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Studio biblico di congregazione per la settimana dal 4 al 10 gennaio 2027

Studio biblico di congregazione per la settimana dal 4 al 10 gennaio 2027

Ezechiele

1, 2. Cosa ci insegna il libro di Ezechiele riguardo al nome di Geova?

Ezechiele 36:22 — “Perciò di’ alla casa d’Israele: ‘Questo è ciò che il Sovrano Signore Geova dice: “Non agirò per amor vostro, o casa d’Israele, ma per amore del mio santo nome, che voi avete profanato fra le nazioni nelle quali siete andati”’.

Commento 1: Questo brano mostra che Geova agiva per santificare il suo nome, non perché gli israeliti lo meritassero. La cosa più importante era ripulire la sua reputazione dalle menzogne che erano state dette contro di lui. Questo ci aiuta a capire che la santificazione del suo nome viene prima dei nostri interessi personali.

Commento 2: Mi colpisce quanto Ezechiele metta in risalto la sovranità di Geova. Usa l’espressione Sovrano Signore Geova più di 200 volte. Non basta sapere come si chiama Dio; dobbiamo anche riconoscere la sua autorità. Gli avvenimenti annunciati da Ezechiele avrebbero dimostrato che Geova mantiene sia i suoi avvertimenti che le sue promesse.

Commento 3: La santificazione del nome di Geova è anche collegata alla nostra felicità. Il libro spiega che, quando Geova ricompenserà i suoi servitori, loro capiranno ancora meglio che lui mantiene le sue promesse. Quindi difendere il suo buon nome non ci priva di nulla di buono; è legato alla nostra speranza di vivere in pace.

3. Cosa dice il libro di Ezechiele riguardo al Messia promesso?

Commento 1: Ezechiele annunciò che il Messia sarebbe stato un discendente di Davide e avrebbe avuto il diritto di occupare il suo trono. Anche se quel trono sarebbe rimasto vuoto per moltissimo tempo, Geova non aveva dimenticato la sua promessa. Gesù adempì questa profezia. Questo rafforza la nostra fiducia in Geova, anche quando l’adempimento di una promessa richiede di aspettare.

Commento 2: Un’altra profezia presenta il Messia come il pastore che Geova avrebbe posto sulle sue pecore. Il paragrafo mette in relazione questa promessa con Gesù, discendente di Davide. Quindi non si tratta semplicemente di qualcuno che ha l’autorità di governare. È anche colui che nutre e si prende cura di quelli che Geova ha affidato alle sue cure.

Commento 3: È interessante paragonare Ezechiele a Luca e Giovanni. Luca conferma che Gesù avrebbe ricevuto il trono di Davide, e Giovanni mostra che era disposto a dare la vita per le pecore. Le due idee si completano: Gesù ha il diritto di regnare e ha dimostrato quanto ama coloro che sono sotto la sua cura.

4. Cosa sappiamo della parte celeste dell’organizzazione di Geova grazie alle visioni di Ezechiele?

Commento 1: Il carro celeste visto da Ezechiele mostra che la parte celeste dell’organizzazione di Geova è imponente e molto ben organizzata. La visione ci permette di apprezzare qualcosa che non possiamo vedere con i nostri occhi: nei cieli c’è un’organizzazione che agisce sotto l’autorità di Geova.

Commento 2: Le visioni ci permettono anche di conoscere qualcosa dell’attività degli angeli, in particolare dei cherubini. Ezechiele non vide solo un carro impressionante; Geova gli mostrò questi esseri spirituali all’opera. Questo amplia la nostra prospettiva e ci ricorda che l’adorazione di Geova non è limitata alla Terra.

Commento 3: Sono grato che Geova abbia permesso che queste visioni fossero messe per iscritto. Anche se ci permettono di vedere solo una piccola parte di ciò che accade nei cieli, ci aiutano a conoscere meglio la sua organizzazione. Leggendole, possiamo concentrarci su ciò che insegnano chiaramente riguardo alla sua grandezza e al suo ordine, senza speculare su ogni dettaglio.

5. Cosa ci insegna il libro di Ezechiele riguardo a Geova?

Commento 1: Ci insegna che Geova è misericordioso senza ignorare la disubbidienza. Aveva motivo di essere indignato con gli ebrei, ma prima li avvertì e offrì loro il perdono se si fossero pentiti. Il suo modo di agire mostra che non desiderava punirli senza dare loro l’opportunità di cambiare.

