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Studio della Torre di Guardia per la settimana dal 18 al 24 gennaio 2027

Studio della Torre di Guardia per la settimana dal 18 al 24 gennaio 2027

Come rafforzare la nostra amicizia con Geova e con Gesù

1. Come sappiamo che Geova vuole che lo conosciamo e lo amiamo?

Salmi 139:1-4 — O Geova, tu mi hai scrutato, e mi conosci. Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo; comprendi i miei pensieri da lontano. Mi osservi quando viaggio e quando mi riposo; ti sono familiari tutte le mie vie. Prima ancora che una sola parola sia sulla mia lingua, tu, o Geova, sai già tutto quanto.

Risposta 1: Questo salmo mostra che Geova ci conosce personalmente, persino prima che esprimiamo i nostri pensieri. Il suo interesse ci aiuta a capire che desidera avere una relazione stretta con noi.

Risposta 2: Lo sappiamo perché Geova ci ha creato con la capacità di sviluppare un’amicizia con lui. Non ci ha dato solo la vita; ha anche reso possibile che arrivassimo a conoscerlo e ad amarlo. Questo ci ricorda che avvicinarci a lui non significa cercare di ottenere qualcosa che non desidera darci. Al contrario, stiamo rispondendo al suo stesso desiderio che diventiamo suoi amici. Riflettere su questa sua iniziativa ci riempie di gratitudine.

Risposta 3: Geova dimostra di volere la nostra amicizia dal modo in cui tratta coloro che desiderano avvicinarsi a lui. Ascolta le loro preghiere e fornisce loro l’aiuto e la guida di cui hanno bisogno. Il suo interesse, quindi, non è distante né impersonale. Possiamo parlargli con fiducia, certi che si interessa di noi. Sapere che il Creatore presta attenzione ai nostri bisogni ci rende felici e ci spinge a continuare a conoscerlo meglio.

2. Perché sappiamo che possiamo essere amici di Geova anche se siamo imperfetti?

Romani 5:10 — Infatti se quando eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio attraverso la morte di suo Figlio, tanto più ora che siamo stati riconciliati saremo salvati mediante la sua vita.

Risposta 1: Questo versetto spiega che la morte di Gesù ha reso possibile la nostra riconciliazione con Dio. Quindi la nostra imperfezione non rende irraggiungibile la sua amicizia. Geova stesso ha provveduto il mezzo per permetterci di avvicinarci a lui. Anziché pensare solo ai nostri limiti, possiamo ricordare con gratitudine ciò che lui e suo Figlio hanno fatto per noi.

Risposta 2: Perché Geova non ha aspettato che gli esseri umani diventassero perfetti per dimostrare di amarli. Anche se nasciamo lontani da lui a causa del peccato di Adamo ed Eva, fu disposto a pagare un prezzo altissimo per aiutarci. Mandò il suo caro Figlio. Questo dimostra quanto apprezzi la possibilità di averci come amici. Se i nostri errori ci scoraggiano, ricordare questa amorevole iniziativa può aiutarci a non considerare impossibile la nostra amicizia con lui.

Risposta 3: Gesù insegnò che i limiti umani non impediscono a Geova di realizzare il suo proposito. Noi non potevamo risolvere da soli l’allontanamento da Dio causato dal peccato. Ma Geova poteva aprire la via, e lo fece mediante suo Figlio. Perciò la fiducia che possiamo essere suoi amici non si basa sulle nostre capacità, ma sulla potenza e sull’amore di Geova.

Risposta 4: Ciò che Geova e Gesù hanno fatto ci permette di avvicinarci a loro, ma anche noi dobbiamo rispondere al loro amore. Il paragrafo collega questa amicizia all’ubbidienza ai comandamenti di Gesù. Non dobbiamo aspettare di essere perfetti per iniziare a coltivare questa relazione. Possiamo dimostrare fin da ora che apprezziamo il loro amore sforzandoci di ubbidire. In questo modo la nostra gratitudine non rimane solo un sentimento, ma influisce sulla nostra condotta.

3. Perché la nostra relazione con Geova è molto diversa dall’amicizia che possiamo avere con qualsiasi essere umano?

Salmi 15:1 — O Geova, chi sarà ospite nella tua tenda? Chi risiederà sul tuo monte santo?

Risposta 1: La domanda del salmista trasmette quanto apprezzasse la possibilità di stare vicino a Geova. Non si tratta dell’amicizia con qualcuno che è al nostro stesso livello, ma con il Creatore. Perciò, anche se possiamo sentirci molto vicini a lui, non perdiamo mai di vista la sua grandezza. La sua amicizia è un privilegio che merita la nostra gratitudine e il nostro profondo rispetto.

Risposta 2: La differenza principale sta in chi è Geova: è il Dio Onnipotente e il nostro Creatore. Un amico umano condivide i nostri limiti, mentre Geova è di gran lunga superiore a noi. È quindi straordinario che desideri avere una relazione personale con noi. Possiamo godere della sua vicinanza senza trattarlo come se fosse semplicemente un altro compagno. La nostra amicizia con lui è sempre accompagnata da amore, umiltà e profondo rispetto.

Risposta 3: Avere l’amicizia di Geova è un onore senza paragoni. A volte potremmo abituarci a parlare di lui come del nostro amico e dimenticare cosa significa: il Creatore ci permette di avvicinarci a lui. Meditare su questa realtà ci aiuta a non dare per scontata la sua amicizia. Piuttosto, desideriamo conoscerlo meglio e sforzarci di rafforzare una relazione che nessuna amicizia umana può sostituire.

4. Che cosa potremmo trovare difficile da credere a volte?

Romani 6:23 — Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna mediante Cristo Gesù nostro Signore.

