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Studio della Torre di Guardia per la settimana dal 23 al 29 novembre 2026

Studio della Torre di Guardia per la settimana dal 23 al 29 novembre 2026

Il sacerdozio dimostra l’amore di Geova

1. Perché tutti gli esseri umani si trovano in una situazione disperata?

Risposta 1: Siamo in una situazione disperata perché tutti abbiamo ereditato il peccato da Adamo ed Eva. Questo peccato ci ha allontanati da Geova, e nessuno di noi può risolvere il problema con le proprie forze. Abbiamo bisogno di aiuto per ristabilire una buona relazione con Dio. Riconoscerlo ci aiuta ad apprezzare ancora di più ciò che Geova ha fatto per noi.

Efesini 2:12 — A quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla nazione d’Israele, estranei ai patti della promessa; non avevate nessuna speranza ed eravate senza Dio nel mondo.

Risposta 2: Efesini 2:12 mostra quanto è triste essere senza Dio e senza speranza. Senza l’aiuto di Geova non potremmo superare da soli le conseguenze del peccato. La nostra speranza quindi non dipende dalle capacità umane, ma da ciò che il nostro Padre ha disposto per avvicinarci a lui.

Risposta 3: Il paragrafo paragona il peccato a un abisso che ci separa da Geova. Anche se desiderasse avvicinarsi a lui, una persona non potrebbe attraversarlo da sola. Questo ci insegna a essere umili: tutti abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Ma ci dà anche motivo di essere grati, perché Geova non ci ha lasciati senza via d’uscita.

2. Cosa vedremo in questo articolo?

Risposta 1: Vedremo come il sacerdozio ha aiutato gli esseri umani imperfetti ad avvicinarsi a Geova. L’articolo spiega quali benefici portò nei tempi biblici, cosa fa per noi oggi e cosa farà in futuro. Capiremo così che non è solo un argomento storico, ma riguarda strettamente la nostra amicizia con Geova e la nostra speranza.

Risposta 2: Il sacerdozio è un dono di Geova. Prima recò beneficio agli israeliti e poi ai cristiani, compresi noi. Esaminandolo, noteremo non solo cosa facevano i sacerdoti, ma anche perché Geova li nominò: voleva aiutare le persone peccatrici ad avvicinarsi a lui.

Risposta 3: Soprattutto vedremo cosa rivela il sacerdozio dell’immenso amore di Geova. Questo studio ci invita a concentrarci su tutto ciò che il nostro Padre ha fatto per aiutarci. Meditare sulle sue amorevoli disposizioni può rafforzare la nostra fiducia in lui e il desiderio di stringere sempre di più la nostra amicizia con lui.

3. Secondo Ebrei 5:1, in che modo il sacerdozio aiutava chi desiderava adorare Geova? (Vedi anche l’immagine.)

Ebrei 5:1 — Ogni sommo sacerdote scelto fra gli uomini è costituito a loro beneficio sulle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.

Risposta 1: Ebrei 5:1 spiega che il sommo sacerdote agiva a beneficio delle persone nella loro relazione con Dio. Presentava doni e sacrifici per i loro peccati. In questo modo Geova provvedeva l’aiuto necessario per avvicinarsi a lui e dimostrava di voler accettare l’adorazione dei suoi servitori imperfetti.

Risposta 2: L’immagine mostra un ponte sopra un abisso. Il ponte permette all’uomo di passare da un luogo oscuro e deserto a uno verde e rigoglioso. In modo simile, il sacerdozio aiutava gli israeliti a superare la separazione causata dal peccato. L’illustrazione sottolinea che fu Dio a rendere possibile il loro avvicinamento a lui.

Risposta 3: Geova istituì il sacerdozio perché voleva aiutare chi desiderava adorarlo. Il sommo sacerdote e gli altri sacerdoti non svolgevano semplicemente cerimonie: il loro lavoro favoriva la relazione del popolo con Dio. Geova non si limita a indicare che siamo peccatori; provvede anche l’aiuto necessario per avvicinarci a lui.

4. In che senso i sacerdoti erano rappresentanti di Dio davanti agli esseri umani?

Malachia 2:7 — Le labbra del sacerdote devono custodire la conoscenza, e dalla sua bocca il popolo deve attingere la legge, perché lui è il messaggero di Geova degli eserciti.