Commento 2: Geova non smise di prendersi cura del suo popolo quando lo disciplinò. Anche se permise l’esilio, promise di punire le nazioni che avessero maltrattato gli ebrei. Questo ci aiuta a non confondere la disciplina con la mancanza d’amore. Geova poteva correggere il suo popolo e allo stesso tempo continuare a interessarsi di lui.

Commento 3: Mi incoraggia il fatto che Geova non abbia parlato solo delle conseguenze dei peccati, ma anche di un futuro migliore. Promise che gli ebrei sarebbero tornati a Gerusalemme e avrebbero ricevuto benedizioni. Questa combinazione di avvertimenti e speranza ci insegna a vedere Geova come un Padre che corregge, ma aiuta anche a riprendersi.

6. Quali lezioni importanti troviamo nel libro di Ezechiele?

Commento 1: Una lezione è che ciascuno risponde a Geova delle proprie azioni. Non possiamo dare per scontato che la nostra relazione con lui dipenda da ciò che fanno i nostri familiari o quelli che ci circondano. Questo ci spinge a esaminare le nostre decisioni e ad assumerci personalmente la responsabilità di ubbidirgli.

Commento 2: Impariamo anche che la nostra condotta influisce su Geova e sulla sua reputazione. Ezechiele spiega che l’infedeltà degli israeliti gli causò dolore. Perciò, quando prendiamo una decisione, è bene pensare non solo alle sue conseguenze per noi, ma anche a come farà sentire Geova e all’impressione che darà di lui.

Commento 3: La nostra vita dipende dal rispettare il nome di Geova e dal rendergli pura adorazione. Non si tratta solo di dire che crediamo in lui. Il libro mette in relazione l’approvazione di Geova con una condotta giusta. L’applicazione è chiara: la nostra adorazione deve riflettersi in ciò che facciamo ogni giorno.

7. Cosa sappiamo del profeta Ezechiele?

Commento 1: Ezechiele era figlio di un sacerdote che prestava servizio a Gerusalemme, e il suo nome significa “Dio rafforza”. È possibile che sia nato intorno al 643 a.E.V. Questi dati ci aiutano a collocarlo nel tempo, anche se il materiale presenta la sua data di nascita come approssimativa, non come un dato certo.

Commento 2: Fu portato a Babilonia nel 617 a.E.V., quando doveva avere circa 26 anni. Circa quattro anni dopo, Geova lo nominò profeta. Quindi Ezechiele non parlava dell’esilio da lontano: lui stesso viveva tra gli ebrei che erano stati portati a Babilonia.

Commento 3: Ezechiele fu contemporaneo di Geremia, Daniele e Abdia. Geremia prestava servizio in Giuda, mentre Daniele ed Ezechiele si trovavano a Babilonia. Saperlo ci aiuta a mettere in relazione i loro messaggi. Geova stava dando avvertimenti e guida tramite diversi profeti, e il libro di Ezechiele completa ciò che troviamo in altri libri di quel periodo.

8. A chi erano rivolte le profezie di Ezechiele?

Commento 1: Erano rivolte agli ebrei esiliati a Babilonia. Alcuni, come Ezechiele, erano arrivati prima della distruzione di Gerusalemme; altri arrivarono in seguito. Tenere presente questo pubblico ci aiuta a capire perché il libro parla tanto della situazione di Gerusalemme quanto della speranza di tornare nella loro terra.

Commento 2: I destinatari stavano attraversando circostanze difficili. Il riquadro spiega che i babilonesi si prendevano gioco di loro e che tornare poteva sembrare impossibile, perché Babilonia non liberava i suoi prigionieri. In quel contesto, le promesse di Geova avevano grande valore: davano loro ragioni per guardare al futuro senza dipendere dalle possibilità umane.

Commento 3: Anche se erano esiliati, gli ebrei fedeli potevano riunirsi per leggere le Scritture e adorare Geova. Quindi vivere lontano da Gerusalemme non significava che fosse impossibile mantenere una buona relazione con lui. Il contesto ci incoraggia ad approfittare delle opportunità di ricevere cibo spirituale, anche quando le nostre circostanze sono difficili.

9. Cosa voleva Geova che capissero gli ebrei che si trovavano a Babilonia?

Commento 1: Voleva che capissero perché si trovavano in esilio e che accettassero la sua disciplina. Le loro pratiche apostate avevano profanato il nome di Geova. Non bastava rammaricarsi di aver perso la loro terra; dovevano riconoscere la propria responsabilità e capire che Geova meritava ubbidienza e un’adorazione conforme alla sua volontà.

