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Efficaci nel ministero per la settimana dal 15 al 21 febbraio 2027

Efficaci nel ministero per la settimana dal 15 al 21 febbraio 2027

Iniziare conversazioni

Dati dell’incarico

Incarico: Iniziare conversazioni
Durata: 3 min
Lezione e punto: Lezione 1 · Interesse sincero · punto 5
Obiettivo didattico: Ascoltate. Non parlate troppo. Date alla persona l’opportunità di esprimersi. Quando è appropriato, fate domande.
Ambientazione: Durante la predicazione di casa in casa, una proclamatrice parla per la prima volta con un vicino che sta montando una scarpiera accanto alla porta di casa
Testo biblico associato: Matteo 7:12 — “Pertanto, tutte le cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi dovete farle a loro. Questa è infatti l’essenza della Legge e dei Profeti.
Materiale ufficiale: DI CASA IN CASA. Usate un volantino per iniziare una conversazione (lmd lezione 1 punto 5).

Proclamatore: Buongiorno. La interrompo mentre la sta montando? Posso passare un’altra volta.

Persona: No, mi stavo riposando. Mi avanzano due viti e non so da dove vengano. Mi dica.

Proclamatore: Le portavo questo volantino con un messaggio biblico. Secondo lei la Bibbia può ancora aiutarci ad andare più d’accordo con gli altri?

Persona: Non lo so. Mia madre la leggeva molto. Però qui, per esempio, abbiamo problemi con il rumore. Sappiamo tutti che dobbiamo rispettarci eppure ognuno fa quello che vuole.

Proclamatore: Certo, sapere una cosa non significa farla. Siete riusciti a parlarne tra vicini o è difficile?

Persona: Abbiamo un gruppo di messaggistica. Uno protesta, un altro risponde male e alla fine litighiamo tutti. Io lavoro a turni. A volte ho bisogno di dormire quando gli altri fanno la loro vita normale.

Proclamatore: Quindi non chiede silenzio tutto il giorno, ma che tengano conto dei suoi orari.

Persona: Esatto. Anche se ammetto che l’altro giorno ho scritto piuttosto arrabbiato. Avevo dormito male per due notti e stavano trascinando mobili al piano di sopra. Però non voglio nemmeno andare porta per porta a dare spiegazioni.

Proclamatore: Capisco che non voglia raccontare la sua vita a tutto il palazzo. C’è un consiglio di Gesù che può aiutarla a fare una richiesta del genere. Vuole che glielo legga?

Persona: Sì, se è breve. Però glielo dico: non sono molto religioso.

Proclamatore: Grazie per avermelo detto. Può valutare l’idea senza sentirsi obbligato a essere d’accordo con me. Noti cosa disse Gesù in Matteo 7:12.

Proclamatore: Matteo 7:12 — “Pertanto, tutte le cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi dovete farle a loro. Questa è infatti l’essenza della Legge e dei Profeti. Qui Gesù ci invita a pensare a come vorremmo essere trattati. Nel suo caso, come preferirebbe che un vicino gli dicesse che un suo rumore lo infastidisce?

Persona: In privato, naturalmente. Non mettendo il mio nome nel gruppo perché tutti commentino. Anche se, a pensarci bene, è quasi quello che ho fatto io con quello del piano di sopra.

Proclamatore: E la differenza che ha appena notato può esserle utile: parlargli direttamente, senza esporlo davanti a tutti.

Persona: Sì, ma parlare educatamente non garantisce che mi ascolti. Ci sono persone che reagiscono solo quando si parla seriamente.

Proclamatore: È vero, non garantisce la sua risposta. Ma non significa rinunciare a chiedere rispetto. Può spiegare con chiarezza di cosa ha bisogno, però nel modo in cui lei apprezzerebbe ricevere una lamentela.

Persona: Potrei dirgli quali giorni esco di notte. Forse non lo sa nemmeno. Sarebbe meglio che scrivere arrabbiato quando ormai non riesco a dormire.