Risposta 1: Possiamo accettare ciò che questo testo insegna sulla vita eterna e, allo stesso tempo, chiederci se Geova desideri la nostra amicizia personale. Il paragrafo distingue queste due cose. Forse non dubitiamo del suo proposito per l’umanità, ma i nostri errori ci fanno sentire indegni del suo affetto. Riconoscere questa preoccupazione ci aiuta a capire cosa dobbiamo rafforzare: la fiducia nel suo interesse per noi.

Risposta 2: A volte facciamo fatica a credere che Geova voglia essere nostro amico perché vediamo molto da vicino le nostre imperfezioni. Sappiamo quanti errori commettiamo e forse pensiamo troppo a essi. Così, anche se riconosciamo che Geova ama i suoi servitori, ci risulta più difficile applicare questa verità a noi stessi. Il paragrafo esprime a parole questa preoccupazione personale, che non dobbiamo confondere con una mancanza di conoscenza delle promesse di Dio.

Risposta 3: Potremmo fare fatica a passare dal pensare che Geova ama le persone all’essere convinti che desideri essere nostro amico. La differenza sta nel sentire il suo interesse come qualcosa di personale. La nostra imperfezione può farci dubitare che si interessi affettuosamente di noi. Per questo è utile esaminare ciò che Geova ha fatto per avvicinarci a lui, invece di trarre conclusioni basandoci unicamente su come ci sentiamo.

5. Perché possiamo essere convinti che Geova vuole essere nostro amico? (Vedi anche l’immagine.)

Giovanni 3:16 — “Infatti Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito, affinché chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna.

Risposta 1: Geova dimostrò il suo amore dando ciò che aveva di più prezioso: il suo Figlio unigenito. Non si limitò a esprimere buoni desideri per l’umanità. Fece un sacrificio straordinario per salvarci. Perciò, quando dubitiamo che desideri la nostra amicizia, possiamo pensare al prezzo che fu disposto a pagare per renderla possibile.

Risposta 2: Una ragione è che Geova iniziò ad agire subito dopo la ribellione di Adamo ed Eva. Non permise che il loro peccato eliminasse ogni possibilità di avvicinarci a lui. Da allora mise in atto ciò che era necessario per salvare l’umanità. Questa iniziativa dimostra che il nostro benessere e la nostra amicizia erano importanti per lui. Meditare su questo ci aiuta a vedere il suo proposito come un’espressione d’amore, non come un obbligo.

Risposta 3: L’imperfezione ereditata non fece smettere Geova di amare gli esseri umani. Questo particolare è molto confortante, perché a volte noi vediamo solo i nostri difetti. Geova, invece, ha continuato ad agire con amore affinché potessimo avvicinarci a lui. Le sue azioni ci danno una solida base per confidare nel suo affetto. Pertanto, non dovremmo permettere che i sentimenti di inadeguatezza pesino più delle prove del suo amore.

Risposta 4: L’immagine mette a confronto la disubbidienza di Adamo con il sacrificio di Gesù sul palo. Ci aiuta a ricordare sia l’origine del nostro allontanamento da Dio sia ciò che Geova fece per porvi rimedio. Permise che il suo caro Figlio morisse affinché potessimo essere suoi amici. Contemplando questo contrasto, vediamo che la nostra amicizia con Geova poggia su una dimostrazione d’amore molto costosa. Questo ci spinge ad apprezzarla e a custodirla.

6. Cosa fa Geova per aiutarci ad avvicinarci a lui? (Giacomo 4:8).

Giacomo 4:8 — Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi. Pulite le vostre mani, o peccatori, e purificate i vostri cuori, o indecisi.

Risposta 1: Questo versetto ci assicura che Geova risponde quando ci impegniamo per avvicinarci a lui. Non ci lascia fare da soli tutto lo sforzo necessario per coltivare l’amicizia. Questa sua disposizione ci spinge a fare passi concreti, come parlargli con sincerità e correggere ciò che è necessario nella nostra vita. Sappiamo che desidera aiutarci ad avere una relazione più stretta con lui.

Risposta 2: Geova ci attira con affetto, anche se conosce la nostra imperfezione. Non si limita a permetterci di essere suoi amici, ma prende provvedimenti per aiutarci ad avvicinarci a lui. Questo ci insegna molto sul modo in cui ci tratta: mostra interesse personale e ci incoraggia a rispondere al suo amore. Se a volte ci sentiamo poco importanti, ricordare che desidera attirarci può darci la fiducia necessaria per continuare a coltivare la nostra amicizia.

Risposta 3: Ci invita a parlargli regolarmente e a dirgli ciò che proviamo davvero. Non dobbiamo limitare le nostre preghiere ad argomenti generali; possiamo esprimergli le nostre preoccupazioni e aprirgli il cuore. Questa comunicazione sincera rafforza l’amicizia. Il paragrafo ci incoraggia ad approfittarne, soprattutto quando qualcosa ci pesa. Invece di tenere per noi tutti i nostri sentimenti, possiamo rivolgerci a Geova con la fiducia che desidera ascoltarci.

Risposta 4: Oltre ad ascoltare le nostre preghiere, Geova risponde. La lettera ai Filippesi spiega che possiamo presentargli le nostre richieste e ricevere la pace che lui dà. Perciò la preghiera non è semplicemente un modo per esprimere ciò che proviamo: fa parte di una relazione reale con un Padre che si interessa di noi. Più approfittiamo di questo aiuto, più motivi abbiamo per confidare in lui e continuare ad avvicinarci con gratitudine.