Commento 2: Il cambiamento nel messaggio di Ezechiele è significativo. Prima della distruzione di Gerusalemme, annunciò la condanna per le cose terribili che vi venivano praticate. Dopo trasmise speranza. Geova aiutava il suo popolo ad affrontare la realtà, ma gli mostrava anche che poteva esserci un futuro dopo la disciplina.

Commento 3: Non tutti reagirono nello stesso modo: alcuni si presero gioco di Ezechiele e altri gli credettero. Questo ci invita a riflettere sulla nostra reazione quando riceviamo la correzione biblica. Invece di respingerla perché ci mette a disagio, possiamo chiederci cosa deve cambiare in noi. Accettare la disciplina comincia dall’ascoltare con umiltà.

10. Come è organizzato il libro di Ezechiele?

Commento 1: Il libro segue per lo più un ordine cronologico ed è organizzato anche per argomenti. Dopo la nomina di Ezechiele, presenta tre grandi gruppi di profezie: la distruzione di Gerusalemme, la condanna delle nazioni vicine e la restaurazione d’Israele. Questo schema semplice ci aiuta a orientarci quando lo leggiamo.

Commento 2: Ezechiele indicò l’anno, il mese e il giorno di molte delle sue profezie. Usò come punto di partenza l’anno in cui il re Ioiachin fu portato in esilio. Grazie a queste date, possiamo mettere in relazione i messaggi con gli avvenimenti e distinguere gli avvertimenti precedenti dalle successive parole di speranza.

Commento 3: L’organizzazione del libro ci permette di vedere che non contiene soltanto annunci di punizione. La sua ultima grande parte tratta della restaurazione d’Israele. Perciò è bene leggere ogni brano nel suo contesto. In questo modo apprezziamo sia la giustizia di Geova sia la speranza che offriva al suo popolo.

11. Cosa chiese Geova a Ezechiele di fare, e perché?

Commento 1: Geova gli chiese di rappresentare diversi messaggi. Per esempio, dovette sdraiarsi su un fianco con un mattone davanti a sé e radersi la testa e la barba. Quelle azioni potevano sembrare strane, ma avevano uno scopo: suscitare l’interesse degli esiliati affinché prestassero attenzione al significato del messaggio.

Commento 2: Dovette anche preparare il suo bagaglio e portarlo fuori dalla città, e in un’altra occasione unire due bastoni. Geova non comunicò tutti i suoi messaggi nello stesso modo. Queste rappresentazioni rendevano visibili le profezie e davano agli osservatori motivo di interessarsi a ciò che Ezechiele stava annunciando.

Commento 3: L’esempio di Ezechiele mette in risalto l’importanza di ubbidire, anche se un incarico risulta insolito o difficile. Lui fece ciò che Geova gli aveva comandato. Noi non dobbiamo rappresentare quelle profezie, ma possiamo imitare la sua disponibilità a mettere la volontà di Geova al di sopra della nostra comodità.

12. Cosa vede Ezechiele prima che Geova lo nomini profeta?

Commento 1: Ezechiele vede i cieli aprirsi e riceve visioni di Dio. Tra le altre cose, contempla impressionanti creature viventi che in seguito vengono identificate come cherubini. Quindi la sua nomina a profeta fu preceduta da una visione che gli permise di apprezzare qualcosa della grandezza della parte celeste dell’organizzazione di Geova.

Commento 2: Oltre ai cherubini, vede un carro celeste e uno splendore legato alla gloria di Geova. Il racconto parla di una visione, non del fatto che Ezechiele vedesse letteralmente Dio. Questo particolare ci aiuta a descrivere con attenzione ciò che osservò, senza andare oltre quello che spiega il materiale.

Commento 3: Dopo quella visione, Geova lo nomina profeta e sentinella. L’incarico richiedeva di trasmettere l’avvertimento, anche se la gente non avesse voluto ascoltare. L’ordine del racconto è importante: prima viene messa in risalto la gloria di Geova e poi viene presentata la responsabilità di Ezechiele di comunicare fedelmente il messaggio che avrebbe ricevuto da lui.

13. Quali profezie mette in scena Ezechiele?

Commento 1: Ezechiele rappresenta l’assedio di Gerusalemme. Il riquadro 26A collega questa profezia al momento in cui i babilonesi circondarono la città. La rappresentazione non era una semplice illustrazione di qualcosa che poteva accadere: trasmetteva un avvertimento di Geova che in seguito ebbe un adempimento concreto.