Proclamatore: Così gli darebbe informazioni concrete, senza presumere che faccia rumore per infastidirla. Vuole tenere il volantino e leggerlo quando avrà finito?

Persona: Me lo lasci. Non le prometto di leggerlo oggi; prima devo finire questo.

Proclamatore: Certo. E riguardo al vicino, c’è qualcosa di cui le risulta difficile parlargli?

Persona: Sì, iniziare dopo il messaggio che ho scritto. Mi imbarazza un po’. Inoltre, se mi scuso, forse penserà che ammetto di non avere avuto motivo di lamentarmi.

Proclamatore: Può distinguere le due cose: scusarsi per il modo in cui l’ha detto e mantenere la sua richiesta. In questo modo riconosce ciò che avrebbe potuto fare meglio, senza sminuire il suo bisogno di riposare. Come si sentirebbe se fosse lui a fare qualcosa di simile?

Persona: Lo ascolterei con un altro atteggiamento. Potrei dirgli: “Scusa per il messaggio nel gruppo. Ero esausto, ma avrei dovuto parlarti prima. Possiamo trovare un modo perché io possa riposare?”. Mi risulta più facile che presentarmi a reclamare. Ci penserò mentre finisco il mobile; mi resta ancora un bel po’.

Proclamatore: Certo, quando le farà comodo. La lascio continuare con il mobile. Buon lavoro.

Coltivare l’interesse

Dati dell’incarico

Incarico: Coltivare l’interesse
Durata: 4 min
Lezione e punto: Lezione 9 · Empatia · punto 5
Obiettivo didattico: Usate informazioni utili alla persona. Mostratele al più presto come un corso biblico può rispondere alle sue domande e aiutarla in molti modi.
Ambientazione: Nella zona delle stampanti di una biblioteca, due conoscenti del quartiere riprendono a parlare mentre uno raccoglie le copie del suo curriculum, dopo aver raccontato nell’incontro precedente di aver perso il lavoro
Testo biblico associato: Matteo 6:34 — Perciò non siate mai ansiosi per il domani, perché il domani avrà le sue preoccupazioni. A ciascun giorno bastano i suoi problemi.
Materiale ufficiale: PREDICAZIONE INFORMALE. La volta scorsa la persona aveva detto di aver perso il lavoro (lmd lezione 9 punto 5).

Proclamatore: Ciao, Andrés. La stampante funziona? Devo fare una copia, ma lo schermo di quella mi dà errore.

Persona: Questa funziona. Ci mette solo un po’ a partire. Io ho quasi finito; ho fatto diverse copie del curriculum da portare questo pomeriggio in alcuni negozi.

Proclamatore: L’ultima volta mi avevi parlato del lavoro. Hai trovato qualche offerta adatta a te o per ora lasci il curriculum dove puoi?

Persona: Un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Ieri ho fatto un colloquio, ma non so. Mi hanno detto che avrebbero chiamato. La cosa peggiore è tornare a casa e restare tutto il pomeriggio in attesa del telefono.

Proclamatore: L’attesa dev’essere lunga, soprattutto dopo esserti preparato per il colloquio. Ti hanno dato una scadenza per rispondere?

Persona: Fino a venerdì. Però penso già che, se non va bene, il mese prossimo sarà difficile. Mia moglie lavora, ma con uno stipendio non riusciamo a coprire tutto.

Proclamatore: Certo, non stai aspettando una telefonata qualunque. Ci sono spese da affrontare. Non posso risolvere il problema, ma in un corso biblico possiamo vedere consigli per affrontare le preoccupazioni senza lasciare che occupino tutta la giornata.

Persona: Un corso biblico? In questo momento farei fatica a concentrarmi. E, sinceramente, quando qualcuno mi dice di non preoccuparmi, sto peggio. Sembra che non capisca cosa sta succedendo.

Proclamatore: Hai ragione, dirtelo senza ascoltarti non aiuta. Non volevo nemmeno darti questa impressione. Ci sono parole di Gesù che riconoscono che ogni giorno ha i suoi problemi. Vuoi che te le legga?