Risposta 1: Malachia 2:7 mostra che il sacerdote doveva trasmettere la conoscenza di Geova e insegnare la sua Legge, non le proprie idee. Grazie a questo insegnamento il popolo poteva capire cosa Geova si aspettava da lui e adorarlo nel modo che desiderava.

Risposta 2: I sacerdoti aiutavano il popolo a capire e applicare la Legge di Mosè. Non dovevano solo comunicare una norma, ma anche spiegare come metterla in pratica. Per questo erano rappresentanti di Geova. Conoscere meglio le sue istruzioni permetteva agli israeliti di prendere decisioni che gli piacevano e di avvicinarsi a lui.

Risposta 3: L’esempio di Esdra mostra il valore di tale insegnamento. Ai tempi di Neemia, tredici leviti collaborarono con lui spiegando al popolo il significato di ciò che veniva letto nella Legge. Le persone non si limitarono ad ascoltare: poterono capire e applicare le norme di Geova. Anche noi dobbiamo cercare comprensione, non limitarci alla lettura.

5. In che senso i sacerdoti erano rappresentanti degli esseri umani davanti a Dio, e cosa ci insegna questo su Geova?

Risposta 1: I sacerdoti rappresentavano gli israeliti davanti a Geova offrendo sacrifici a loro favore. Il popolo sapeva di peccare e di aver bisogno del perdono. Attraverso il sacerdozio Geova dava loro un modo per cercarlo. Questo dimostra che non era indifferente alla loro sofferenza o al loro senso di colpa, ma si interessava del loro benessere e della loro salvezza.

Salmi 51:9 — Distogli lo sguardo dai miei peccati e cancella tutti i miei errori.

Risposta 2: La richiesta di Salmo 51:9 esprime quanto un servitore di Dio abbia bisogno del perdono. I sacerdoti aiutavano gli israeliti presentando sacrifici per loro. Pensare al sollievo che provavano quando ricevevano il perdono ci aiuta ad apprezzare la compassione di Geova. Egli voleva che continuassero ad adorarlo mantenendo una buona relazione con lui.

Risposta 3: Questa disposizione rivela che Geova si interessa di come ci sentiamo quando sbagliamo. Il sacerdozio dava agli israeliti motivo di confidare nella sua misericordia. Questo ci aiuta a vedere il perdono come un’espressione del suo amore e a ricordare che desidera aiutarci ad avvicinarci a lui.

6. Perché la Bibbia parla di sacerdoti anche prima che fosse istituito il sacerdozio in Israele?

Risposta 1: Perché ai tempi dei patriarchi i capifamiglia offrivano sacrifici per sé e per la propria casa. Potevano quindi svolgere funzioni sacerdotali prima che esistesse il sacerdozio d’Israele. I sacerdoti menzionati in Esodo 19:22 erano probabilmente quei capifamiglia. Questo mostra che Geova ha sempre desiderato una buona relazione con i suoi servitori ubbidienti.

Genesi 8:20 — E Noè eresse un altare a Geova; poi prese alcuni di tutti gli animali puri e di tutte le creature alate pure e offrì olocausti sull’altare.

Risposta 2: Genesi 8:20 presenta Noè mentre offre sacrifici molto prima della formazione d’Israele. Uscito dall’arca, volle ringraziare Geova per averli salvati. Il suo esempio conferma che offrire sacrifici non iniziò con Aaronne. I capifamiglia potevano già esprimere così la loro gratitudine e il desiderio di mantenere una buona relazione con Dio.

Risposta 3: Giobbe è un altro esempio: offriva regolarmente sacrifici per i figli perché temeva che avessero peccato. Anche Abraamo costruì altari a Geova. Questi casi mostrano che i capifamiglia si occupavano dell’adorazione prima del sacerdozio israelita. Geova permetteva già ai suoi servitori di avvicinarsi a lui.

7. Chi era Melchìsedec, e sotto quale aspetto il Messia sarebbe stato simile a lui?

Genesi 14:18 — E Melchìsedec, re di Sàlem, che era sacerdote dell’Iddio Altissimo, portò pane e vino.

Risposta 1: Genesi 14:18 identifica Melchìsedec come re di Salem e sacerdote dell’Iddio Altissimo. È la prima persona che la Bibbia chiama specificamente sacerdote. Il Messia gli sarebbe stato simile perché avrebbe svolto entrambe le funzioni: sarebbe stato re e sacerdote.