Commento 2: Rappresenta anche la carestia che avrebbero subìto gli abitanti di Gerusalemme. Il riquadro collega quell’avvertimento al racconto di Secondo dei Re sulla mancanza di cibo durante l’assedio. Confrontare la profezia con il suo adempimento ci permette di verificare che gli avvertimenti di Geova non erano minacce infondate.

Commento 3: Geova gli ordina di radersi la testa e la barba e gli indica cosa fare con i capelli. Questa rappresentazione mostra ciò che sarebbe accaduto agli abitanti quando Gerusalemme sarebbe stata distrutta. In seguito Ezechiele profetizza contro l’idolatria. Le scene devono essere comprese nel contesto della disubbidienza e del giudizio.

14, 15. Cosa predice Geova riguardo a Gerusalemme?

Commento 1: Geova predice che punirà Gerusalemme per le pratiche detestabili che vi si svolgevano. Nella visione, un uomo segna quelli che si lamentano per quella situazione, e poi vengono messi a morte quelli che non portano il segno. La visione sottolinea che per Geova era importante l’atteggiamento nei confronti della malvagità.

Commento 2: Ezechiele rappresenta anche l’esilio e annuncia che Gerusalemme sarà distrutta. I falsi profeti non potevano impedire quell’esito con i loro messaggi. Questo ci insegna a non confondere un’affermazione rassicurante con una promessa di Geova. Ciò che contava era quello che Dio aveva detto, non quello che alcuni desideravano sentire.

Commento 3: Tuttavia, anche in mezzo a quegli avvertimenti, Geova annunciò che alcuni esiliati sarebbero tornati a Gerusalemme. Il giudizio contro la città non significava che fosse scomparsa ogni speranza. Questo particolare ci permette di apprezzare l’equilibrio del messaggio: Geova non avrebbe minimizzato la malvagità, ma non aveva nemmeno dimenticato il suo proposito di restaurare il suo popolo.

16-18. Quali paragoni usa Geova?

Commento 1: Geova paragona Gerusalemme a una vite inutile che serve solo per la legna e a una moglie molto amata che diventa infedele. Entrambe le immagini mostrano la gravità di ciò che era accaduto. La città non stava facendo quello che Geova si aspettava, e i suoi abitanti avevano risposto al suo amore con infedeltà.

Commento 2: La paragona anche a Samaria e Gerusalemme, due sorelle che si prostituiscono. Samaria era già stata distrutta, ma Gerusalemme non aveva imparato da ciò che era accaduto. Il paragone ci ricorda che conoscere le conseguenze della disubbidienza non basta. Dobbiamo permettere che gli esempi di avvertimento influiscano davvero sulla nostra condotta.

Commento 3: Sedechia è rappresentato da una vite che si seccherà, e Gerusalemme è paragonata a una pentola arrugginita che deve essere messa sul fuoco. Sono immagini forti che comunicano un giudizio certo. Tuttavia, lo stesso contesto conserva la speranza: Geova avrebbe giudicato individualmente e, col tempo, avrebbe dato il regno al Messia promesso.

19, 20. Quali nazioni condanna Geova, e perché?

Commento 1: Geova condanna Ammon, Moab, Edom e i filistei, e annuncia anche giudizi contro Tiro e Sidone. Il contesto mette in risalto che le nazioni si erano rallegrate per la caduta di Gerusalemme. Il fatto che Geova disciplinasse il suo popolo non dava ad altri il diritto di trattarlo con odio o di celebrare la sua sofferenza.

Commento 2: I capitoli da 29 a 32 contengono messaggi contro l’Egitto. Geova annuncia che Babilonia invaderà quel paese. Così, il libro non presenta Geova come un Dio che può giudicare solo all’interno d’Israele. I suoi messaggi contro altre nazioni mostrano che anche loro dovevano rendere conto a lui.

Commento 3: Un’applicazione è che non dovremmo mai rallegrarci della sofferenza di un’altra persona. Le nazioni condannate avevano reagito male alla caduta di Gerusalemme. Invece di imitare quell’atteggiamento, vogliamo coltivare rispetto per i giudizi di Geova e compassione per chi sta affrontando difficoltà, senza giustificare ciò che può aver fatto di male.

21, 22. Quali cose positive profetizza Ezechiele per gli israeliti?

Commento 1: Geova promette di prendersi personalmente cura delle sue pecore e di mettere sopra di loro il pastore che aveva annunciato. Questo è in contrasto con i falsi pastori d’Israele, contro i quali era indignato. Gli israeliti potevano avere speranza perché il loro benessere non sarebbe rimasto per sempre nelle mani di quelli che li avevano trascurati.

