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Studio biblico di congregazione per la settimana dal 28 settembre al 4 ottobre 2026

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Capitolo 10: Prese la decisione migliore

1. Quali scoperte archeologiche dimostrano che gli israeliti furono schiavi in Egitto, come indica la Bibbia? (w20.03 30).

Commento 1: Nel nord dell’Egitto sono state trovate prove dell’esistenza di molti insediamenti semitici. Questo concorda con il racconto secondo cui la famiglia di Giacobbe si stabilì a Gosen e gli israeliti divennero numerosi in quella regione.

Commento 2: Un papiro del Medio Regno contiene un elenco di schiavi che lavoravano in una casa nel sud dell’Egitto. Più di 40 di quei nomi sono semitici, il che indica che nel paese c’era un numero considerevole di schiavi semitici.

Commento 3: Alcuni nomi dell’elenco assomigliano a quelli di Issacar, Aser e Sifra. Anche se questo particolare non dimostra da solo l’identità di ogni schiavo, concorda in modo notevole con i nomi che troviamo nella Bibbia.

Commento 4: Le prove archeologiche mostrano che, durante un periodo compatibile con l’epoca dei patriarchi, l’Egitto attirò emigranti provenienti da popoli semitici dell’Asia occidentale. Perciò confermano le circostanze descritte in Genesi riguardo all’arrivo degli israeliti in Egitto.

Commento 5: Queste scoperte rafforzano la nostra fiducia nel racconto biblico. Anche se alcuni critici lo definiscono un mito, i racconti sulla schiavitù in Egitto hanno una solida base storica.

2. Cosa è probabile che Mosè avesse imparato dai suoi genitori? E cosa potrebbe aver imparato in seguito, quando fu “istruito in tutta la sapienza degli egiziani”? (Atti 7:22; w02 15/6 10 parr. 2-5).

Atti 7:22Così Mosè fu istruito in tutta la sapienza degli egiziani, e diventò potente in parole e in opere.

Commento 1: I suoi genitori avranno sicuramente approfittato del tempo trascorso con lui per insegnargli che era ebreo e inculcargli le vie di Geova. La fede e l’amore per la giustizia che seminarono nel suo cuore dovettero influire profondamente sulle sue decisioni successive.

Commento 2: Quando tornò dalla figlia del faraone, ricevette un’istruzione che poteva prepararlo a ricoprire incarichi governativi. È probabile che abbia imparato matematica, geometria, architettura, edilizia e altre arti e scienze.

Commento 3: La famiglia reale probabilmente voleva anche che imparasse la religione egiziana. Perciò Mosè dovette decidere a chi sarebbe stato leale: a tutto ciò che offriva l’Egitto pagano oppure a Geova e ai suoi fratelli ebrei.

Commento 4: La vita a corte gli offriva ricchezza, lusso e potere, ma presentava anche pericoli morali. Il suo caso insegna che una buona istruzione o una posizione prestigiosa non devono necessariamente allontanarci da Geova se manteniamo chiare le nostre priorità.

Commento 5: Mosè divenne potente in parole e opere, ma non permise che i suoi privilegi cambiassero la sua identità. Continuò a considerare fratelli gli israeliti che soffrivano, rivelando l’influenza dell’insegnamento ricevuto da bambino.

3. Cosa facevano di solito gli egiziani con i corpi dei loro morti? Come dovettero sentirsi quando seppero che Mosè aveva ucciso l’egiziano e si era limitato a nasconderne il corpo? (it “Egitto, egiziano” par. 28).

Commento 1: Gli egiziani imbalsamavano i morti perché credevano che il corpo dovesse essere conservato affinché l’anima potesse ritornare e servirsene. La tomba era considerata la casa del defunto.

Commento 2: Nelle tombe mettevano gioielli, vestiti, mobili e cibo per il presunto uso futuro del morto. Includevano anche formule magiche e incantesimi che, secondo loro, lo avrebbero protetto dagli spiriti malvagi.

Commento 3: Perciò nascondere un cadavere nella sabbia doveva sembrare loro particolarmente offensivo. Non era il trattamento che riservavano ai morti e non concordava con le loro idee religiose sul benessere dopo la morte.

Commento 4: Il racconto aiuta a capire perché la situazione di Mosè diventò così pericolosa. La notizia arrivò al faraone, che volle ucciderlo senza ascoltarlo, e Mosè dovette lasciare l’Egitto.

Commento 5: Questo sottolinea anche che Mosè agì precipitosamente. Voleva aiutare un ebreo maltrattato, ma il risultato dimostrò che il coraggio deve essere accompagnato da autocontrollo, mitezza e fiducia nei tempi stabiliti da Geova.

