Predichiamo la buona notizia in “tutte le lingue delle nazioni”
1. Perché è fondamentale predicare la buona notizia in molte lingue? (Romani 10:13, 14).
Romani 10:13-14 — Infatti “chiunque invocherà il nome di Geova sarà salvato”. Ma come lo invocheranno se non hanno riposto fede in lui? E come riporranno fede in colui del quale non hanno sentito parlare? E come ne sentiranno parlare senza qualcuno che predichi?
Risposta 1: È fondamentale perché, per riporre fede in Geova e invocare il suo nome, le persone devono prima conoscerlo. E per questo hanno bisogno che qualcuno predichi loro in modo comprensibile. Quindi superare le barriere linguistiche non è solo una comodità: fa parte di un’opera che salva vite.
Risposta 2: Geova vuole radunare una grande folla di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue perché sopravviva alla grande tribolazione. Perciò la buona notizia non può essere limitata a poche lingue. Quando aiutiamo qualcuno a ricevere il messaggio nella propria lingua, collaboriamo con questo proposito di Geova.
Risposta 3: Dai giorni di Babele l’umanità è divisa da molte lingue. Ma questa diversità non impedisce a Geova di radunare coloro che desiderano servirlo. Abbiamo l’onore di collaborare a quest’opera. Ricordarlo può aiutarci a non interrompere una conversazione solo perché una persona non parla la nostra lingua, ma a cercare un modo per farle arrivare il messaggio del Regno.
2. Cosa profetizzò Zaccaria?
Zaccaria 8:23 — “Questo è ciò che Geova degli eserciti dice: ‘In quei giorni dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno, afferreranno saldamente un giudeo per la veste, e diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”’”.
Risposta 1: Zaccaria annunciò che persone di molte lingue si sarebbero unite fermamente a coloro che hanno il sostegno di Dio. A spingerle sarebbe stato il riconoscimento che Geova è con il suo popolo. Questa profezia si sta adempiendo ai nostri giorni, e ognuno di noi può contribuire al suo adempimento.
Risposta 2: Zaccaria profetizzò che persone di molte nazioni si sarebbero unite a Geova e sarebbero diventate parte del suo popolo. Questo dimostra che Geova non avrebbe limitato la sua adorazione a persone di una sola origine o lingua. Quando predichiamo, facciamo bene a ricordare quanto è ampio il suo proposito e a interessarci sinceramente di tutti, indipendentemente dalla loro origine o lingua.
Risposta 3: Un particolare molto bello della profezia è che queste persone desiderano accompagnare il popolo di Dio perché riconoscono che lui è con i suoi servitori. Non si tratta semplicemente di radunare persone di culture diverse, ma di unirle nell’adorazione di Geova. Vedere questo adempimento rafforza la nostra fiducia nelle sue promesse e ci spinge ad aiutare altri ad avvicinarsi a lui.
3. Chi rappresentano i “10 uomini” e il “giudeo”?
Risposta 1: I “10 uomini” rappresentano gli umili servitori di Geova che sperano di vivere per sempre sulla terra. Provengono da molte parti del mondo e parlano lingue diverse. Il “giudeo” rappresenta i cristiani unti con spirito santo, che hanno la speranza celeste. Anche se le loro speranze sono diverse, sono tutti uniti nell’adorazione di Geova.
Galati 6:16 — E tutti quelli che camminano secondo questa norma abbiano pace e misericordia, sì, l’Israele di Dio.
Risposta 2: Questo brano aiuta a identificare il “giudeo” della profezia. Il paragrafo spiega che rappresenta i cristiani unti, conosciuti anche come l’Israele di Dio. La profezia quindi non descrive l’unione di persone attorno a una nazionalità, ma la loro unione con i servitori che Geova ha unto con il suo spirito.
Risposta 3: Mi colpisce che i “10 uomini” siano umili servitori di Dio provenienti da molti luoghi e parlino lingue diverse. Ciò che li unisce non è la cultura, ma il desiderio di servire Geova insieme agli unti. Questo ci aiuta ad apprezzare la nostra unità e a ricordare che le differenze linguistiche non devono separarci nella congregazione.
4. Cosa accadde dopo che Gesù nominò lo “schiavo fedele e saggio”?
Matteo 24:45 — “Chi è in realtà lo schiavo fedele e saggio che il suo padrone ha costituito sopra i propri domestici per dar loro cibo al tempo giusto?