Commento 2: Ezechiele annuncia che gli ebrei torneranno nella loro terra. La visione delle ossa che tornano in vita trasmette una potente speranza di ristabilimento. Anche se la distruzione di Gerusalemme era una dolorosa realtà, Geova poteva ridare la vita, per così dire, a una nazione che sembrava aver perso il suo futuro.

Commento 3: Quando Ezechiele unisce due bastoni, rappresenta la futura unione dei due regni. Giuda e Israele sarebbero tornati a essere un’unica nazione. Quindi il ristabilimento non sarebbe consistito soltanto nel tornare in un territorio. Geova prometteva anche di riunire il suo popolo, lasciandosi alle spalle la divisione che c’era stata tra loro.

23, 24. Cosa farà Geova quando Gog attaccherà il suo popolo, e quale visione ha Ezechiele?

Commento 1: Quando Gog attaccherà, Geova difenderà il suo popolo e porrà fine a Gog e al suo esercito. La profezia non concentra l’attenzione sulla capacità del popolo di difendersi, ma su ciò che Geova farà. Questo ci aiuta a basare la nostra sicurezza su di lui e non sulle forze umane.

Commento 2: Ezechiele vede un tempio immenso e un angelo che ne misura le varie parti. La gloria di Geova riempie il tempio, e il profeta riceve istruzioni relative all’adorazione. Il materiale spiega che questa visione mette in risalto le giuste norme di Geova e assicura agli esiliati che l’adorazione pura sarà ristabilita.

Commento 3: La visione include un fiume che esce dal tempio e la divisione del paese tra le dodici tribù. Presenta anche una città il cui nome mette in risalto la presenza di Geova. Nel suo insieme, tutto dirige l’attenzione verso un ristabilimento legato a lui: l’essenziale non erano solo gli edifici, ma l’adorazione pura.

a. In base a Ezechiele 18:19-22, come decide Geova se una persona è buona o cattiva?

Ezechiele 18:19-22 — “‘Voi direte: “Perché il figlio non paga per i peccati del padre?” Il figlio di sicuro continuerà a vivere perché ha fatto ciò che è retto e giusto, ha osservato tutti i miei decreti e li ha messi in pratica. L’anima che pecca è quella che morirà. Il figlio non pagherà per i peccati del padre e il padre non pagherà per i peccati del figlio. La giustizia del giusto sarà attribuita a lui solo, e la malvagità del malvagio sarà attribuita a lui solo. “‘Se un malvagio abbandona tutti i peccati che commetteva e osserva tutti i miei decreti e fa ciò che è retto e giusto, di sicuro continuerà a vivere. Non morirà. Non gli sarà imputata nessuna delle trasgressioni che ha commesso. Continuerà a vivere perché ha fatto ciò che è giusto’.

Commento 1: Geova giudica ogni persona in base alle proprie azioni. Un figlio non è colpevole dei peccati del padre, né il padre di quelli del figlio. Questo dimostra una giustizia perfetta: Geova non ci etichetta in base alla nostra famiglia, ma tiene conto di ciò che facciamo noi.

Commento 2: Il brano mostra anche che Geova tiene conto dei cambiamenti sinceri. Se una persona abbandona la malvagità e comincia a ubbidire, non rimane condannata per sempre a motivo del suo passato. Questo ci insegna a non trattare qualcuno come se non potesse mai cambiare, quando Geova stesso gli offre questa opportunità.

Commento 3: Per Geova, il pentimento deve vedersi nella condotta. Il testo mette in relazione l’abbandonare il peccato con l’ubbidire e l’agire in modo giusto. Perciò non basta esprimere dispiacere. Possiamo chiederci quali decisioni concrete dimostrano che vogliamo fare ciò che è giusto e accettare l’aiuto di Geova per continuare a cambiare.

b. Nota come reagirà Geova quando Gog attaccherà il suo popolo (38:18, 19, 22). Come ti fa sentire questo?

Ezechiele 38:18-19 — “‘In quel giorno, nel giorno in cui Gog invaderà il paese d’Israele’, dichiara il Sovrano Signore Geova, ‘il mio grande furore divamperà. Nel mio zelo, nel fuoco della mia ira, parlerò; e in quel giorno ci sarà un grande terremoto nel paese d’Israele.

Commento 1: Queste parole trasmettono sicurezza perché mostrano che Geova non sarà indifferente quando il suo popolo verrà attaccato. L’intensità della sua reazione dimostra chiaramente che ciò che accade ai suoi servitori gli importa. Possiamo affrontare il futuro confidando nel suo interesse e nella sua capacità di difenderli.