4. Mosè fuggì a Madian. Cosa avevano in comune gli israeliti e i madianiti? (it “Madian, madianiti” n. 2 parr. 1, 2).

Commento 1: I madianiti discendevano da Madian, figlio di Abraamo. Anche gli israeliti discendevano da Abraamo, quindi i due popoli avevano un antenato comune.

Commento 2: A causa di questa origine comune, è probabile che la lingua madianita fosse molto simile all’ebraico. Questo potrebbe spiegare una certa vicinanza linguistica tra i due popoli.

Commento 3: Il materiale indica che i discendenti di Ismaele e di Madian forse avevano usanze molto simili. È persino possibile che i loro popoli si siano uniti attraverso matrimoni tra i loro membri.

Commento 4: A volte i madianiti vengono chiamati ismaeliti. Questo non cambia la loro origine, ma mostra che in alcuni casi esisteva uno stretto rapporto o c’erano somiglianze tra questi gruppi discendenti da Abraamo.

Commento 5: Sapere che Madian aveva questi legami con la famiglia di Abraamo aggiunge contesto alla fuga di Mosè. Geova permise che trovasse rifugio lì, anche se avrebbe dovuto vivere per decenni come residente forestiero.

In che modo l’esempio di Mosè può aiutarti a controllarti?

Commento 1: Mosè si indignò vedendo che un ebreo veniva maltrattato. Tuttavia agì precipitosamente e uccise l’egiziano. La sua esperienza ci ricorda che provare indignazione davanti a un’ingiustizia non ci autorizza a perdere il controllo.

Commento 2: Prima di agire sotto pressione, possiamo fermarci e chiederci se la nostra reazione rifletterà il modo di vedere di Geova. Mosè era coraggioso, ma doveva ancora sviluppare la mitezza.

Commento 3: Il giorno dopo cercò di fermare una lite tra due ebrei, ma il suo segreto era già noto. Un’azione impulsiva può avere conseguenze che non avevamo previsto e complicare ulteriormente una situazione.

Commento 4: Mosè pensava che Dio avrebbe liberato Israele per mezzo suo, ma Geova aveva tempi diversi. Aspettare Geova ci aiuta a non anticipare i suoi tempi e a non cercare di risolvere le cose a modo nostro.

Commento 5: Geova non scartò Mosè a causa del suo errore. Durante gli anni trascorsi a Madian, Mosè poté migliorare. Questo ci incoraggia: possiamo riconoscere una reazione sbagliata, imparare da essa e coltivare maggiore autocontrollo.

Mosè ebbe il coraggio di porsi buone mete nella vita. Cosa possono imparare i giovani dal suo esempio?

Commento 1: Mosè avrebbe potuto scegliere prestigio, ricchezze e piaceri alla corte egiziana. Ma decise di sostenere il popolo di Geova. I giovani possono chiedersi quali mete dimostreranno che Geova occupa il primo posto nella loro vita.

Commento 2: L’istruzione e le capacità di Mosè erano preziose, ma non ne fece il centro della sua vita. I giovani possono trarre profitto dalla loro formazione senza permettere che le ambizioni personali li allontanino da Geova.

Commento 3: Mosè scelse di essere maltrattato con il popolo di Dio invece di godere dei piaceri temporanei. Il suo esempio insegna a dare più valore alle benedizioni durature che ai vantaggi di breve durata.

Commento 4: Porsi buone mete richiede coraggio, perché potrebbe significare rinunciare a una carriera prestigiosa o ad altre opportunità allettanti. Mosè lasciò comodità e una posizione importante per fare ciò che riteneva giusto.

Commento 5: Impariamo anche che avere buone mete non significa confidare troppo in noi stessi. Mosè aveva bisogno di preparazione e mitezza. I giovani possono cercare la guida di Geova e lasciarsi modellare da lui.

In quali altri modi puoi imitare il coraggio dimostrato da Mosè in questo racconto?

Commento 1: Possiamo imitare Mosè identificandoci senza vergogna con il popolo di Geova. Non permise che la sua posizione nella famiglia reale gli facesse dimenticare che gli israeliti erano suoi fratelli.

Commento 2: Ci vuole coraggio per rifiutare vantaggi che potrebbero indebolirci spiritualmente. Mosè lasciò ricchezza, comodità e prestigio dell’Egitto perché non voleva che queste cose lo allontanassero da Geova.