7. Quale qualità mostra Geova ai suoi amici, e cosa significa questo per noi? (Esodo 34:6).

Esodo 34:6 — E Geova passò davanti a lui e dichiarò: “Geova, Geova, Dio misericordioso e compassionevole, che è paziente e abbonda in amore leale e verità,

Risposta 1: Geova si descrive come un Dio il cui amore leale è abbondante. Questo significa che il suo affetto per i suoi amici non è superficiale né passeggero. È accompagnato da impegno e profondo attaccamento. Saperlo ci dà sicurezza: quando coltiviamo la sua amicizia, possiamo contare su qualcuno che rimane al nostro fianco e desidera aiutarci, pur conoscendo le nostre debolezze.

Risposta 2: Geova ama tutti, ma ai suoi amici mostra amore leale. Il paragrafo spiega che questa qualità implica impegno e profondo attaccamento. Perciò la sua amicizia non è instabile e non dipende da un interesse momentaneo. Possiamo confidare nel fatto che si interessa sinceramente di noi. Questa sicurezza ci aiuta ad affrontare le difficoltà senza pensare di essere soli o di aver smesso di contare per lui.

Risposta 3: Il suo amore leale lo spinge a perdonarci e ad aiutarci. Questo è particolarmente importante perché Geova conosce i nostri errori, e noi potremmo sentirci scoraggiati a motivo di essi. Il paragrafo non presenta un amico che si allontana appena vede le nostre debolezze, ma qualcuno che desidera sostenerci. Ricordarlo ci incoraggia a cercare il suo aiuto per migliorare, invece di allontanarci da lui per vergogna o scoraggiamento.

Risposta 4: Mi colpisce che la Bibbia metta tante volte in risalto l’immensità dell’amore leale di Geova. Non si tratta solo del fatto che possieda questa qualità, ma che la dimostri con straordinaria generosità. Questo ci aiuta a correggere il modo in cui lo vediamo. Quando sorgono dubbi sul suo affetto, possiamo ricordare che il suo amore è molto più grande di quanto i nostri sentimenti limitati ci permettano di percepire.

8. In che modo Geova dimostrò di non aver mai dimenticato i suoi amici Abraamo e Davide? (Vedi anche l’immagine).

Isaia 41:8 — “Ma tu, o Israele, sei il mio servitore, tu, o Giacobbe, sei quello che ho scelto, la discendenza del mio amico Abraamo,

Risposta 1: Geova continuava a riconoscere Abraamo come suo amico centinaia di anni dopo la sua morte. Il passare del tempo non aveva cancellato l’affetto che provava per lui. Questo ci insegna che Geova non dimentica coloro che hanno coltivato un’amicizia con lui. Il suo ricordo e il suo amore sono molto più saldi di quelli di qualsiasi essere umano.

Risposta 2: Nel caso di Davide, Geova mantenne presente la promessa di stabilire il suo trono per sempre. Molto tempo dopo, annunciò che Gesù avrebbe ricevuto quel trono. In questo modo dimostrò di non aver dimenticato ciò che aveva detto al suo amico. Questo esempio ci aiuta a confidare nelle sue promesse: anche se passa molto tempo, Geova non perde di vista i suoi impegni e non smette di apprezzare coloro che gli sono stati fedeli.

Risposta 3: Geova non si limitò a ricordare la promessa fatta a Davide, ma la adempì. Il paragrafo indica che nel 1914 nominò Gesù, il Messia, Re in cielo. Vediamo così che la sua lealtà si dimostra con i fatti. La lezione per noi è che possiamo confidare in Geova anche quando l’adempimento di una promessa non è immediato. Non dimentica né i suoi amici né ciò che ha promesso loro.

Risposta 4: Gli esempi di Abraamo e Davide mostrano due aspetti molto belli dell’amicizia di Geova. Conservò il suo affetto per Abraamo e mantenne il suo impegno con Davide. In altre parole, non dimenticò né la persona né la promessa. Questo ci aiuta a comprendere meglio il suo amore leale. La nostra amicizia con lui non perde valore con il passare del tempo; perciò vale la pena averne cura e rimanere vicini a lui.

9. Cosa impari da quello che accadde ad Anna? (Vedi anche l’immagine).

1 Samuele 2:21 — Geova rivolse poi la sua attenzione ad Anna, e così lei rimase incinta ed ebbe ancora tre figli e due figlie. E il piccolo Samuele continuava a crescere presso Geova.

Risposta 1: Geova non aveva dimenticato Anna. Oltre a Samuele, ebbe altri cinque figli. La sua esperienza dimostra che Geova si interessa dei suoi amici e prova compassione per loro. Anche se qualcuno si sente insignificante, questo non significa che lo sia per Geova. Anna ci aiuta a confidare nel suo affetto e nella sua attenzione personale.

Risposta 2: Imparo che non dovremmo paragonarci a servitori di Geova molto conosciuti e concludere di valere meno. Il paragrafo menziona Anna proprio per mostrare che Geova non riserva il suo amore leale a persone come Abraamo o Davide. Si interessa anche di chi soffre e può sentirsi di poco valore. Perciò la nostra fiducia nella sua amicizia non dovrebbe dipendere dall’importanza che pensiamo di avere.

Risposta 3: Anna mi insegna ad aprire il cuore a Geova quando qualcosa mi fa soffrire. Le crudeli derisioni di Penninna le causavano molto dolore, ma lei si rivolse al suo Padre celeste e gli espresse ciò che provava. Anche noi possiamo parlargli con la stessa sincerità. Non dobbiamo nascondere le nostre emozioni né pensare che le nostre preoccupazioni siano troppo piccole. Coltivare questa comunicazione ci aiuta a cercare il sostegno del nostro migliore amico.