Commento 2: Questo ci aiuta anche a sentirci amati. Geova non presenta l’aggressione contro il suo popolo come una questione che non lo riguarda. Sapere che reagirà con fermezza rafforza la nostra fiducia in lui. La protezione che promette non dipende dal fatto che i suoi servitori sembrino forti agli occhi del mondo, ma dalla relazione che hanno con lui.

Commento 3: Allo stesso tempo, questo racconto ispira profondo rispetto per Geova. La sua pazienza non significa che tollererà la malvagità indefinitamente. Invece di speculare su ogni dettaglio dell’attacco, possiamo concentrarci sull’insegnamento sicuro: Geova sa cosa sta accadendo e agirà per difendere il suo popolo.

c. Geova promette al suo popolo “una pioggia di benedizioni” (34:26). Come si sono adempiute queste parole nella tua vita?

Ezechiele 34:26 — Farò di loro e dei dintorni del mio colle una benedizione, e farò scendere la pioggia al tempo opportuno. Ci sarà una pioggia di benedizioni.

Commento 1: Una benedizione a cui possiamo pensare è conoscere meglio Geova mediante la sua Parola. Questo stesso studio ci permette di apprezzare la sua misericordia, la sua giustizia e le sue promesse. Nel preparare una risposta personale, possiamo individuare uno di questi insegnamenti e spiegare come ci ha aiutato ad avvicinarci a lui.

Commento 2: Possiamo anche pensare al valore di riunirci per adorare Geova. Il materiale ricorda che gli esiliati fedeli si riunivano per leggere le Scritture. Nel nostro caso, è utile chiederci quale guida o incoraggiamento abbiamo ricevuto alle adunanze e riconoscere questo aiuto come una benedizione, senza darlo per scontato.

Commento 3: La speranza che Geova ci dà è un’altra benedizione che possiamo apprezzare personalmente. Ezechiele parla di pace, sicurezza e ristabilimento. Per rispondere sinceramente, possiamo pensare a come queste promesse influiscono sul nostro modo di affrontare una difficoltà. Non è necessario raccontare qualcosa di straordinario; basta riconoscere un aiuto reale.

a. Perché Ezechiele viene chiamato “figlio dell’uomo”? (3:17; glossario della Traduzione del Nuovo Mondo). Chi altro viene chiamato così nella Bibbia? (Mt 20:28).

Ezechiele 3:17 — “Figlio dell’uomo, ti ho nominato sentinella per la casa d’Israele. Quando senti una parola dalla mia bocca, devi avvertirli da parte mia.

Commento 1: L’espressione mette in risalto che Ezechiele era un essere umano. Anche se Geova gli aveva affidato una responsabilità molto importante, il profeta non era la fonte del messaggio. Doveva ascoltare ciò che Dio diceva e trasmetterlo. La sua autorità come sentinella proveniva da Geova, non dalla sua posizione personale.

Matteo 20:28 — Proprio come il Figlio dell’uomo è venuto non per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come riscatto in cambio di molti”.

Commento 2: Anche Gesù riceve questa designazione. In Matteo la usa spiegando che venne per servire e dare la sua vita come riscatto. Il brano ci permette di rispondere alla seconda parte della domanda e, inoltre, di apprezzare che Gesù usò la sua posizione per aiutare altri, non per cercare di essere servito.

Commento 3: Entrambi i brani ci insegnano qualcosa sul servire Geova. Ezechiele doveva trasmettere fedelmente un messaggio ricevuto da Dio, mentre Gesù mise in risalto la sua disponibilità a servire. Possiamo applicare questo insegnamento ricordando che una responsabilità non è un motivo per darci importanza, ma un’opportunità per compiere la volontà di Geova.

b. Come si adempì Ezechiele 17:16? (Ger 52:11).

Ezechiele 17:16 — “‘“Com’è vero che io vivo”, dichiara il Sovrano Signore Geova, “lui morirà a Babilonia, là dove vive il re che lo ha messo sul trono, del quale ha disprezzato il giuramento e infranto il patto.

Commento 1: Geova aveva annunciato che Sedechìa sarebbe morto a Babilonia. Il riquadro 26A indica che questo avvenne dopo la distruzione di Gerusalemme. Non si trattava di una predizione vaga riguardo a un esito difficile: indicava il luogo in cui sarebbe terminata la sua vita, e il racconto successivo ne conferma l’adempimento.

Geremia 52:11 — Poi accecò Sedechìa, lo legò con catene di rame, lo portò a Babilonia e lo tenne in prigione fino al giorno della sua morte.