Risposta 2: Melchìsedec si distingueva perché era sia sacerdote sia re. Geova promise che il Messia sarebbe stato come lui sotto questo aspetto. Questa combinazione ci aiuta ad apprezzare Gesù: oltre a governare, svolge un’opera sacerdotale a favore degli esseri umani. La nostra speranza riguarda entrambe le funzioni, non solo la sua autorità regale.

Risposta 3: La somiglianza consisteva nel fatto che entrambi sarebbero stati re e sacerdoti, ma il regno del Messia avrebbe portato benefici eterni. La promessa di Geova dirige l’attenzione al bene duraturo che Gesù farà all’umanità. Meditare su questo rafforza la fiducia in tutto ciò che Geova realizzerà mediante lui.

8. Chi erano i sacerdoti in Israele, e qual era il loro compito?

Esodo 40:12-15 — “Quindi farai avvicinare Aronne e i suoi figli all’ingresso della tenda dell’incontro e li laverai con acqua. E devi vestire Aronne con le vesti sante e ungerlo e consacrarlo, e lui mi servirà in qualità di sacerdote. Dopodiché farai avvicinare i suoi figli e li vestirai con le tuniche. Devi ungerli come hai unto il loro padre in modo che mi servano in qualità di sacerdoti, e la loro unzione garantirà loro un sacerdozio duraturo, di generazione in generazione”.

Risposta 1: Geova scelse Aaronne e i suoi discendenti per offrire sacrifici a favore degli israeliti.

Risposta 2: I sacerdoti erano Aaronne e i suoi discendenti. Il loro compito principale era presentare sacrifici per il popolo, alcuni per l’intera nazione e altri per singole persone. Geova assegnò inoltre ai leviti il compito di sostenerli. Questo mostra che nell’adorazione c’erano responsabilità definite e che Geova aveva organizzato l’aiuto necessario.

Risposta 3: Il loro lavoro doveva essere svolto seguendo le istruzioni di Geova. La Legge indicava quali sacrifici offrire, il loro scopo e il modo di presentarli. I sacerdoti quindi non decidevano autonomamente come adorare Dio. Quel sacerdozio prefigurava qualcosa di migliore: il sacrificio superiore che Gesù avrebbe offerto in seguito.

9, 10. Chi servirà come sacerdote insieme a Gesù durante il Regno millenario?

1 Pietro 2:9 — Ma voi siete “un popolo eletto, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo acquistato come speciale proprietà, affinché proclamiate le eccellenze” di Colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua meravigliosa luce.

Risposta 1: I 144.000 saranno re e sacerdoti insieme a Gesù, il nostro Sommo Sacerdote. Primo Pietro 2:9 identifica i cristiani unti come un sacerdozio regale. Durante il Regno millenario collaboreranno con Cristo per aiutare gli esseri umani ubbidienti a raggiungere la perfezione. Il loro servizio sarà un’ulteriore espressione dell’amore di Geova.

Risposta 2: Saranno i 144.000, e la loro opera si baserà sul sacrificio perfetto di Gesù. A differenza dei sacrifici animali, il suo sacrificio può purificare completamente dai peccati. Il futuro sacerdozio otterrà quindi ciò che quello israelita non poteva ottenere: aiutare gli esseri umani ubbidienti a liberarsi dal peccato e raggiungere la perfezione.

Risposta 3: Gesù e i 144.000 serviranno come sacerdoti finché gli esseri umani non avranno raggiunto la perfezione. Allora la separazione causata dal peccato non esisterà più e non sarà necessario un sacerdozio che faccia da ponte. Geova ha disposto di eliminare completamente e per sempre le conseguenze del peccato.

11. Qual è la prima cosa che il sacerdozio ci insegna riguardo a Geova?

2 Corinti 5:18 — Ma tutto ciò viene da Dio, che ci ha riconciliato con sé mediante Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione:

Risposta 1: Seconda Corinti 5:18 mostra che la riconciliazione mediante Cristo viene da Dio. Geova desidera la nostra amicizia e ha preso l’iniziativa per renderla possibile. Non vuole che il peccato ci tenga lontani da lui per sempre. Riflettere su ciò che ha fatto ci dà fiducia per cercare la sua approvazione.

Risposta 2: Il sacerdozio ci mostra innanzitutto che Geova vuole che siamo suoi amici. Non è una disposizione fredda o impersonale, ma risponde al suo desiderio che possiamo avvicinarci a lui e piacergli. Inoltre vuole liberarci dal peccato e dalla morte. Questo ci dà ulteriori motivi per amarlo e confidare nei suoi sentimenti verso di noi.