Risposta 4: Le circostanze dolorose di Anna non dimostravano che Geova avesse smesso di amarla. Non poteva avere figli e, inoltre, sopportava le derisioni di Penninna. Tuttavia Geova ascoltò la sua preghiera e si interessò della sua sofferenza. Questo mi insegna a non misurare l’affetto di Dio soltanto in base alle difficoltà che sto affrontando. Posso continuare ad avvicinarmi a lui, certo che i miei sentimenti gli stanno a cuore.

Risposta 5: Mi incoraggia vedere che Geova non considerò irrilevante la sofferenza di Anna. Ascoltò la sua richiesta e, nel suo caso, rispose permettendole di avere figli. Il punto messo in risalto dal paragrafo è il suo amore leale verso tutti i suoi amici. Perciò, se mai mi sentissi di poco valore, posso ricordare Anna. Il modo in cui io mi vedo non cambia la capacità di Geova di interessarsi teneramente di me.

10. Perché i consigli di Geova sono infinitamente superiori a quelli degli esseri umani? (Salmo 119:98-100).

Salmi 119:98-100 — Il tuo comandamento mi rende più saggio dei miei nemici, perché è con me per sempre. Ho più perspicacia di tutti i miei insegnanti, perché rifletto sulle tue esortazioni. Mi comporto con più intendimento degli anziani, perché osservo i tuoi ordini.

Risposta 1: Il salmista mise in relazione la sua sapienza con il riflettere sulla guida di Geova e ubbidirle. Questo è il vantaggio dei suoi consigli: ci aiutano a sviluppare vero intendimento. Non basta conoscerli; meditandoci e mettendoli in pratica, impariamo a prendere decisioni migliori.

Risposta 2: I consigli di Geova sono superiori perché lui sa tutto e vuole il meglio per noi. Un essere umano, anche se ha esperienza, rimane imperfetto e ha conoscenze limitate. Geova, invece, unisce sapienza perfetta all’amore per chi lo ascolta. Per questo possiamo fidarci delle sue indicazioni. Non ci guida per il proprio beneficio, ma per il nostro bene, e prestare attenzione alla sua Parola ci fa sempre bene.

Risposta 3: Un altro vantaggio è che la guida di Geova è sempre disponibile e non costa nulla. Non dobbiamo aspettare che il nostro migliore amico abbia tempo di ascoltarci, perché lui non si stanca e non ha bisogno di dormire. Possiamo rivolgerci a lui in preghiera in qualsiasi momento. Questo rende il suo aiuto incomparabile: oltre a essere perfettamente saggio, Geova è attento ai bisogni di chi desidera ricevere la sua guida.

Risposta 4: Geova non si limita a dirci cosa fare, ma ci dà sapienza. Leggendo la sua Parola, meditandoci e ubbidendole, impariamo a vedere le situazioni con maggiore chiarezza. Il paragrafo mette in risalto che ascoltare i suoi consigli ci fa sempre ottenere il meglio. Perciò, davanti a una decisione, è bene chiederci prima quale guida offre Geova. In questo modo dimostriamo di apprezzare il nostro migliore amico anche come il migliore Consigliere.

11. In che modo Geova dimostra di essere un amico molto generoso?

Giacomo 1:5 — Se qualcuno di voi manca di sapienza, continui a chiederla a Dio e gli sarà data, perché egli dà generosamente a tutti e senza trovare da ridire.

Risposta 1: Geova dimostra generosità dandoci la sapienza di cui abbiamo bisogno. Non ci fa sentire un peso quando gli chiediamo aiuto né ci rimprovera per i nostri limiti. Questo ci incoraggia a rivolgerci a lui quando non sappiamo come affrontare un problema. Abbiamo un amico che desidera aiutarci a pensare con chiarezza e che ci invita a continuare a cercare la sua guida.

Risposta 2: La sua generosità si vede anche nel fatto che ci dà la vita e ciò che è necessario per goderne. Il paragrafo non parla solo di sopravvivere, ma di ricevere cose buone che ci danno gioia. Riflettere su questo ci aiuta a riconoscere il suo affetto nelle cose che a volte diamo per scontate. Possiamo rafforzare la nostra amicizia con Geova ringraziandolo in modo concreto per ciò che riceviamo da lui e riconoscendo che è un Padre molto generoso.

Risposta 3: Geova è generoso anche nel modo in cui ci tratta. Anche se siamo imperfetti, ci mostra rispetto e dignità, ci fa sentire amati ed è disposto a perdonare. Questa combinazione è molto preziosa, perché non abbiamo bisogno solo di aiuto materiale o consigli; abbiamo anche bisogno di sentire che ci tiene a noi. Il suo modo di trattarci ci avvicina a lui e ci insegna come dimostrare affetto e considerazione ai nostri amici.

Risposta 4: La più grande prova della sua generosità è il fatto che abbia dato la vita del suo amato Figlio. Grazie a questo dono abbiamo la possibilità di vivere per sempre. Questo ci aiuta a vedere nella giusta prospettiva tutte le altre espressioni della sua bontà. Geova non ci ha dato soltanto cose che gli costavano poco; è stato disposto a dare ciò che aveva di più prezioso. Meditando su questo, cresce il nostro desiderio di ricambiare il suo amore.

12. Secondo Ebrei 11:6, cosa ci serve per essere buoni amici di Geova?

Ebrei 11:6 — Senza fede è impossibile piacere a Dio, perché chi si avvicina a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa quelli che lo cercano assiduamente.

Risposta 1: Abbiamo bisogno di fede. Questo significa essere convinti che Geova esiste e che apprezza gli sforzi di chi lo cerca sinceramente. Non basta conoscere informazioni su di lui. La nostra fiducia deve spingerci ad avvicinarci a lui e a prenderci cura della nostra relazione. In questo modo dimostriamo di credere sia nella sua esistenza sia nel suo desiderio di ricompensarci.