Risposta 1: Dopo la sua nomina nel 1919, quei fratelli unti capirono che, per provvedere cibo spirituale, il messaggio biblico doveva essere tradotto in molte lingue e portato in più paesi. Non bastava ciò che era già stato fatto. Questa consapevolezza diede impulso al lavoro necessario perché molte più persone potessero conoscere Geova.
Risposta 2: L’opera di traduzione fu ampliata. Anche se il Fotodramma della Creazione era già disponibile in diverse lingue, i fratelli videro che era necessario fare di più. Per esempio, L’arpa di Dio fu pubblicato in inglese nel 1921 e col tempo fu tradotto in 36 lingue. Questo dimostra che erano disposti a continuare a lavorare perché il messaggio raggiungesse persone che non potevano ancora riceverlo nella propria lingua.
Risposta 3: Nel 1935 si comprese chiaramente chi rappresenta la grande folla, e questo permise di apprezzare l’enorme compito ancora da svolgere. Bisognava raggiungere persone in tutta la terra. Geova preparò così il terreno per l’adempimento della profezia di Zaccaria. Ripercorrere questi passi ci aiuta ad apprezzare il lavoro che ha reso possibile ricevere cibo spirituale nella nostra lingua.
5, 6. Come si stanno adempiendo oggi le parole di Isaia 2:2-4? (Vedi anche l’immagine).
Risposta 1: La profezia si adempie vedendo persone sincere di molte nazioni imparare le vie di Geova. La predicazione e la traduzione permettono loro di ricevere questo insegnamento in lingue che comprendono. Non si tratta solo di distribuire pubblicazioni, ma di aiutare le persone a conoscere Geova e a vivere come desidera. Ogni persona che accetta questo insegnamento dimostra il valore di tutto questo lavoro.
Salmi 110:3 — Il tuo popolo si offrirà volenterosamente nel giorno delle tue forze militari. Adornata di santità, è con te una schiera di giovani, gocce di rugiada generate dall’aurora.
Risposta 2: La disposizione volontaria del popolo di Geova contribuisce a permettere a persone di molte nazioni di imparare le sue vie. Alcuni predicano; altri traducono, stampano o inviano pubblicazioni, e altri ancora lavorano a strumenti informatici. L’immagine mette in risalto alcune di queste attività. Anche se i compiti sono diversi, tutti aiutano a far arrivare l’insegnamento biblico a più persone.
Risposta 3: Anche le donazioni contribuiscono all’opera mondiale. Il paragrafo spiega che, grazie ai contributi di tutti, le pubblicazioni sono disponibili in più di 1.100 lingue e ogni anno centinaia di migliaia di persone si battezzano. Questo ci ricorda che non è necessario saper tradurre o lavorare in una tipografia per collaborare. Le nostre donazioni sono un altro modo per ringraziare del cibo spirituale e aiutare altri a riceverlo.
7. Che effetto ha su di noi vedere l’adempimento di Rivelazione 14:6?
Rivelazione 14:6 — E vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e aveva un’eterna buona notizia da annunciare agli abitanti della terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo.
Risposta 1: Vedere che la buona notizia raggiunge persone di tante lingue rafforza la nostra fiducia nelle profezie. Inoltre, questo brano ci ricorda che abbiamo l’aiuto degli angeli. Perciò non consideriamo la predicazione mondiale un’opera semplicemente umana, ma un’opera sostenuta da Geova.
Risposta 2: Siamo ancora più convinti che anche le altre profezie si adempiranno. Vediamo come gli strumenti disponibili permettono di superare le barriere linguistiche e portare il messaggio a persone di molti luoghi. Se Geova sta adempiendo queste promesse, possiamo fidarci di quelle ancora future. Questo ci aiuta a guardare al futuro con fiducia e a continuare a partecipare con entusiasmo alla predicazione.
Risposta 3: Aumenta anche la nostra determinazione a essere leali all’organizzazione che Geova usa per proclamare la buona notizia. Vediamo lo sforzo per far arrivare il messaggio a persone di ogni lingua e popolo, e desideriamo collaborare. Un modo pratico per dimostrare questa lealtà è usare gli strumenti che riceviamo, invece di permettere che una differenza linguistica ci impedisca di cercare di aiutare qualcuno.
