Capitolo 9: La loro fede li spinse a proteggere Mosè
1. In che modo l’archeologia dimostra che gli israeliti vissero in Egitto? (g04 8/4 pp. 4, 5).
Commento 1: Anche se non sono state trovate prove fisiche dirette di tutti gli anni trascorsi dagli israeliti in Egitto, ci sono testimonianze indirette che sostengono il racconto biblico.
Commento 2: I dati archeologici mostrano che i popoli del Levante si recavano spesso in Egitto, specialmente quando soffrivano a causa della siccità. Questo concorda con il fatto che persone di lingua semitica emigrarono lì tra il 1800 e il 1540 prima della nostra era.
Commento 3: Questo contesto rende molto plausibile che la famiglia di Giacobbe sia arrivata in Egitto e che, col tempo, gli israeliti siano diventati molto numerosi lì.
Commento 4: È stato inoltre trovato un dipinto funerario egiziano che raffigura schiavi impegnati a fabbricare mattoni di fango. Questo concorda con la descrizione biblica della crudele oppressione subita dagli israeliti.
Commento 5: Quindi l’archeologia non contraddice il racconto. Piuttosto, diversi dettagli dell’ambiente egiziano sostengono che la narrazione biblica è storica e accurata.
2. Quali prove sostengono ciò che dice la Bibbia riguardo al cesto di papiro e all’ordine del faraone di uccidere i bambini ebrei? (g04 8/4 pp. 5, 6).
Commento 1: Il cesto preparato da Iochebed è un dettaglio molto realistico. Il papiro era ampiamente usato in Egitto, anche per fabbricare imbarcazioni leggere e veloci.
Commento 2: Perciò aveva senso usare un cesto di papiro e ricoprirlo di bitume e pece. Il racconto riflette materiali e pratiche tipici di quel luogo.
Commento 3: Anche l’ordine del faraone è verosimile. L’infanticidio era considerato una pratica normale in diversi luoghi e periodi dell’antichità.
Commento 4: La crudeltà di quell’ordine ci aiuta a capire l’enorme pericolo che affrontavano le famiglie ebree. Proteggere un neonato maschio richiedeva vera fede e coraggio.
Commento 5: Questi dettagli non rendono meno inquietante il racconto, ma mostrano che la Bibbia presenta una situazione storica credibile e realistica.
3. Cosa sappiamo delle levatrici ebree, e come le benedisse Geova? (w03 1/11 p. 8 parr. 3, 4; it “Levatrici”).
Commento 1: Le levatrici assistevano la madre durante il parto, si prendevano cura del neonato e avevano bisogno di abilità ed esperienza. Era un lavoro importante, specialmente nei parti difficili.
Commento 2: Sifra e Pua erano probabilmente levatrici principali. Forse avevano la responsabilità di trasmettere alle altre levatrici gli ordini del faraone.
Commento 3: Si trovarono davanti a un ordine criminale: uccidere i bambini ebrei. Ma non cedettero al timore dell’uomo perché temevano il vero Dio.
Commento 4: Geova le protesse dall’ira del faraone. Inoltre le benedisse permettendo loro di avere una propria famiglia, una ricompensa molto significativa per loro.
Commento 5: I loro nomi e il loro coraggio furono registrati nella Parola ispirata, mentre il nome di quel faraone non è stato tramandato. Geova onora quelli che gli ubbidiscono con coraggio.
4. In che modo Miriam dimostrò una fede straordinaria anche quando era ormai molto anziana? (ijwia art. 7 parr. 14-18).
Commento 1: Quando Mosè tornò per liberare Israele, Miriam doveva avere più di 80 anni. Eppure sostenne e incoraggiò il suo popolo durante quegli avvenimenti decisivi.
Commento 2: Vide come Geova si servì di Mosè e Aaronne davanti al faraone, così come le dieci piaghe. La sua fede si rafforzò vedendo che Geova manteneva le sue promesse.
Commento 3: Al Mar Rosso Miriam vide che Geova poteva salvare il suo popolo da una situazione umanamente impossibile. Vide che lui era più potente dell’esercito egiziano.
Commento 4: Dopo la liberazione incoraggiò le donne a lodare Geova. La Bibbia la chiama profetessa, un privilegio speciale che dimostra che Geova apprezzava il suo servizio.
Commento 5: Il suo esempio conferma che l’età non impedisce di dimostrare fede. Geova osserva la pazienza, gli sforzi e il desiderio di lodarlo, e non ne dimentica nessuno.
Cosa possono imparare i genitori dall’esempio di Amram e Iochebed?
Commento 1: Amram e Iochebed fecero tutto il possibile per proteggere il loro figlio in una situazione molto pericolosa. I genitori possono confidare nel fatto che Geova vede i loro sforzi per prendersi cura della famiglia.
Commento 2: Approfittarono del tempo che ebbero con Mosè per insegnargli qualcosa su Geova. Questo ricorda ai genitori che l’istruzione spirituale deve iniziare fin da piccoli.
Commento 3: Iochebed agì con iniziativa e prudenza quando preparò il cesto e lo lasciò tra le canne. La fede non elimina il bisogno di prendere misure sagge.