Risposta 2: Per essere buoni amici di Geova dobbiamo fare la nostra parte. Lui desidera la nostra amicizia, ma noi dobbiamo cercarlo con impegno e sforzarci di mantenere forte la relazione. Questo significa che non possiamo trattare l’amicizia come qualcosa che si conserva automaticamente. La fede ci spinge a dedicarle attenzione e a dimostrare con il nostro modo di vivere che desideriamo rimanere vicini a lui.

Risposta 3: Dobbiamo anche avere fiducia nel fatto che Geova desidera ricompensarci. Questa certezza ci aiuta a considerarlo un amico che apprezza i nostri sforzi, non qualcuno a cui è indifferente ciò che facciamo. Quando facciamo la nostra parte per avvicinarci a lui, possiamo essere sicuri che lo apprezza. Perciò la fede non solo ci spinge a iniziare un’amicizia con Geova, ma anche a continuare a rafforzarla.

13. Cosa significa temere Dio?

Salmi 25:14 — Quelli che temono Geova diventeranno Suoi intimi amici, ed egli farà loro conoscere il Suo patto. [‘àyn]

Risposta 1: Il salmo mette in relazione il timore di Geova con un’intima amicizia con lui. Perciò non dobbiamo considerare questo timore come qualcosa che ci fa fuggire da Dio. È un amore e un rispetto così profondi che non vogliamo dispiacergli. Più apprezziamo la sua amicizia, più ci interessa prendere decisioni in armonia con ciò che desidera.

Risposta 2: Temere Dio significa amarlo così tanto da non voler fare nulla che gli dispiaccia. Il motivo non è semplicemente evitare le conseguenze, ma prenderci cura di un’amicizia che apprezziamo moltissimo. Questo influisce sulle nostre decisioni, anche quando nessun altro ci vede. Prima di agire, ci interessa sapere come si sente Geova e cosa ci consiglia. In questo modo dimostriamo che la sua opinione ha davvero peso nella nostra vita.

Risposta 3: Un modo pratico per dimostrare timore di Dio è consultare la sua Parola prima di decidere. Se vogliamo davvero piacergli, non ci limitiamo a fare ciò che secondo noi è meglio. Cerchiamo la sua guida e siamo disposti a seguirla. Questo richiede umiltà, perché riconosciamo che la nostra comprensione è limitata. Così dimostriamo di confidare in Geova come in un buon amico che sa cosa è meglio per noi.

Risposta 4: Il timore di Geova ci aiuta ad agire con sapienza. Quando il nostro amore per lui ci spinge ad accettare i suoi consigli, evitiamo di dipendere solo dal nostro giudizio. Perciò temerlo non limita la nostra capacità di prendere buone decisioni; la rafforza. Il paragrafo ci incoraggia a vedere l’ubbidienza come un’espressione di fiducia nel nostro migliore amico. Ascoltarlo protegge la nostra relazione con lui e ci aiuta a prendere decisioni sagge.

14. Quali sono alcuni modi in cui possiamo dimostrare la nostra lealtà a Geova?

2 Samuele 22:26 — Con chi è leale tu ti mostri leale, con chi è integro ti comporti con integrità,

Risposta 1: Geova apprezza la lealtà e lui stesso ci dà l’esempio. Possiamo ricambiare mettendolo al primo posto e proteggendo la nostra amicizia con lui. Non si tratta solo di dire che gli vogliamo bene, ma di rimanere dalla sua parte nelle nostre decisioni. Ricordare quanto è leale con noi ci dà una ragione potente per continuare a essergli fedeli.

Risposta 2: Dimostriamo lealtà dando a Geova il primo posto nella nostra vita. Questo significa che la nostra amicizia con lui influisce sulle nostre priorità e non viene relegata a ciò che ci rimane di tempo o attenzione. Il paragrafo ci invita a proteggere questa relazione. Possiamo chiederci se le nostre decisioni dimostrano che Geova è davvero il nostro migliore amico e se stiamo evitando che altri interessi indeboliscano questa amicizia.

Risposta 3: Un altro modo è parlare ad altri di Geova e delle sue belle qualità, come fece Gesù. Quando apprezziamo un amico, siamo felici che altre persone conoscano ciò che c’è di buono in lui. Lo stesso vale per Geova. Partecipare all’opera di fare discepoli ci permette di dimostrare questo affetto e questa lealtà. Non trasmettiamo solo informazioni; aiutiamo altri a conoscere il Dio che apprezziamo tanto.

Risposta 4: La lealtà si dimostra anche rimanendo saldi quando incontriamo opposizione. È facile esprimere affetto per un amico quando nessuno ci mette sotto pressione, ma le difficoltà mettono alla prova la nostra determinazione. Il paragrafo ci incoraggia a non permettere che nulla danneggi la nostra relazione con Geova. Ricordare che è il nostro amico leale ci aiuta a rimanere dalla sua parte, anche se altri non comprendono o non rispettano la nostra decisione.

15. In quali modi dimostriamo amore leale agli altri?

Michea 6:8 — Egli ti ha spiegato, o uomo, ciò che è bene. E che cosa richiede da te Geova, se non di praticare la giustizia, di amare la lealtà e di camminare con modestia insieme al tuo Dio?

Risposta 1: Geova vuole che la lealtà sia una qualità che apprezziamo di cuore. Possiamo dimostrarla rimanendo al fianco dei nostri amici e cercando modi per trattarli con bontà. Non basta provare affetto nei momenti piacevoli. L’amore leale ci spinge a continuare a interessarci del loro benessere e ad agire con generosità, imitando così Geova.