Commento 2: Geremia fornisce i dettagli dell’adempimento. Il re di Babilonia accecò Sedechìa, lo portò prigioniero a Babilonia e lo tenne in prigione fino alla morte. Confrontando i due libri, vediamo come la registrazione degli avvenimenti confermi ciò che Geova aveva annunciato per mezzo di Ezechiele.

Commento 3: La profezia menziona anche che Sedechìa aveva disprezzato un giuramento e infranto un patto. Questo ci ricorda quanto siano seri gli impegni. L’adempimento rafforza la nostra fiducia nella parola di Geova e, nello stesso tempo, ci incoraggia a non dare poca importanza a ciò che promettiamo.

c. In che modo la genealogia di Matteo 1 dimostra che Gesù aveva “il diritto legale” di ricevere “la corona”? (21:26, 27).

Ezechiele 21:26-27 — Questo è ciò che il Sovrano Signore Geova dice: ‘Rimuovi il turbante e togli la corona. Le cose non saranno più come prima. Innalza chi è in basso e abbassa chi è in alto. Una rovina, una rovina, una rovina ne farò. E non apparterrà a nessuno finché non arrivi colui che ha il diritto legale, e a lui darò ciò che gli spetta’.

Commento 1: La profezia mostra che Geova aveva riservato il regno a qualcuno che avesse il diritto di riceverlo. La genealogia di Matteo collega Gesù alla famiglia di Davide, proprio come indica il materiale sul Messia. Gesù, quindi, non era estraneo alla linea reale promessa.

Commento 2: C’è un collegamento tra la promessa di Ezechiele e l’identificazione di Gesù come discendente di Davide. Il trono poteva rimanere vacante per molti anni, ma questo non annullava la promessa. La genealogia aiuta a riconoscere il Messia nel quale si sarebbe adempiuta, invece di lasciare senza fondamento la sua identità.

Commento 3: Luca completa queste informazioni spiegando che Geova avrebbe dato a Gesù il trono di Davide. In questo modo si uniscono due aspetti: Gesù appartiene alla famiglia predetta e Geova lo nomina per regnare. La nostra fiducia nel suo governo si basa sulle promesse di Dio, non semplicemente su una preferenza umana.

a. In che modo ciò che dice Ezechiele 18:21, 22 può aiutarti se ti senti male per gli errori del passato?

Ezechiele 18:21-22 — “‘Se un malvagio abbandona tutti i peccati che commetteva e osserva tutti i miei decreti e fa ciò che è retto e giusto, di sicuro continuerà a vivere. Non morirà. Non gli sarà imputata nessuna delle trasgressioni che ha commesso. Continuerà a vivere perché ha fatto ciò che è giusto’.

Commento 1: Questo brano ci assicura che Geova non continua a imputare i peccati a chi si pente e cambia. Se abbiamo abbandonato la condotta sbagliata, non dobbiamo pensare che ai suoi occhi siamo ancora la stessa persona. La sua promessa ci dà validi motivi per confidare nel suo perdono.

Commento 2: Il testo ci indica anche cosa possiamo fare ora: ubbidire a Geova e praticare ciò che è giusto. Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo cambiare le nostre decisioni presenti. Invece di rimanere paralizzati dal senso di colpa, possiamo dimostrare il nostro pentimento mediante una condotta che piaccia a Geova.

Commento 3: Provare dolore per un errore non significa che Geova si rifiuti di perdonarci. È utile distinguere i nostri sentimenti da ciò che lui promette. La sua Parola non minimizza il peccato, ma offre speranza a chi si pente. Meditare su questa misericordia può aiutarci a continuare a servirlo senza definirci solo in base ai nostri errori.

b. In che modo Ezechiele 3:18, 19 è collegato all’opera di predicazione?

Ezechiele 3:18-19 — Quando io dico a un malvagio: ‘Di sicuro morirai’, ma tu non lo avvisi e non parli per avvertirlo di abbandonare il suo comportamento malvagio così che rimanga in vita, lui morirà a motivo delle sue trasgressioni perché è malvagio, ma io richiederò il suo sangue da te. Se invece tu avverti un malvagio ma lui non abbandona la sua malvagità e il suo comportamento malvagio, lui morirà a motivo delle sue trasgressioni, ma tu di sicuro avrai salva la vita.