Risposta 3: Mi conforta sapere che Geova tiene conto del fatto che non abbiamo scelto di essere imperfetti, ma abbiamo ereditato questa condizione. Ciò non elimina la responsabilità, ma ci aiuta a capire la sua misericordia. Egli conosce la nostra situazione e ha reso possibile piacergli. Possiamo apprezzare l’opportunità che ci offre amorevolmente di essere suoi amici.

12. Perché ci conforta sapere che Gesù, il nostro Sommo Sacerdote, parla a nostro favore davanti a Geova? (Ebrei 7:25; vedi anche l’immagine.)

Ebrei 7:25 — Perciò può anche salvare completamente quelli che tramite lui si avvicinano a Dio, perché è sempre vivo per intercedere per loro.

Risposta 1: Ebrei 7:25 ci assicura che Gesù continua a intercedere per chi si avvicina a Dio tramite lui. Il suo aiuto non terminò quando diede la vita. Quando sbagliamo, abbiamo un Sommo Sacerdote che desidera aiutarci a conservare l’amicizia con Geova. Fu il nostro stesso Padre ad affidargli questo incarico.

Risposta 2: Gesù conosce molto più dei nostri errori. Tiene conto di come educazione, esperienze o salute fisica ed emotiva possono averci influenzati. Conosce anche le nostre qualità e gli sforzi per fare ciò che è giusto. Questo ci dà motivo di confidare che comprende la nostra situazione e vuole aiutarci.

Risposta 3: L’immagine ci ricorda che Gesù nota le cose buone che facciamo: predicare, resistere a una tentazione, aiutare altri o continuare a pregare nonostante i limiti. Conosce i nostri motivi e le nostre richieste di perdono. Geova è disposto a perdonare e Gesù tiene presenti i nostri sforzi per servirlo fedelmente.

13. Secondo Ebrei 4:16, cos’altro è possibile grazie all’opera del nostro Sommo Sacerdote, e in che modo ci è utile?

Ebrei 4:16 — Avviciniamoci dunque con fiducia al trono dell’immeritata bontà, affinché otteniamo misericordia e troviamo immeritata bontà per ricevere aiuto al momento opportuno.

Risposta 1: Grazie a Gesù possiamo avvicinarci a Geova in preghiera con fiducia. Ebrei 4:16 collega questo avvicinamento al ricevere misericordia e aiuto al momento opportuno. Non dobbiamo quindi nascondere ciò che ci preoccupa: possiamo parlare liberamente a Geova, certi che desidera ascoltarci e sostenerci.

Risposta 2: L’opera del nostro Sommo Sacerdote ci permette di aprire il cuore a Geova. Il nostro Padre ascolta volentieri le preghiere perché dimostrano che confidiamo in lui e cerchiamo il suo sostegno. Non dobbiamo portare da soli le nostre preoccupazioni; parlarne con lui rafforza la nostra amicizia proprio quando abbiamo più bisogno di aiuto.

Risposta 3: A volte l’angoscia ci impedisce di esprimere ciò che sentiamo o di sapere cosa chiedere. Questo però non impedisce a Geova di ascoltarci e comprenderci. Non servono parole perfette per avvicinarci a lui. Ricordarlo ci aiuta a continuare a pregare anche nei giorni più difficili, certi che il nostro Padre comprende il cuore.

14. Come sappiamo che Geova vuole che viviamo per sempre?

1 Giovanni 4:10 — L’amore sta in questo: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è stato lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

Risposta 1: Prima Giovanni 4:10 mostra che Geova prese l’iniziativa di mandare suo Figlio come sacrificio per i nostri peccati. Questa è una prova concreta del suo amore. Non desidera soltanto che viviamo: ha provveduto il mezzo per ricevere il perdono completo e vivere per sempre. Meditare su questo dono rafforza la nostra gratitudine.

Risposta 2: Lo sappiamo perché Geova provvide un sacrificio capace di fare ciò che i sacrifici animali non potevano fare. Questi aiutavano gli israeliti a riconoscere il bisogno di qualcosa di migliore, ma non eliminavano completamente i peccati. La vita umana perfetta di Gesù rende possibile il perdono completo. Geova ha fatto ciò che era necessario per salvarci.