Risposta 2: Dimostriamo amore leale quando non dimentichiamo le cose gentili che i nostri amici hanno fatto per noi. Ricordarle ci aiuta a rimanere grati e ad apprezzare l’amicizia. A volte è facile abituarsi alla bontà degli altri, ma il paragrafo ci incoraggia a tenerla presente. Questa gratitudine può spingerci a ricambiare con affetto e a cercare opportunità per essere anche noi buoni e generosi con loro.

Risposta 3: Possiamo mostrare amore leale essendo amici costanti. Questo implica rimanere al fianco di coloro che sono anch’essi amici di Geova e non limitare il nostro affetto alle occasioni che ci risultano comode. Inoltre cerchiamo modi per fare loro del bene. In questo modo imitiamo il tipo di amicizia che Geova ci offre. La nostra relazione con lui si riflette quindi nel modo in cui ci prendiamo cura delle persone che anche lui ama.

16, 17. a) Come sappiamo che Gesù vuole essere nostro amico?

Giovanni 15:13 — Nessuno ha un amore più grande di chi cede la vita per i suoi amici.

Risposta 1: Gesù non si limitò a spiegare in cosa consiste il più grande amore, ma lo dimostrò dando la sua stessa vita. Questo sacrificio ci dà una prova concreta del fatto che desidera la nostra amicizia. Non dobbiamo basare questa fiducia solo sui nostri sentimenti. Possiamo riflettere su ciò che ha fatto per noi e reagire con gratitudine, cercando di conoscerlo meglio e di seguire il suo esempio.

Risposta 2: Sappiamo che vuole essere nostro amico perché diede la vita per noi prima ancora che nascessimo. Questo mette in risalto che il suo amore non fu una risposta a qualcosa che avevamo già fatto per lui. Prese l’iniziativa e fece un sacrificio straordinario. Riflettere su questo ci aiuta a considerare la sua amicizia qualcosa di personale e di grande valore, e ci spinge a ricambiare il suo amore e a desiderare sinceramente di avvicinarci a lui.

Risposta 3: Gesù dimostra il suo interesse anche invitando coloro che sono oppressi dai pesi a imparare da lui e a trovare ristoro. È un invito gentile, che riflette il suo carattere mite e modesto. Per questo possiamo sentirci attratti da lui, invece di pensare che sia distante o inaccessibile. Conoscere il modo in cui tratta le persone ci aiuta a capire che desidera avere una relazione stretta con chi accetta la sua guida.

Risposta 4: Un’altra prova è la fiducia con cui trattò i suoi discepoli. Disse loro ciò che aveva imparato dal Padre e li considerò amici. Non ebbe con loro una relazione fredda. Questo interesse nell’aiutarli a conoscere Geova rivela l’affetto di Gesù. Noi possiamo rispondere al suo invito prestando attenzione ai suoi insegnamenti e dando valore a tutto ciò che ha fatto per avvicinarci al Padre.

16, 17. b) Qual è la differenza tra la relazione che abbiamo con Gesù e quella che abbiamo con Geova?

Matteo 4:10 — Allora Gesù gli disse: “Va’ via, Satana! Perché è scritto: ‘È Geova tuo Dio che devi adorare, e a lui solo devi rendere sacro servizio’”.

Risposta 1: Gesù chiarì che l’adorazione spetta a Geova. Perciò, anche se amiamo profondamente Gesù e desideriamo essere suoi amici, non lo adoriamo. Mantenere questa distinzione non riduce la nostra gratitudine per lui. Al contrario, dimostra che rispettiamo ciò che insegnò e il posto che suo Padre occupa nella nostra vita.

Risposta 2: Una differenza concreta riguarda la preghiera. Gesù insegnò ai suoi discepoli a rivolgersi al Padre, quindi le nostre preghiere sono rivolte a Geova, non a Gesù. Tuttavia, possiamo sviluppare una profonda amicizia con il Figlio di Dio. Il paragrafo ci aiuta a distinguere tra l’affetto e la gratitudine che proviamo per Gesù e la relazione che abbiamo con Geova come nostro Dio.

Risposta 3: Essere amici di Gesù non significa avere con lui esattamente lo stesso tipo di relazione che abbiamo con Geova. Non gli preghiamo né lo adoriamo, ma gli siamo profondamente grati per tutto ciò che fa per noi. Questa gratitudine ci spinge a conoscerlo meglio e a desiderare di stargli vicino. In questo modo possiamo coltivare entrambe le amicizie senza confonderle, rispettando ciò che Gesù stesso insegnò riguardo al Padre.

Risposta 4: L’equilibrio consiste nel dare a Geova l’adorazione che gli spetta e, nello stesso tempo, dare grande valore alla nostra amicizia con Gesù. Non adorare il Figlio non significa provare poco affetto per lui. Il suo sacrificio e il suo invito a essere suoi amici ci commuovono profondamente. Perciò desideriamo avere una relazione stretta con Gesù, ma sempre in un modo che sia in armonia con i suoi stessi insegnamenti.

18. Cosa fa Gesù per noi?

Ebrei 4:15 — Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa capire le nostre debolezze, ma uno che è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, rimanendo però senza peccato.

Risposta 1: Gesù può capire le nostre debolezze perché affrontò delle prove, anche se non peccò mai. Questo ci assicura che non è un amico indifferente alle sofferenze. Quando ci sentiamo deboli, ricordare la sua compassione ci aiuta ad apprezzare il suo sostegno. Lui sa cosa significa rimanere fedeli in circostanze difficili.