8. Come contrastò Geova nel 33 ciò che era accaduto alla Torre di Babele?
Risposta 1: A Babele Geova confuse la lingua degli esseri umani, che si dispersero. Invece, alla Pentecoste del 33, diede ai discepoli la capacità di parlare lingue che non conoscevano. Così persone di diverse nazioni presenti a Gerusalemme poterono ascoltare il messaggio nella propria lingua. Geova usò la sua potenza perché la differenza linguistica non impedisse loro di imparare da lui.
Atti 2:11 — cretesi e arabi, e li sentiamo parlare nelle nostre lingue delle magnifiche cose di Dio”.
Risposta 2: La reazione di quelle persone mostra lo scopo del miracolo: Geova voleva che comprendessero il messaggio che lo riguardava. Non fu solo una dimostrazione di potenza. Ognuno poteva ascoltare nella propria lingua. Questo ci insegna quanto sia importante interessarci che le persone comprendano ciò che condividiamo, e non limitarci a dire loro qualcosa.
Risposta 3: Geova superò quella barriera dando miracolosamente ai discepoli la capacità di parlare altre lingue. Oggi il paragrafo ci indirizza a un aiuto diverso: le pubblicazioni possono parlare per noi. Anche se non conosciamo la lingua di una persona, possiamo offrirle informazioni bibliche che comprende. Continuiamo così a dare importanza a ciò che mise in risalto quel miracolo: le persone devono ascoltare il messaggio di Geova nella propria lingua.
9. Cosa possiamo fare perché chi non parla la nostra lingua ascolti la buona notizia?
Risposta 1: Possiamo usare pubblicazioni e video in una lingua che la persona comprende. Non dobbiamo conoscere bene la sua lingua per avvicinarle il messaggio della Bibbia. L’importante è usare gli strumenti disponibili pensando ai suoi bisogni. Una pubblicazione che può leggere o un video che può capire le danno l’opportunità di ricevere il sollievo e la speranza che forse non potremmo spiegarle con le nostre parole.
Risposta 2: L’esempio del malato in un paese straniero aiuta a capire il punto. Le istruzioni del medico possono essere ottime, ma il paziente ha bisogno che vengano tradotte per comprenderle. Allo stesso modo, la Bibbia offre un aiuto prezioso a chi soffre in senso spirituale o emotivo. Mostrandogli materiale nella sua lingua, rendiamo questo aiuto accessibile invece di aspettare che prima impari la nostra lingua.
Risposta 3: Possiamo concentrarci sul bisogno della persona, non sul nostro limite linguistico. Forse sta soffrendo e ha proprio bisogno della speranza offerta dalla Bibbia. Ricordandolo, saremo più pronti a cercare una pubblicazione o un video che possa comprendere. Questo sforzo dimostra sincero interesse e impedisce di concludere che non possiamo aiutarla solo perché non parliamo la stessa lingua.
10, 11. Cosa ci insegnano l’esperienza di Robert e il riquadro “Una rifugiata trova la speranza”?
Risposta 1: L’esperienza di Robert insegna che conoscere bene le nostre pubblicazioni ci permette di usarle anche in lingue che non parliamo. Lui parlava solo inglese, ma conosceva l’opuscolo e poté indicare all’uomo turco quali paragrafi leggere. Questo ci incoraggia a familiarizzarci con gli strumenti per la predicazione. Più conosciamo il loro contenuto, più sarà facile usarli per aiutare chi non comprende la nostra lingua.
Risposta 2: Impariamo anche che uno strumento digitale può aiutarci a rispondere a domande reali. Quando quell’uomo chiese della situazione mondiale, Robert usò JW Library per mostrargli le risposte bibliche in turco. Alla fine l’uomo rispettava di più la Bibbia e ne comprendeva meglio il messaggio. Non dobbiamo quindi limitarci a consegnare una pubblicazione; possiamo usare questi strumenti per rispondere alle preoccupazioni della persona.
Risposta 3: Un piccolo gesto può rendere la speranza biblica accessibile a qualcuno. L’immagine della donna con un volantino in hmong mette in risalto il valore di ricevere informazioni nella propria lingua. Possiamo applicare l’invito del paragrafo 11: proporci di mostrare un articolo o consegnare un volantino nella lingua che comprenderà la prossima persona che incontreremo e che non parla la nostra. Non sottovalutiamo questa opportunità.
