ha mostrato per te, non il valore di quello che avrebbe potuto darti.

Persona: Sì. Non ho cominciato a calcolare come ricambiargli il favore. Da allora parliamo di più. Anche se capisco che dedicarsi a Geova è una decisione molto più grande.

Proclamatore: È così. L’esempio ci aiuta solo a distinguere tra ripagare un debito e rispondere all’affetto. Guarda l’immagine della lezione: vi compaiono l’amore, il cibo, la Bibbia e il sacrificio di Gesù. Su quale vorresti soffermarti per pensare non solo a ciò che ricevi, ma anche all’amore di Geova?

Persona: Sulla Bibbia. Alcune cose che ho imparato mi sono state molto utili. Devo ancora capire meglio il sacrificio di Gesù; non voglio dire che lo apprezzo molto solo perché è la risposta che ci si aspetta.

Proclamatore: Possiamo dedicare del tempo a questo. E riguardo alla Bibbia, quale insegnamento ti ha aiutato in modo particolare? Possiamo iniziare da qualcosa che già apprezzi e pensare a ciò che ti permette di conoscere riguardo a Geova.

Proclamatore: È bene che tu lo esprima con sincerità. Che cosa ti è più difficile capire del sacrificio di Gesù?

Persona: Capisco che è stato fatto per i nostri peccati, ma mi è difficile collegarlo a me. Con la Bibbia noto come mi aiuta; con il sacrificio di Gesù non mi è ancora così chiaro.

Proclamatore: Questa differenza ci aiuta a capire che cosa possiamo chiarire. Il brano che abbiamo letto non menziona solo ciò che Geova ha fatto, ma anche perché lo ha fatto: per amore. Possiamo esaminare in che modo quel sacrificio ci beneficia e cosa ci insegna riguardo a lui.

Persona: Sì, mi piacerebbe capire questa relazione, non solo imparare una spiegazione a memoria.

Persona: Sapere che posso parlargli in preghiera. Prima non lo vedevo come qualcuno che si interessasse a me. Mi piacerebbe iniziare da lì.

Fare discepoli

Dati dell’incarico

Incarico: Fare discepoli
Durata: 3 min
Lezione e punto: Lezione 11 · Semplicità · punto 5
Obiettivo didattico: Scegliete bene gli esempi che userete. Prima di usare un esempio, chiedetevi:
Ambientazione: Nella cucina di una studentessa, la proclamatrice che conduce il suo studio biblico riprende lo studio mentre entrambe fanno spazio accanto a una pianta che la studentessa ha appena rinvasato
Testo biblico associato: Ebrei 13:4 — Il matrimonio sia tenuto in alta considerazione da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, perché Dio giudicherà chi pratica l’immoralità sessuale o l’adulterio.
Materiale ufficiale: lff lezione 41 introduzione e punto 1 (lmd lezione 11 punto 5).

Proclamatore: Ti dà fastidio che il vaso sia qui per appoggiare il libro?

Persona: No, lascialo lì, così prende luce. Me l’hanno regalata e sto cercando di farla durare. A proposito, ho visto l’argomento della lezione e mi sono sentita un po’ in imbarazzo.

Proclamatore: Ti mette a disagio parlare di sesso?

Persona: Sì. Nella mia famiglia non se ne parlava mai. E non sapevo se durante lo studio avrei dovuto raccontare cose personali.

Proclamatore: Non devi raccontarmi nulla di privato. Possiamo concentrarci su ciò che insegna la Bibbia. L’introduzione riconosce che molte persone si sentono a disagio, ma spiega che Geova tratta questo argomento con chiarezza e rispetto.

Persona: Così possiamo parlarne. Anche se faccio fatica a capire perché una religione debba dire cosa può fare una coppia.

Proclamatore: Capisco la tua domanda. L’introduzione non parte dall’opinione di una persona, ma dal fatto che Geova ci ha creati e sa cosa è meglio per noi. Che differenza ci sarebbe tra le due cose?

Persona: Se ci ha creati, ci conosce meglio. Ma faccio ancora fatica a vedere alcune norme come un aiuto e non come un divieto.

Proclamatore: Possiamo esaminare che cosa proteggono, senza dare per scontato che tu sia già d’accordo. Per iniziare, vediamo quanto valore dà Geova al matrimonio. Leggerò Ebrei 13:4; nota come si aspetta che lo trattiamo.

Proclamatore: Ebrei 13:4 — Il matrimonio sia tenuto in alta considerazione da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, perché Dio giudicherà chi pratica l’immoralità sessuale o l’adulterio. In base a ciò che abbiamo appena letto, basta sposarsi o conta anche il modo in cui i coniugi si comportano?

Persona: Conta come si comportano. Questo lo capisco. Conosco coppie che hanno celebrato un matrimonio bellissimo e poi si sono fatte molto male. Perciò non credo che sposarsi risolva tutto.

Proclamatore: Hai ragione: un matrimonio non garantisce che ci si tratti bene. Pensa alla tua pianta. Metterla in un vaso bello non basta a mantenerla sana. Di cos’altro ha bisogno?

Persona: Luce, acqua… e devo ricordarmi di prendermene cura anche dopo i primi giorni.

Proclamatore: Esatto. L’esempio illustra solo questo: qualcosa che apprezziamo ha bisogno di cure continue. Anche onorare il matrimonio non si limita al giorno delle nozze. Include rispettarlo in seguito ed essere fedeli al coniuge.

Persona: Essere fedeli mi sembra logico. Ma la Bibbia dice anche che i rapporti sessuali sono solo per chi è sposato?

Proclamatore: Sì. Questo è il limite che Geova stabilisce per i rapporti sessuali. Non presenta il sesso come qualcosa di vergognoso, ma come qualcosa che va rispettato all’interno del matrimonio.

Persona: È diverso da ciò che pensa molta gente che conosco. Devo rifletterci; non ti dirò che la vedo già allo stesso modo.

Proclamatore: Non devi rispondere in fretta. Per ora, come spiegheresti con parole tue ciò che abbiamo imparato sull’onorare il matrimonio?

Persona: Che per Geova è qualcosa di prezioso. Non si tratta solo di celebrare un matrimonio, ma di aver cura di quella relazione e rispettare ciò che lui dice.

Proclamatore: E c’è un altro dettaglio: il testo dice che tutti devono onorare il matrimonio. Pensi che questo includa anche chi non è sposato?

Persona: Non ci avevo pensato. Se una persona non ha un compagno, come può dimostrare questo rispetto?

Proclamatore: Per esempio, se prova attrazione per una persona sposata, può decidere di non alimentare una relazione romantica con lei. Anche se non si tratta del suo matrimonio, rispetterebbe un’unione che Geova considera preziosa. Vedi in che modo la riguarda?

Persona: Sì. Non si tratta solo di aver cura della mia relazione, ma anche di rispettare il matrimonio degli altri.

Proclamatore: È proprio questo il punto. Se vuoi, prima di continuare possiamo ripassare qualsiasi dubbio ti sia rimasto su questo primo punto.

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