Risposta 2: Gesù ci dà consigli pratici che possono salvarci la vita. Per questo merita il titolo di Consigliere meraviglioso. La sua amicizia non consiste solo nel provare affetto per noi; include anche insegnarci come agire. Possiamo trarre beneficio dal suo aiuto studiando i suoi insegnamenti e applicandoli nelle nostre decisioni. Più apprezziamo la sua guida, più chiaramente vediamo che averlo come amico ci aiuta nella vita e nella nostra relazione con Geova.

Risposta 3: In qualità di Padre eterno, Gesù ha ricevuto da Geova l’autorità di concedere la vita eterna agli esseri umani sulla terra. Questo ci mostra fino a che punto può arrivare ciò che fa per noi. Non ci aiuta solo ora, ma svolge un ruolo essenziale nella nostra speranza di vivere per sempre. Riflettere sulla responsabilità che Geova gli ha affidato accresce la nostra gratitudine e il desiderio di rafforzare la nostra amicizia con lui.

Risposta 4: Gesù ci aiuta anche ad avere una relazione pacifica con Geova, ed è per questo che viene chiamato Principe della pace. Questo è un prezioso beneficio della sua amicizia: ci avvicina al nostro Padre celeste. Pensando a tutto ciò che fa, vediamo che il suo aiuto va ben oltre le nostre necessità immediate. Ci guida, ci comprende e contribuisce a farci godere della pace con il Dio che amiamo.

19. Cosa dobbiamo fare per essere amici di Gesù? (Giovanni 15:14; vedi anche l’immagine).

Giovanni 15:14 — Voi siete miei amici se fate quello che vi comando.

Risposta 1: Gesù mette in relazione la sua amicizia con l’ubbidienza. Quindi non basta ammirarlo o provare gratitudine per il suo sacrificio. Dobbiamo seguire le sue istruzioni e rispettare la sua autorità. Quando le nostre decisioni riflettono ciò che insegnò, dimostriamo di voler essere suoi veri amici. Il paragrafo ci ricorda inoltre che Gesù vede e apprezza i nostri sforzi per mantenere questa amicizia.

Risposta 2: Dovremmo studiare con attenzione i Vangeli per conoscere ciò che Gesù fece e disse. Questo ci permette di andare oltre un’idea generale della sua personalità. Impariamo come pensava, come trattava le persone e quali consigli dava. Poi, quando prendiamo decisioni, cerchiamo di seguire il suo esempio. In questo modo lo studio non rimane una semplice raccolta di informazioni: diventa un modo pratico per conoscere meglio il nostro amico e assomigliargli di più.

Risposta 3: Dimostriamo la nostra amicizia con Gesù anche sostenendo volentieri la congregazione. Questo include collaborare con coloro che lui ha nominato per prendersi cura di noi e assolvere le responsabilità che riceviamo tramite loro. Il nostro atteggiamento è importante: vogliamo cooperare perché rispettiamo Gesù e apprezziamo la sua cura. In questo modo l’amore che proviamo per lui diventa evidente dal nostro contributo al benessere e al buon funzionamento della congregazione.

Risposta 4: L’immagine mostra alcuni modi per sostenere la congregazione: aiutare un fratello in sedia a rotelle, pulire l’auditorium, organizzare le pubblicazioni e aggiornare la bacheca degli annunci. Non tutti stanno svolgendo lo stesso compito, ma tutti stanno collaborando. Questo ci ricorda che possiamo dimostrare la nostra amicizia con Gesù in modi diversi. L’importante è sostenere volentieri la congregazione e fare ciò che è alla nostra portata, sapendo che lui apprezza i nostri sforzi.

20. Come ti senti pensando al privilegio di essere amico di Geova e di Gesù?

Matteo 5:3 — “Felici quelli che sono consapevoli del loro bisogno spirituale, perché a loro appartiene il Regno dei cieli.

Risposta 1: Mi sento molto grato perché Geova e Gesù si prendono cura dei nostri bisogni spirituali. Riconoscere che abbiamo bisogno del loro aiuto ci permette di apprezzare ancora di più tutto ciò che riceviamo da loro. La loro amicizia ci dà motivo di essere felici e di continuare ad avvicinarci. Non voglio dare questo privilegio per scontato, ma dimostrare con il mio modo di vivere quanto lo apprezzo.

Risposta 2: Mi commuove pensare che il Dio onnipotente desideri ascoltare le mie preghiere e aiutarmi. Tra i tanti motivi per ammirare Geova, sapere che desidera avere un’amicizia personale con me è particolarmente confortante. Provo anche profonda gratitudine per Gesù e per ciò che ha fatto per avvicinarci al Padre. Pensare a entrambi mi spinge a custodire queste relazioni e a non permettere che altre cose prendano nella mia vita il posto che spetta loro.

Risposta 3: Sento che è un onore immenso e, allo stesso tempo, un motivo per continuare a impegnarmi. Geova ci ama, ascolta le nostre preghiere e risponde, e sia lui che Gesù si prendono cura dei nostri bisogni spirituali. Non vorrei che la mia gratitudine rimanesse solo a parole. Desidero continuare a conoscerli e a ubbidire loro, perché apprezzo così tanto la loro amicizia che voglio che duri per sempre. Questa speranza mi incoraggia a custodirla ogni giorno.

Come sappiamo che Geova vuole che siamo suoi amici?

Esodo 34:6 — E Geova passò davanti a lui e dichiarò: “Geova, Geova, Dio misericordioso e compassionevole, che è paziente e abbonda in amore leale e verità,

Risposta 1: Geova ci fa conoscere la sua misericordia, la sua compassione e il suo abbondante amore leale. Queste qualità si riflettono nel modo in cui tratta i suoi amici: li aiuta e li perdona. Non è un Dio distante che semplicemente tollera la nostra presenza. Il suo modo di trattarci dimostra che desidera avere una relazione stretta con chi lo cerca.