Commento 1: Ezechiele aveva la responsabilità di trasmettere l’avvertimento di Geova. In modo simile, anche noi dobbiamo prendere sul serio l’opera di predicazione. Il messaggio può aiutare le persone a cambiare condotta e ad avvicinarsi a Dio. Perciò non vogliamo smettere di parlare semplicemente perché alcuni non desiderano ascoltare.

Commento 2: Il brano distingue tra la responsabilità di comunicare il messaggio e la decisione di accettarlo. Ezechiele non poteva obbligare nessuno a cambiare. Questo ci aiuta a mantenere l’equilibrio: dobbiamo impegnarci per predicare fedelmente, ma non misurare il nostro servizio solo dalla reazione di chi ci ascolta.

Commento 3: Vediamo anche lo scopo amorevole dell’avvertimento: dare al malvagio l’opportunità di abbandonare la sua condotta e continuare a vivere. Questa idea può influire sul nostro tono quando predichiamo. Non parliamo per condannare le persone, ma perché desideriamo che ascoltino Geova e traggano beneficio dalla sua guida.

c. Cosa possono imparare gli anziani da Ezechiele 34:11-16? (1Pt 5:2).

Ezechiele 34:11-16 — “‘Questo è ciò che il Sovrano Signore Geova dice: “Eccomi! Io stesso ricercherò le mie pecore e ne avrò cura. Avrò cura delle mie pecore come fa un pastore che, trovate le sue pecore disperse, le pasce. Le libererò da tutti i luoghi nei quali furono disperse in un giorno di nuvole e di fitta oscurità. Le farò uscire dai popoli, le radunerò dai paesi, le ricondurrò alla loro terra e le pascerò sui monti d’Israele, lungo i corsi d’acqua e presso tutti i luoghi abitati del paese. Le pascerò in un buon pascolo, e la terra in cui brucheranno sarà quella degli alti monti d’Israele. Là riposeranno su una ricca distesa erbosa e pasceranno nei migliori pascoli dei monti d’Israele”. “‘“Io stesso pascerò le mie pecore, e io stesso le farò riposare”, dichiara il Sovrano Signore Geova. “Cercherò quella smarrita, ricondurrò quella dispersa, fascerò quella ferita e rafforzerò quella debole, ma annienterò quella grassa e quella forte. La pascerò con il giudizio”.

Commento 1: Gli anziani possono imitare l’iniziativa di Geova. Lui cerca le pecore e si interessa di quelle che sono disperse o si sono allontanate. Questo incoraggia i pastori della congregazione a non aspettare sempre che qualcuno chieda aiuto, ma a interessarsi della sua situazione.

Commento 2: Geova distingue tra pecore ferite, deboli e smarrite, e si prende cura dei loro bisogni. Gli anziani possono imparare a non trattare tutte le situazioni allo stesso modo. Ascoltare e capire quello che sta vivendo ciascun fratello li aiuterà a offrire il conforto, l’incoraggiamento o la guida di cui ha bisogno.

1 Pietro 5:2 — pascete il gregge di Dio affidato alle vostre cure, prestando servizio come sorveglianti, non per forza, ma volentieri davanti a Dio, né per amore di guadagni disonesti, ma con entusiasmo,

Commento 3: Pietro aggiunge che devono pascere il gregge volentieri e con entusiasmo. Non si tratta solo di svolgere dei compiti, ma di prendersi cura di persone che appartengono a Geova. Tenere presente chi è il proprietario del gregge aiuta gli anziani a servire con umiltà, motivi puri e sincero interesse per i fratelli.

4. QUALI ALTRE PERLE SPIRITUALI HAI TROVATO IN QUESTO LIBRO DELLA BIBBIA?

Commento 1: Il riquadro ventisei A mostra quanto Ezechiele sia collegato ad altri libri biblici. Per esempio, collega l’annuncio del ritorno degli ebrei al racconto di Esdra. Confrontare una promessa con il suo adempimento arricchisce la lettura e ci aiuta a vedere la Bibbia come un messaggio coerente.

Commento 2: Un altro insegnamento prezioso è che portare il nome di Geova comporta una responsabilità. Il riquadro mette in relazione Ezechiele con Romani per mostrare che la cattiva condotta può far parlare male di Dio. Questo ci incoraggia a pensare a come le nostre azioni influiscono sull’opinione che le persone hanno di lui.

Commento 3: Mette anche in risalto il desiderio di Geova di stare con il suo popolo. Il riquadro collega questa promessa di Ezechiele ad altri passi biblici. Tra tante visioni e annunci di giudizio, questa idea è molto confortante: la pura adorazione ci permette di avere una stretta relazione con Geova, che vuole prendersi cura dei suoi servitori.

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