12. Che effetto ha avuto la Traduzione del Nuovo Mondo sul popolo di Geova, e perché?
1 Corinti 1:10 — Ora, fratelli, vi esorto nel nome del nostro Signore Gesù Cristo a parlare tutti concordemente e a non avere divisioni fra voi, ma a essere perfettamente uniti nello stesso pensiero e nello stesso modo di ragionare.
Risposta 1: La Traduzione del Nuovo Mondo ha contribuito all’unità che Paolo chiese ai cristiani. In tutte le lingue trasmette lo stesso messaggio in modo chiaro e affidabile. Perciò, anche se viviamo in paesi diversi, abbiamo le stesse convinzioni e insegniamo le stesse verità. La nostra unità si basa sull’insegnamento della Bibbia.
Risposta 2: Oltre a unire il popolo di Geova, ha aiutato molti a rafforzare la loro amicizia con lui. Un anziano del Nepal spiegò che leggerla nella sua lingua rese Geova più reale per lui e rafforzò la sua fede. Questo dimostra che comprendere bene la Bibbia non accresce solo la conoscenza, ma può anche aiutarci a sentirci più vicini a Geova e a confidare maggiormente in lui.
Risposta 3: La sua disponibilità, completa o parziale, in più di 300 lingue permette a moltissime persone di trarne beneficio. E la chiarezza e l’affidabilità del messaggio rimangono invariate, qualunque sia la lingua. Questo ci spinge a essere grati per il lavoro di traduzione e a usare personalmente questo strumento. Leggerla con attenzione ci permette di beneficiare di ciò che ha tanto rafforzato e unito i nostri fratelli.
13. Perché oggi pochissime Bibbie contengono il nome di Geova?
Risposta 1: Come spiega il paragrafo, molti leader delle religioni che si dichiarano cristiane si oppongono sempre più all’uso del nome Geova o al fatto di farlo conoscere. Questa opposizione si è riflessa nelle loro traduzioni della Bibbia. Perciò, anche se circa cento anni fa molte versioni includevano il nome divino, specialmente nelle Scritture Ebraiche, oggi pochissime lo conservano.
Risposta 2: Il paragrafo indica che il nome è stato eliminato dalle traduzioni cattoliche e dalla maggioranza delle traduzioni delle confessioni protestanti. Questo aiuta a capire perché molti non lo trovano nella Bibbia che usano. Quando conversiamo con loro, è bene tener conto di questa circostanza e spiegare con rispetto perché apprezziamo tanto una traduzione che permette di conoscere il nome di Dio.
Risposta 3: La ragione messa in risalto dall’articolo è l’opposizione religiosa a conservare e far conoscere il nome divino. Di fronte a questa tendenza, la Traduzione del Nuovo Mondo lo ha restaurato nel posto che gli spetta in tutte le lingue in cui è disponibile. Questo contrasto ci aiuta ad apprezzare questa traduzione: non solo ci permette di leggere il messaggio biblico, ma anche di conoscere il nome del suo Autore e dargli onore.
14. In che modo la Bibbia mostra quanto sia importante conoscere e usare il nome di Dio?
Giovanni 17:26 — Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, così che l’amore con il quale mi hai amato sia in loro, e io sia unito a loro”.
Risposta 1: Gesù attribuì grande importanza al fatto che i suoi discepoli conoscessero il nome del Padre e dichiarò di voler continuare a farlo conoscere. Inoltre collegò questo insegnamento all’amore. Usare il nome di Geova non è quindi un dettaglio insignificante: fa parte del seguire l’esempio di Gesù e dell’aiutare altri ad avvicinarsi al Padre.
Risposta 2: La Bibbia mette in risalto l’importanza del nome sia nella lode che nella preghiera. Il salmista incoraggia i servitori di Dio a lodare il suo nome, e Gesù insegnò ai discepoli a chiedere che fosse santificato. Questo mostra che il nome di Geova deve occupare un posto importante nella nostra adorazione. Conoscerlo ci permette di rivolgerci a lui personalmente e di parlare di lui ad altri.
Romani 10:13 — Infatti “chiunque invocherà il nome di Geova sarà salvato”.
Risposta 3: Paolo collegò l’invocare il nome di Geova alla salvezza. Perciò è molto importante che le persone possano trovare questo nome nella loro Bibbia e imparare chi lo porta. Se non lo conoscono, come potranno invocarlo con fede? Farlo conoscere è una parte essenziale dell’aiuto spirituale che offriamo, non un aspetto secondario della nostra predicazione.