Risposta 2: La prova più grande è che diede la vita del suo amato Figlio per darci la possibilità di avvicinarci a lui e vivere per sempre. Geova non si limitò a dire che ci voleva bene; fu disposto a fare un sacrificio straordinario. Perciò, quando dubitiamo del nostro valore, è bene ricordare quello che ha fatto per noi. La sua generosità dimostra che la nostra amicizia conta moltissimo per lui e che desidera che ricambiamo il suo amore.

Risposta 3: Lo capiamo dal modo in cui ricorda e si prende cura dei suoi amici. Non dimenticò Abraamo né la promessa che aveva fatto a Davide. Inoltre ascoltò Anna quando soffriva e le permise di aprirgli il cuore. Questi esempi dimostrano che il suo interesse non riguarda solo le persone che noi consideriamo importanti. Geova mostra amore leale a tutti i suoi amici, anche a quelli che si sentono piccoli o di poco valore.

Risposta 4: Geova dimostra di volere la nostra amicizia essendo disposto ad ascoltarci e provvedendoci la guida migliore. Ci dà sapienza con generosità e i suoi consigli mirano sempre al nostro bene. Inoltre ci tratta con rispetto e dignità nonostante la nostra imperfezione. Tutte queste dimostrazioni di affetto ci permettono di capire che tipo di amico è. Più meditiamo su di esse, più motivi abbiamo per confidare in lui e continuare ad avvicinarci.

Come coltiviamo la nostra amicizia con Geova?

Ebrei 11:6 — Senza fede è impossibile piacere a Dio, perché chi si avvicina a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa quelli che lo cercano assiduamente.

Risposta 1: Il punto di partenza è la fede: crediamo che Geova esiste e che apprezza chi si impegna per cercarlo. Questa fiducia ci spinge a fare la nostra parte. L’amicizia non si rafforza da sola; dobbiamo dimostrare con le nostre decisioni che desideriamo avvicinarci a lui e che teniamo alla sua approvazione.

Risposta 2: Coltiviamo questa amicizia temendo Geova, cioè amandolo così tanto da non volerlo dispiacere. Dimostriamo questo rispetto consultando la sua Parola e accettando la sua guida, invece di affidarci solo al nostro criterio. Più apprezziamo la sua amicizia, più importante diventa per noi la sua opinione. Perciò ogni decisione ci offre l’opportunità di dimostrare che confidiamo in lui e desideriamo fare ciò che gli piace.

Risposta 3: La coltiviamo anche rimanendo leali a Geova. Lo mettiamo al primo posto, parliamo ad altri delle sue qualità e rimaniamo saldi quando incontriamo opposizione. Queste azioni dimostrano che il nostro affetto non dipende dal fatto che tutto sia facile. Ricordare la lealtà che lui ci mostra ci incoraggia a ricambiarla. Vogliamo proteggere la nostra relazione con lui ed evitare che qualsiasi pressione o interesse finisca per indebolire un’amicizia così preziosa.

Risposta 4: Un’altra parte essenziale è mostrare amore leale agli altri. Geova vuole che imitiamo il suo modo di trattare i suoi amici. Perciò ricordiamo le cose buone che fanno per noi, rimaniamo al loro fianco e cerchiamo opportunità per essere generosi. Non possiamo separare la nostra amicizia con Geova dal modo in cui trattiamo coloro che lui ama. Prendendoci costantemente cura di loro, dimostriamo di apprezzare le sue qualità e di volerle riflettere.

Come coltiviamo la nostra amicizia con Gesù?

Giovanni 15:14 — Voi siete miei amici se fate quello che vi comando.

Risposta 1: Coltiviamo la nostra amicizia con Gesù ubbidendo alle sue istruzioni. La gratitudine per ciò che ha fatto deve influire sul nostro modo di vivere. Perciò, quando prendiamo una decisione, cerchiamo di lasciarci guidare dai suoi insegnamenti e dal suo esempio. In questo modo dimostriamo che non ci limitiamo ad ammirarlo, ma riconosciamo la sua autorità e desideriamo mantenere una relazione stretta con lui.

Risposta 2: Dobbiamo conoscerlo sempre meglio attraverso lo studio attento dei Vangeli. Lì impariamo ciò che disse, ciò che fece e come trattò le persone. Questa conoscenza alimenta il nostro amore per lui e ci aiuta a imitarlo. L’amicizia si rafforza quando passiamo dal leggere i suoi insegnamenti al metterli in pratica. Perciò è bene chiederci in che modo ciò che abbiamo appena imparato su Gesù può influire sulle nostre decisioni.

Risposta 3: Un modo pratico per rafforzare questa amicizia è sostenere volentieri la congregazione. Collaboriamo con coloro che Gesù ha nominato per prendersi cura di noi e svolgiamo le responsabilità che riceviamo. Inoltre aiutiamo in qualunque modo sia alla nostra portata. Questi sforzi esprimono il nostro rispetto per lui e il nostro affetto per i suoi discepoli. Ci incoraggia sapere che Gesù li vede e li apprezza, anche se alcuni incarichi possono sembrare poco importanti.

Risposta 4: Anche la gratitudine ci aiuta a coltivare la nostra amicizia con Gesù. Meditiamo sul suo sacrificio, sui suoi consigli e sulla compassione che prova per noi. Tutto questo accresce il nostro desiderio di seguirlo e ubbidirgli. Allo stesso tempo, rispettiamo la differenza tra lui e Geova: non preghiamo Gesù né lo adoriamo. In questo modo sviluppiamo con lui un’amicizia profonda, nel modo indicato dai suoi stessi insegnamenti.

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