Persona: Va bene, leggile. Ho qualche minuto prima di uscire. Però mi interessa sapere come applicarle nella pratica quando le bollette continuano ad arrivare.

Proclamatore: Proprio così, vediamo se questo consiglio può aiutarti senza sminuire l’importanza delle bollette. Ascolta cosa disse Gesù in Matteo 6:34.

Proclamatore: Matteo 6:34 — Perciò non siate mai ansiosi per il domani, perché il domani avrà le sue preoccupazioni. A ciascun giorno bastano i suoi problemi. Gesù non dice che i tuoi problemi non contano. Riconosce che esistono. Il consiglio è di non aggiungere ai problemi di oggi tutta l’ansia per ciò che potrebbe accadere domani.

Persona: Ma devo pensare al mese prossimo. Se aspetto che arrivi la bolletta per fare i conti, sarà troppo tardi. Non posso vivere come se non ci fosse un domani.

Proclamatore: Certo. Fare i conti e cercare lavoro è necessario. Una cosa è prepararsi e un’altra è soffrire ora per tutti i possibili risultati. Oggi hai preparato i curriculum; questo è nelle tue mani.

Persona: E distribuirli. Quello che non posso fare è obbligare qualcuno ad assumermi. Anche se saperlo non impedisce che guardi il telefono ogni cinque minuti.

Proclamatore: No, quell’ansia non sparisce all’improvviso. Ma questo consiglio può aiutarti a concentrarti su ciò che puoi fare oggi, invece di dare per scontato che il colloquio sia andato male.

Persona: Questo lo faccio eccome. Se non chiamano subito, penso che abbiano scelto un altro. Poi comincio a immaginare che non andrà bene nemmeno nessuna delle altre candidature.

Proclamatore: E venerdì non è ancora arrivato. Che ne diresti di organizzare prima ciò che devi fare questo pomeriggio e lasciare a quando ti risponderanno la decisione su cosa fare riguardo a quell’offerta?

Persona: Potrei portare queste copie e poi sedermi con mia moglie a rivedere le spese di questa settimana. Sarebbe più utile che passare un altro pomeriggio a guardare il cellulare.

Proclamatore: È un modo concreto di applicare ciò che abbiamo letto. Non garantisce un lavoro, ma può aiutarti ad affrontare la giornata. In un corso biblico facciamo qualcosa di simile: leggiamo, esaminiamo i dubbi e vediamo come applicarlo.

Persona: Così lo capisco meglio. Non voglio impegnarmi ora per un corso, ma un’altra volta potremmo parlarne. Mi preoccupa portare questo cattivo umore a casa.

Proclamatore: Possiamo cercare informazioni bibliche su questo e commentarle, senza decidere altro per ora. Preferisci che ti scriva la settimana prossima e vediamo quando ti è comodo?

Persona: Sì, meglio la settimana prossima. Ora distribuirò questi curriculum prima che chiudano. E la stampante è libera; ricordati di selezionare il bianco e nero.

Proclamatore: E, per cercare qualcosa che ti sia utile, riguardo al cattivo umore: ti preoccupa di più come parlare di ciò che ti succede o come reagisci quando ti fanno domande?

Persona: Come reagisco. Mia moglie mi chiede se ci sono novità e io rispondo bruscamente. So che si interessa a me, ma sento di doverle dare buone notizie.

Proclamatore: Capisco. La sua domanda ti ricorda qualcosa che ti fa male, anche se vuole sostenerti. Forse potresti spiegarglielo quando siete tranquilli: apprezzi il suo interesse, ma fai fatica a parlare dell’attesa. Possiamo cercare consigli biblici che ti aiutino a esprimerlo senza ferirla.

Persona: Mi farebbe bene. Voglio poterle dire come sto senza sembrare arrabbiato con lei.