Risposta 3: Il sacerdozio mostra che Geova non vuole lasciarci per sempre sotto il peso del peccato. Desidera che riceviamo il perdono e viviamo per sempre. Per questo diede suo Figlio, il sacrificio di cui avevamo realmente bisogno. Quando ci chiediamo quanto gli importi del nostro futuro, possiamo pensare a ciò che fece per darci questa speranza.

15. Perché diciamo che le persone che Geova sceglie per essere sacerdoti sono una prova di quanto ci ama?

Filippesi 2:8 — Per di più, quando venne come uomo, umiliò sé stesso e divenne ubbidiente fino alla morte, la morte su un palo di tortura.

Risposta 1: Filippesi 2:8 sottolinea che Gesù fu ubbidiente fino alla morte. Anche gli unti devono rimanere fedeli fino alla fine. Geova ha quindi scelto per questo incarico persone la cui lealtà è pienamente dimostrata. Possiamo avere fiducia che saranno sacerdoti leali e amorevoli, che agiranno secondo la sua volontà.

Risposta 2: Geova dimostra quanto ci ama scegliendo sacerdoti di cui potremo fidarci. Gli unti devono dimostrare la loro fedeltà fino alla morte, come fece Gesù. Sapere che non riceveranno questa responsabilità senza aver provato la loro lealtà ci permette di guardare al futuro con tranquillità.

Risposta 3: L’amore di Geova si vede anche nello scopo di questa scelta. Gesù e i 144.000 aiuteranno gli esseri umani a liberarsi dal peccato e a diventare perfetti. Continueranno finché la terra sarà un paradiso pieno di persone perfette. Geova non ha solo promesso benedizioni, ma ha scelto chi collaborerà per realizzarle.

16. In che modo Ebrei 4:15 dimostra che Gesù è il miglior Sommo Sacerdote che potremmo avere?

Ebrei 4:15 — Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa capire le nostre debolezze, ma uno che è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, rimanendo però senza peccato.

Risposta 1: Ebrei 4:15 mostra che Gesù comprende le nostre debolezze perché fu messo alla prova in ogni cosa, pur rimanendo senza peccato. La sua perfezione non lo rende insensibile alle nostre difficoltà; la sua esperienza umana gli permette di trattarci con compassione. Possiamo confidare che conosce ciò che affrontiamo e sa aiutarci.

Risposta 2: Gesù sa per esperienza cosa significano stanchezza, fame e sete. Quando i nostri limiti fisici ci fanno sentire deboli, ricordiamo che il nostro Sommo Sacerdote comprende queste sensazioni. Non ci considera da una posizione estranea alla vita umana. Ci tratterà con comprensione e terrà conto delle nostre difficoltà.

Risposta 3: Subì anche scherni e opposizione e provò il dolore di perdere una persona cara, come il suo amico Lazzaro. Comprende quindi sia la sofferenza fisica sia quella emotiva. Se soffriamo per il rifiuto delle nostre convinzioni o per la morte di qualcuno che amiamo, possiamo sentirci compresi. Geova ci ha dato un Sommo Sacerdote che conosce da vicino queste esperienze.

17. Perché siamo convinti che gli unti saranno sacerdoti comprensivi?

Risposta 1: Perché durante la loro vita sulla terra furono imperfetti e peccatori. Sanno cosa significa sbagliare e sentirsi in colpa. Quando collaboreranno con Gesù per aiutare l’umanità a raggiungere la perfezione, comprenderanno le difficoltà causate dal peccato. Non aiuteranno senza esperienza, ma avendo affrontato l’imperfezione.

Risposta 2: Gli unti hanno affrontato anche problemi fisici ed emotivi. Comprenderanno quindi che le difficoltà non sempre sono visibili e possono colpirci profondamente. È confortante sapere che Geova ha scelto persone che conoscono i limiti della vita umana e potranno immedesimarsi nei sentimenti di coloro che aiuteranno.

Risposta 3: Tra i 144.000 ci sono uomini e donne di epoche, culture, razze e circostanze diverse. Qualunque sia la nostra situazione, alcuni potranno immedesimarsi in noi. Geova ha tenuto conto della varietà delle esperienze umane. Questo rafforza la fiducia che quel sacerdozio tratterà con comprensione persone con storie e difficoltà molto diverse.