Commento 4: Anche se dovettero affidare Mosè alla figlia del faraone, continuarono a confidare in Geova. I genitori possono lasciare nelle sue mani ciò che non possono controllare.
Commento 5: La loro buona educazione fu utile anche a Miriam e Aaronne, che divennero fedeli servitori di Dio. L’istruzione spirituale può influire profondamente su tutta la famiglia.
Cosa possono imparare dall’esempio di Miriam i bambini che hanno fratelli o sorelle?
Commento 1: Miriam si tenne vicina al suo fratellino quando Iochebed lo lasciò tra le canne. I fratelli maggiori possono mostrare affetto e interesse per i fratelli più piccoli.
Commento 2: Non si limitò a guardare. Quando se ne presentò l’occasione, parlò con coraggio alla figlia del faraone e si offrì di cercare qualcuno che allattasse il bambino.
Commento 3: Miriam usò la sua iniziativa per aiutare la famiglia. Anche i bambini possono pensare a modi pratici per collaborare in casa e prendersi cura dei fratelli.
Commento 4: Col tempo Miriam continuò a servire Geova insieme a Mosè e Aaronne. Il suo esempio insegna che i fratelli possono aiutarsi a vicenda a rimanere fedeli.
Commento 5: Il suo coraggio non dipendeva dall’essere adulta. Geova può servirsi della fede dei giovani che fanno ciò che è giusto e sostengono la famiglia, e la apprezza.
In quali modi puoi imitare il coraggio di Sifra e Pua?
Commento 1: Sifra e Pua ci insegnano a ubbidire a Geova anche quando qualcuno che ha autorità ci fa pressione perché facciamo qualcosa di sbagliato.
Commento 2: Non permisero che il timore del faraone fosse più forte del loro timore di Dio. Anche noi possiamo chiederci: “Cosa piace a Geova?”
Commento 3: Possiamo imitare il loro coraggio rifiutando pratiche che sminuiscono il valore della vita umana, anche se altri le considerano normali o accettabili.
Commento 4: Il loro esempio ci incoraggia anche a non giustificare un’azione sbagliata dicendo che stavamo solo eseguendo degli ordini. Ognuno risponde davanti a Geova delle proprie decisioni.
Commento 5: Quando fare ciò che è giusto sembra difficile, ricordiamo che Geova vide quello che fecero queste donne e le benedisse. Anche lui apprezza la nostra lealtà.
Cosa mi insegna questo racconto su Geova?
Commento 1: Geova vede quelli che lo servono fedelmente, anche quando agiscono in modo discreto. Vide quello che stavano facendo Sifra e Pua e le benedisse.
Commento 2: Il racconto mostra che Geova apprezza allo stesso modo la fede e il coraggio di uomini, donne, giovani e anziani. Ogni servitore fedele può essergli utile.
Commento 3: Geova può proteggere i suoi servitori e aprire opportunità inaspettate. Iochebed poté prendersi cura di Mosè al sicuro e ricevette persino un compenso per farlo.
Commento 4: Impariamo anche che Geova è molto più forte dei governanti umani. Il faraone aveva potere, ma non poté impedire a Geova di proteggere Mosè.
Commento 5: Geova non dimentica gli sforzi di quelli che lo lodano. Miriam constatò che lui mantiene le sue promesse e merita di ricevere tutta la lode.
In che modo questo racconto è collegato al proposito di Geova e al tema principale della Bibbia?
Commento 1: Geova protesse Mosè quando era un neonato, perché in seguito lo avrebbe usato per liberare gli israeliti dalla schiavitù in Egitto.
Commento 2: Nonostante l’oppressione, il popolo d’Israele continuò a moltiplicarsi perché Geova lo stava benedicendo. I piani umani non potevano fermare il suo proposito.
Commento 3: La liberazione d’Israele mostrò che Geova mantiene ciò che promette e agisce a favore del suo popolo. Il suo potere fu evidente quando lo fece uscire dall’Egitto.
Commento 4: La famiglia di Mosè collaborò con fede e coraggio in una fase importante della storia d’Israele. Geova può servirsi dei suoi servitori per portare avanti il suo proposito.
Commento 5: Questo racconto rafforza la nostra fiducia nel fatto che nessuno può impedire la realizzazione del proposito di Geova. Lui mantiene sempre le sue promesse al momento giusto.
Cosa vorrei chiedere ai personaggi di questo racconto quando risorgeranno?
Commento 1: Potremmo chiedere a Sifra e Pua come riuscirono a rimanere ferme quando il faraone diede loro un ordine così terrificante.
Commento 2: Sarebbe interessante chiedere a Iochebed come si sentì quando poté di nuovo prendersi cura di Mosè e cosa fece per insegnargli qualcosa su Geova.
Commento 3: Ad Amram potremmo chiedere come aiutò la sua famiglia a rimanere unita e fiduciosa in Geova durante quella persecuzione.
Commento 4: Forse vorremmo chiedere a Miriam cosa pensò quando vide che la figlia del faraone aveva trovato il cesto e aveva accettato che cercasse una donna per allattare il bambino.
Commento 5: Sarebbe emozionante chiedere anche a Miriam come vedere la liberazione al Mar Rosso e guidare le donne nella lode a Geova rafforzò la sua fede.
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