15. Cosa proviamo per il nome di Geova?
Risposta 1: Proviamo profondo amore per il nome di Geova perché abbiamo imparato ad amare e conoscere colui che lo porta. La Bibbia ci ha aiutato a confidare in lui e a comprendere l’importanza di usare e lodare il suo nome. Perciò non lo consideriamo semplicemente un’informazione, ma il nome del nostro amato Dio.
Proverbi 18:10 — Il nome di Geova è una forte torre: il giusto vi corre e riceve protezione.
Risposta 2: Questo proverbio mostra perché il nome di Geova ci ispira tanta fiducia. Lo associamo alla protezione che offre a chi ricorre a lui. Perciò il nostro amore per il suo nome è legato alla sicurezza che proviamo conoscendolo. Quando abbiamo bisogno di aiuto, desideriamo avvicinarci a Geova e continuare a confidare in lui.
Risposta 3: Siamo anche grati di avere accesso a una Bibbia che trasmette l’importanza del nome di Dio. Grazie a essa abbiamo potuto conoscere meglio Geova, confidare in lui e arrivare ad amarlo. Questa gratitudine si vede nel modo in cui usiamo il suo nome: con rispetto, lode e il desiderio che anche altri conoscano il Dio che amiamo tanto.
16. Perché è urgente arrivare a conoscere Geova? (Giovanni 17:3).
Giovanni 17:3 — Questo significa vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.
Risposta 1: È urgente perché la nostra vita eterna dipende dal conoscere Geova e Gesù Cristo. Inoltre, il paragrafo ricorda che si avvicina la guerra tra i re della terra e Geova. Ora abbiamo l’opportunità di avvicinarci a lui come nostro Padre e Dio. Non vogliamo rimandare qualcosa che ha tanta importanza per il nostro futuro.
Risposta 2: Il paragrafo presenta un contrasto molto serio: possiamo conoscere Geova come amico oppure essere costretti a conoscerlo come avversario. Egli si farà conoscere alle nazioni, ma chi lo conosce e onora il suo nome avrà la sua protezione. Vale quindi la pena dedicare ora tempo a rafforzare la nostra amicizia con lui. Vogliamo essere tra quelli che lo cercano e confidano nella sua cura.
Salmi 9:10 — Quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te; o Geova, non abbandonerai mai quelli che ti ricercano. [zàin]
Risposta 3: Questo salmo ci dà un motivo positivo per agire senza indugio: Geova non abbandona chi lo cerca. L’urgenza non deriva solo dal sapere cosa accadrà, ma anche dall’apprezzare l’amicizia e la protezione che offre. Più lo conosciamo, più motivi avremo per confidare in lui e onorare il suo nome.
17. Quale privilegio abbiamo?
Zaccaria 8:23 — “Questo è ciò che Geova degli eserciti dice: ‘In quei giorni dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno, afferreranno saldamente un giudeo per la veste, e diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”’”.
Risposta 1: Abbiamo il privilegio di contribuire all’adempimento di questa profezia. Aiutando persone di lingue diverse a conoscere Geova, partecipiamo a un’opera che lui annunciò molto tempo fa. Anche se il nostro contributo sembra piccolo, fa parte dello sforzo mondiale per radunare coloro che desiderano servirlo.
Risposta 2: Possiamo lavorare uniti ai nostri fratelli e contare sull’aiuto degli angeli nella predicazione mondiale. Questo rende il nostro lavoro un immenso onore. Inoltre Geova ci fornisce strumenti per raggiungere persone di molte lingue. Usarli bene dimostra che apprezziamo questo privilegio e desideriamo aiutare il maggior numero possibile di persone ad avvicinarsi a lui.
Risposta 3: Abbiamo l’opportunità di aiutare altri a scoprire che Geova è imparziale, misericordioso e paziente. Il nostro obiettivo non è semplicemente che ricevano informazioni, ma che si avvicinino a lui. Possiamo continuare a partecipare a quest’opera finché il suo nome sarà santificato davanti a tutta la creazione. Pensare a questo obiettivo dà grande significato a ogni sforzo che facciamo per parlare di Geova.
Chi rappresentano i “10 uomini” e il “giudeo” di Zaccaria 8:23?