18. Cosa ci insegna il sacerdozio sulla personalità di Geova, e come ti fa sentire tutto questo?

Risposta 1: Mi insegna che Geova è molto misericordioso e compassionevole. Conosce la nostra imperfezione, ma ha fatto molto perché possiamo avere la sua amicizia e approvazione. Questo mi aiuta a non considerarlo distante e interessato solo ai nostri errori. Mi sento più sicuro del suo amore e desidero avvicinarmi ancora di più a lui.

Rivelazione 12:10 — E sentii in cielo una voce possente che diceva: “Ora sono giunti la salvezza, la potenza, il Regno del nostro Dio e l’autorità del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, che li accusa giorno e notte davanti al nostro Dio!

Risposta 2: Rivelazione 12:10 presenta Satana come l’accusatore dei fratelli. Geova è completamente diverso: ha istituito il sacerdozio per aiutarci ad avvicinarci a lui. Questo contrasto mi ricorda di non confondere le accuse con i sentimenti del nostro Padre. Egli ci ama e vuole aiutarci.

Risposta 3: Mi colpisce che Geova non si limiti a dire di amarci, ma lo dimostri con disposizioni concrete. Il sacerdozio, l’aiuto di Gesù e la possibilità di ricevere il perdono rivelano com’è il nostro Padre. Meditare su questo mi aiuta a confidare di più nella sua disponibilità a perdonare e mi incoraggia a non allontanarmi da lui quando ho bisogno di aiuto.

19. Come ci vede Geova quando stiamo male a causa dell’imperfezione?

1 Giovanni 3:20 — riguardo a qualunque cosa per cui il cuore possa condannarci, perché Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Risposta 1: Prima Giovanni 3:20 ci ricorda che la valutazione del nostro cuore non riflette sempre tutto ciò che Geova sa di noi. Quando vediamo solo le nostre mancanze, lui conosce anche le nostre qualità e i nostri sforzi. Non dobbiamo quindi considerare i sensi di colpa l’ultima parola sulla nostra relazione con lui. Geova ci comprende meglio di quanto comprendiamo noi stessi.

Risposta 2: Geova ricorda come siamo fatti e comprende i nostri limiti. Non si aspetta che smettiamo di essere imperfetti con le nostre sole forze. Quando ci sentiamo indegni del suo amore, ricordiamo che conosce bene la condizione ereditata. Questa comprensione non minimizza gli errori, ma ci assicura che ci tratta con misericordia e tiene conto della nostra fragilità.

Risposta 3: Il nostro Padre vede oltre ciò che abbiamo fatto di male. Nota anche le nostre virtù e ciò che possiamo diventare. Questo può aiutarci quando non riusciamo a vedere nulla di buono in noi stessi. Invece di rimanere prigionieri degli errori, ricordiamo come ci vede Geova e continuiamo a sforzarci di piacergli, confidando nel suo amore e nella sua comprensione.

20. Perché siamo grati del sacerdozio, e come possiamo dimostrarlo?

Ebrei 4:16 — Avviciniamoci dunque con fiducia al trono dell’immeritata bontà, affinché otteniamo misericordia e troviamo immeritata bontà per ricevere aiuto al momento opportuno.

Risposta 1: Siamo grati perché il sacerdozio ci permette di avvicinarci a Geova nonostante siamo peccatori. Ebrei 4:16 mostra come dimostrarlo: cercando con fiducia la sua misericordia e il suo aiuto. Quando abbiamo bisogno di sostegno non dobbiamo smettere di pregare. Avvicinarci al Padre dimostra che apprezziamo l’opportunità provveduta mediante Gesù.

Risposta 2: Siamo grati che Geova non abbia permesso al peccato di impedirci di adorarlo. Il sacerdozio esprime il suo desiderio di colmare la separazione tra lui e gli esseri umani. Possiamo dimostrare la nostra gratitudine usando questo aiuto: parlando sinceramente con lui e rivolgendoci a lui quando sbagliamo o ci sentiamo deboli. Così dimostriamo di confidare nella sua misericordia e di apprezzare la sua amicizia.

Risposta 3: Questo dono ci assicura che Geova desidera averci vicino. Non permettiamo quindi che i sensi di colpa ci allontanino da lui. Proprio quando abbiamo più bisogno di aiuto possiamo rivolgerci al nostro Padre. Farlo non significa minimizzare il peccato, ma confidare nella disposizione amorevole che egli stesso ha stabilito per aiutarci ad adorarlo.