Proclamatore: Grazie per avermelo detto. Allora ti scrivo e continuiamo a parlare quando puoi. Spero che questo pomeriggio vada bene, Andrés.

Discorso

Dati dell’incarico

Incarico: Discorso
Durata: 5 min
Ambientazione: Nella Sala del Regno, un fratello si rivolge alla congregazione e usa la fotografia dell’articolo per chiedere se sia corretto pregare davanti a un’immagine
Testo biblico associato: Esodo 20:4-5 — “Non devi farti immagine scolpita né rappresentazione di nessuna cosa che è nei cieli di sopra o sulla terra di sotto o nelle acque sotto la terra. Non devi inchinarti davanti a esse né lasciarti indurre a servirle, perché io, Geova tuo Dio, sono un Dio che richiede devozione esclusiva e che infligge la punizione per l’errore dei padri ai figli, ai nipoti e ai pronipoti di quelli che mi odiano, / Isaia 42:8 — Io sono Geova. Questo è il mio nome; non do la mia gloria a nessun altro, né la lode che mi spetta alle immagini scolpite. / 1 Corinti 10:14 — Perciò, miei cari, fuggite l’idolatria. / 1 Giovanni 5:21 — Figli miei, guardatevi dagli idoli!
Materiale ufficiale: mrt articolo 49. Titolo: Cosa dice la Bibbia sulla venerazione delle immagini? (th lezione 9).

Quando qualcuno prega per la pace, esprime un desiderio che possiamo comprendere. Nessuno vuole che le famiglie soffrano a causa della guerra. Ma, oltre a ciò che chiediamo, è importante il modo in cui ci rivolgiamo a Dio. È corretto pregare davanti a un’immagine? Un’immagine ci aiuta ad avvicinarci a lui? La Bibbia permette di rispondere con chiarezza e rispetto.

Osserviamo la fotografia che accompagna l’articolo. Vi compare papa Francesco mentre si inchina davanti a un’immagine di Maria. L’articolo spiega che, durante quella cerimonia, celebrata il 25 marzo 2022, pregò per la pace. La fotografia ci aiuta a individuare la questione: usare un’immagine in un atto di adorazione.

Non è necessario soffermarsi sui dettagli della cerimonia né giudicare i sentimenti di chi vi partecipò. L’immagine solleva una domanda che va oltre una persona o una circostanza: cosa pensa Dio di questa pratica? Per saperlo, dobbiamo rivolgerci a ciò che lui ha espresso, non solo a ciò che ci sembra appropriato.

Quando diede i suoi comandamenti a Israele, Geova spiegò con precisione quale posto dovessero avere le immagini nell’adorazione. Notiamo sia la condotta che proibì sia il motivo che diede. Leggiamo Esodo capitolo 20, versetti 4 e 5.

Esodo 20:4-5 — “Non devi farti immagine scolpita né rappresentazione di nessuna cosa che è nei cieli di sopra o sulla terra di sotto o nelle acque sotto la terra. Non devi inchinarti davanti a esse né lasciarti indurre a servirle, perché io, Geova tuo Dio, sono un Dio che richiede devozione esclusiva e che infligge la punizione per l’errore dei padri ai figli, ai nipoti e ai pronipoti di quelli che mi odiano,

Il motivo principale è chiaro: Geova richiede devozione esclusiva. Il comandamento non si limita a parlare della fabbricazione di un oggetto. Proibisce anche di inchinarsi davanti a quelle immagini e di servirle. Perciò, quando esaminiamo una pratica religiosa, non basta chiedersi cosa rappresenti un’immagine; bisogna considerare cosa si fa davanti a essa.

Qualcuno potrebbe pensare che l’immagine lo aiuti semplicemente a concentrarsi e che la sua intenzione sia onorare Dio. Possiamo ascoltare questa spiegazione senza deridere né mettere in dubbio la sua sincerità. Tuttavia, la domanda rimane: Geova ha indicato di volere che lo adoriamo in questo modo?