Commento 3: Mostriamo coraggio anche quando facciamo cambiamenti dopo aver commesso un errore. Mosè fuggì in una regione sconosciuta e accettò di vivere come residente forestiero. Non si aggrappò alla vita che aveva perso.

Commento 4: Il suo racconto ci incoraggia a difendere ciò che è giusto, ma nel modo giusto. Il coraggio cristiano non consiste nell’agire impulsivamente; include aspettare la guida di Geova e coltivare la mitezza.

Commento 5: Possiamo avere il coraggio di continuare a servire Geova anche se altri non comprendono subito le nostre decisioni. Gli israeliti non capirono ciò che Mosè pensava di fare, ma lui non tornò a cercare l’approvazione dell’Egitto.

Cosa mi insegna questo racconto su Geova?

Commento 1: Geova vede le buone qualità dei suoi servitori, ma sa anche in cosa devono migliorare. Mosè era coraggioso e capace, anche se non era ancora pronto a liberare Israele.

Commento 2: Geova ha tempi perfetti. Mosè pensava che gli israeliti avrebbero capito che Dio li avrebbe salvati per mezzo suo, ma Geova non sarebbe ancora intervenuto. Il suo proposito non arriva né troppo presto né troppo tardi.

Commento 3: Il racconto mostra che Geova dà grande valore alla mitezza. Le capacità, la forza e l’istruzione di Mosè non bastavano; doveva imparare a diventare il tipo di uomo che Geova poteva usare.

Commento 4: Geova non mise da parte Mosè per il suo comportamento precipitoso. Gli permise di trascorrere anni a Madian, un periodo che contribuì a prepararlo per l’incarico che avrebbe svolto in seguito.

Commento 5: Vediamo anche che Geova non perde di vista il suo popolo sofferente. Sebbene la liberazione non arrivasse quando Mosè si aspettava, Geova aveva presenti gli israeliti e avrebbe adempiuto il suo proposito al tempo stabilito.

In che modo questo racconto è collegato al proposito di Geova e al tema principale della Bibbia?

Commento 1: Geova aveva permesso che la famiglia di Giacobbe si stabilisse in Egitto, ma gli israeliti divennero schiavi. La situazione di Mosè fa parte del percorso che avrebbe portato alla liberazione di quel popolo.

Commento 2: Mosè desiderava aiutare i suoi fratelli, ma imparò che la liberazione non sarebbe stata ottenuta per iniziativa umana né nel momento da lui scelto. Geova avrebbe diretto gli avvenimenti secondo il suo proposito.

Commento 3: La preparazione di Mosè dimostra che Geova può rendere capaci persone imperfette di assolvere un incarico importante. Prima di usarlo per portare Israele fuori dall’Egitto, doveva modellarlo.

Commento 4: Il racconto mette in risalto che Geova mantiene il suo rapporto con il suo popolo anche quando questo soffre l’oppressione. Gli israeliti erano il popolo di Dio, e Geova non avrebbe permesso che la schiavitù frustrasse il suo proposito.

Commento 5: Sottolinea anche un tema ricorrente nella Bibbia: confidare in Geova e mettere la sua volontà al di sopra dei vantaggi personali. Mosè lasciò una vita attraente in Egitto perché voleva stare dalla parte del popolo di Dio.

Quando Mosè sarà risuscitato, cosa mi piacerebbe chiedergli riguardo alle prime fasi della sua vita?

Commento 1: Potrei chiedergli cosa ricordava dell’insegnamento ricevuto da Amram e Iochebed. Sarebbe molto incoraggiante sapere come riuscirono a fare in modo che le vie di Geova occupassero un posto così importante nel suo cuore.

Commento 2: Forse vorrei chiedergli com’era vivere alla corte egiziana senza smettere di sentirsi fratello degli ebrei oppressi. La sua risposta potrebbe aiutarci ad apprezzare la lealtà a Geova in ambienti difficili.

Commento 3: Potrei anche chiedergli cosa imparò durante il suo lungo viaggio e nelle prime esperienze come residente forestiero a Madian. Il racconto dice solo che lasciò molto alle spalle senza sapere cosa lo aspettava.

Commento 4: Sarebbe interessante chiedergli quando comprese chiaramente di essersi portato avanti rispetto ai tempi di Geova. Questa esperienza può insegnarci molto sulla pazienza, sull’umiltà e sulla fiducia nella guida divina.

Commento 5: Forse gli chiederei come riuscì a migliorare dopo un errore così grave. La sua vita dimostra che Geova può continuare a usare chi accetta la sua disciplina e permette di essere preparato per servirlo.


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