Perché Geova diede agli esseri umani il dono del sacerdozio?

Ebrei 5:1 — Ogni sommo sacerdote scelto fra gli uomini è costituito a loro beneficio sulle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.

Risposta 1: Geova ce lo diede per aiutarci ad avvicinarci a lui nonostante il peccato. Ebrei 5:1 spiega che il sommo sacerdote agiva a favore delle persone nelle questioni riguardanti Dio e offriva sacrifici per i loro peccati. Questo dimostra che Geova non voleva tenere lontano l’essere umano, ma provvedergli aiuto per adorarlo.

Risposta 2: Il sacerdozio soddisfaceva due importanti bisogni. I sacerdoti insegnavano la Legge e aiutavano a capirla e applicarla; inoltre offrivano sacrifici a favore degli israeliti. Rappresentavano così Dio davanti al popolo e il popolo davanti a Dio. Entrambe le funzioni aiutavano gli israeliti a conoscere meglio Geova e a mantenere una buona relazione con lui.

Risposta 3: Geova ci diede questo dono per amore e compassione. Sapeva che gli esseri umani non potevano superare da soli la separazione causata dal peccato. Il sacerdozio sarebbe stato come un ponte per avvicinarci a lui. Ricordarne lo scopo ci aiuta a capire che al nostro Padre importano sia la nostra salvezza sia il sollievo di sapere che possiamo ricevere il suo perdono.

Come si è servito Geova dei sacerdoti nel corso della storia?

Risposta 1: Prima che esistesse Israele, i capifamiglia offrivano sacrifici, come fecero Noè, Abraamo e Giobbe. Melchìsedec era sia re sia sacerdote. In seguito Geova nominò sacerdoti Aaronne e i suoi discendenti perché servissero gli israeliti. In tutte queste fasi vediamo lo stesso interesse: aiutare i suoi servitori ad avvicinarsi a lui e a mantenere una buona relazione con lui.

Ebrei 9:24 — Infatti Cristo non è entrato in un luogo santo fatto da mani umane, che è una copia della realtà, ma nel cielo stesso, per presentarsi ora davanti a Dio per noi.

Risposta 2: Ebrei 9:24 spiega che Gesù si presenta davanti a Dio a nostro favore. Offrì la sua vita umana perfetta, un sacrificio superiore a quelli animali, e continua ad aiutarci come Sommo Sacerdote. Il sacerdozio quindi non appartiene solo al passato: oggi beneficiamo dell’opera di Gesù per conservare la nostra amicizia con Geova.

Risposta 3: Durante il Regno millenario Gesù e i 144.000 aiuteranno gli esseri umani ubbidienti a raggiungere la perfezione. Quando ciò sarà avvenuto, non servirà più un sacerdozio che faccia da ponte, perché il peccato non li separerà più da Geova. La storia del sacerdozio mostra come il nostro Padre abbia preparato una soluzione completa e duratura per l’umanità.

Perché il sacerdozio ci aiuta ad amare di più Geova?

1 Giovanni 4:10 — L’amore sta in questo: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è stato lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come sacrificio propiziatorio per i nostri peccati.

Risposta 1: Prima Giovanni 4:10 ci ricorda che Geova espresse il suo amore mandando suo Figlio per i nostri peccati. Il sacerdozio ci aiuta a capire la portata di questo dono: possiamo ricevere il perdono, avere l’amicizia di Dio e sperare nella vita eterna. Più meditiamo su ciò che il nostro Padre ha fatto, più motivi troviamo per amarlo.

Risposta 2: Ci aiuta ad amarlo di più perché rivela la sua comprensione. Geova ci ha dato un Sommo Sacerdote che visse come essere umano e conosce le nostre difficoltà. Anche i 144.000 avranno sperimentato l’imperfezione. Sapere che ha scelto sacerdoti capaci di comprenderci ci fa sentire la sua cura: il nostro Padre ha tenuto conto dei nostri bisogni e sentimenti.

Risposta 3: Il sacerdozio ci convince che Geova desidera la nostra amicizia e non si concentra solo sui nostri errori. Grazie a Gesù possiamo aprirgli il cuore, chiedere perdono e cercare aiuto con fiducia. Sappiamo inoltre che vuole eliminare completamente la separazione causata dal peccato. Tutto questo ci spinge ad avvicinarci a lui e a dimostrargli nelle preghiere che apprezziamo il suo amore.

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