Pensiamo a un esempio semplice. Se vogliamo fare piacere a qualcuno, cerchiamo di tenere conto di ciò che desidera. Le nostre buone intenzioni non sostituiscono l’ascoltarlo. Allo stesso modo, per onorare Geova, la cosa più importante non è che una consuetudine abbia per noi un significato, ma che rispetti ciò che lui richiede.

Inoltre, Geova non limitò questo argomento a un solo comandamento. Per mezzo del profeta Isaia spiegò nuovamente la sua posizione. Le sue parole ci aiutano a capire perché non dobbiamo rivolgere a un’immagine l’onore che spetta a lui. Ascoltiamo ciò che dice Isaia 42:8.

Isaia 42:8 — Io sono Geova. Questo è il mio nome; non do la mia gloria a nessun altro, né la lode che mi spetta alle immagini scolpite.

Geova si identifica con il suo nome e chiarisce che non condivide con le immagini la lode che gli appartiene. Quindi non si tratta di una questione di gusti artistici o preferenze personali. È in gioco qualcosa di molto più importante: riconoscere chi ha il diritto di ricevere la nostra adorazione.

Torniamo per un momento alla fotografia. L’importante non è ricordare l’aspetto della statua né i dettagli del luogo. È ricordare il criterio biblico che ci permette di valutare ciò che vediamo. Una cosa è usare una fotografia per spiegare un’idea, come stiamo facendo, e un’altra è inchinarsi davanti a un’immagine per pregare.

L’ausilio visivo dirige la nostra attenzione verso una pratica; la Bibbia ci dice come la vede Geova. Questa distinzione impedisce che la fotografia diventi il centro del discorso. L’idea da ricordare è questa: la nostra devozione deve essere rivolta a Geova, senza dare alle immagini il posto che lui non ha assegnato loro.

Ma questo criterio valeva anche per i cristiani? L’articolo ci porta inoltre alle Scritture Greche Cristiane. Lì troviamo un’istruzione breve e diretta dell’apostolo Paolo. Per vedere quale atteggiamento dovessero avere i cristiani verso l’idolatria, leggiamo 1 Corinti 10:14.

1 Corinti 10:14 — Perciò, miei cari, fuggite l’idolatria.

Paolo non presenta l’idolatria come una scelta personale che ogni cristiano possa accettare o rifiutare. Dice loro di fuggirla. E lo fa con affetto. Il suo modo di esprimersi ci ricorda che spiegare una norma chiara non richiede di parlare con durezza né di trattare con disprezzo chi la pensa diversamente.

Se qualcuno ha usato immagini mentre pregava, possiamo aiutarlo a esaminare con calma questi brani. Non dobbiamo vincere una discussione. Vogliamo che capisca ciò che Geova richiede e perché. La fermezza nelle nostre convinzioni può essere accompagnata da pazienza, rispetto e disponibilità ad ascoltare le sue domande.

Naturalmente, questo consiglio deve influire anche sulle nostre decisioni. Non si tratta soltanto di riconoscere ciò che fanno gli altri. Ognuno deve proteggere la propria adorazione a Geova. L’apostolo Giovanni lasciò un’avvertimento affettuoso che ci aiuta a rimanere vigili. Leggiamo 1 Giovanni 5:21.

1 Giovanni 5:21 — Figli miei, guardatevi dagli idoli!

Questo avvertimento ci incoraggia a prendere sul serio la questione. Possiamo chiederci se le nostre pratiche religiose riflettano ciò che abbiamo letto. Se scopriamo che qualcuna non concorda con la volontà di Geova, il desiderio di piacergli ci darà una buona ragione per fare i cambiamenti necessari.

Allora, cosa dice la Bibbia sulla venerazione delle immagini? Geova non approva che le usiamo nell’adorazione. Merita devozione esclusiva, e i cristiani devono stare lontani dall’idolatria. Dimostriamo il nostro rispetto per lui adorandolo nel modo che desidera, e spieghiamo questa verità agli altri con chiarezza e affetto.

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