Zaccaria 8:23 — “Questo è ciò che Geova degli eserciti dice: ‘In quei giorni dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni afferreranno, afferreranno saldamente un giudeo per la veste, e diranno: “Vogliamo venire con voi, perché abbiamo udito che Dio è con voi”’”.
Risposta 1: I “10 uomini” rappresentano gli umili servitori di Geova che sperano di vivere per sempre sulla terra. Il “giudeo” rappresenta i cristiani unti con spirito santo, che hanno la speranza celeste. La profezia descrive persone di molte lingue che si uniscono a loro riconoscendo il sostegno di Dio.
Risposta 2: I “10 uomini” sono persone con la speranza di vivere per sempre sulla terra, provenienti da nazioni e lingue diverse. Il “giudeo” rappresenta gli unti, non una singola persona. Ciò che viene messo maggiormente in risalto è l’unità fra i due gruppi. Anche se non hanno tutti la stessa speranza, servono lo stesso Dio e collaborano per portare la buona notizia a persone di tutto il mondo.
Risposta 3: La profezia unisce i cristiani unti, rappresentati dal “giudeo”, con i servitori di Dio che hanno la speranza terrena, rappresentati dai “10 uomini”. Questi ultimi riconoscono che Geova è con il suo popolo e desiderano accompagnarlo. Ricordare questo significato ci aiuta ad apprezzare la nostra unità e a collaborare con gioia nell’opera di predicazione, senza permettere alle differenze linguistiche di separarci.
Cosa sta aiutando persone di moltissime lingue a imparare qualcosa su Geova?
Risposta 1: Le pubblicazioni, i video, JW Library e il nostro sito permettono a molte persone di ricevere l’insegnamento biblico in una lingua che comprendono. Dietro questi strumenti c’è il lavoro volontario di fratelli che traducono, stampano, distribuiscono e sviluppano risorse informatiche. Noi completiamo questo sforzo usandoli nella predicazione. Anche senza parlare la lingua di qualcuno, possiamo mettergli a disposizione informazioni che lo aiutino a conoscere Geova.
Atti 2:11 — cretesi e arabi, e li sentiamo parlare nelle nostre lingue delle magnifiche cose di Dio”.
Risposta 2: Alla Pentecoste Geova permise alle persone di ascoltare il messaggio nelle loro lingue mediante un miracolo. Oggi possiamo usare le pubblicazioni perché parlino per noi. Il mezzo è diverso, ma rimane essenziale che la persona comprenda. Scegliere materiale nella sua lingua può quindi darle l’opportunità di imparare qualcosa su Geova.
Risposta 3: È utile anche che i proclamatori conoscano bene gli strumenti e sappiano usarli. Robert poté guidare un uomo turco nella lettura di un opuscolo perché ne conosceva il contenuto, e poi gli mostrò risposte bibliche in JW Library. La sua esperienza ci incoraggia a prepararci per usare questi aiuti. Non basta che siano disponibili in molte lingue; possiamo prendere l’iniziativa per farli arrivare a chi ne ha bisogno.
Perché è molto importante che le persone conoscano e usino il nome di Geova?
Romani 10:13 — Infatti “chiunque invocherà il nome di Geova sarà salvato”.
Risposta 1: Perché la Bibbia collega l’invocare il nome di Geova alla salvezza. Per farlo con fede, le persone devono sapere chi è e arrivare a conoscerlo. Perciò far conoscere il suo nome è una parte fondamentale della nostra predicazione. Vogliamo che abbiano l’opportunità di avvicinarsi a Geova, confidare in lui e onorarlo.
Risposta 2: Conoscere e usare il nome di Geova fa parte dell’adorazione insegnata dalla Bibbia. I Salmi incoraggiano a lodarlo, e Gesù fece conoscere il nome del Padre e insegnò a chiedere che fosse santificato. Quando aiutiamo le persone a conoscere questo nome e a usarlo con rispetto, le aiutiamo a seguire l’esempio e gli insegnamenti di Gesù.
Risposta 3: È importante perché conoscere Geova permette di sviluppare amore e fiducia in lui, ed è collegato alla vita eterna. L’articolo mette in risalto che chi lo conosce e onora il suo nome sarà protetto. Non vogliamo quindi che le persone imparino solo come si chiama Dio, ma che scoprano com’è e si avvicinino a lui. Questo è il prezioso obiettivo di predicare la buona notizia in tante lingue.
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